udienza di papa francesco con gli ambasciatori

IL PAPA CONTINUA A SCHIAFFEGGIARE I CATTOLICI CINESI: STAVOLTA NELL'INCONTRO CON GLI AMBASCIATORI, DOVE TACE SULLA CHIESA IN CINA E SUGLI ATTACCHI MILITARI DELLA TURCHIA - NON SOLO: SULLE DONNE UNA CLAMOROSA GAFFE. CITA LA IV CONFERENZA MONDIALE DELL'ONU SULLA DONNA, PECCATO CHE LA SANTA SEDE SIA L'UNICO PAESE IN EUROPA A NON AVER VOLUTO MAI NÉ FIRMARE NÉ RATIFICARE LA CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D'EUROPA

 

Franca Giansoldati per www.ilmessaggero.it

 

UDIENZA DI PAPA FRANCESCO CON GLI AMBASCIATORI

Silenzio sulla repressione religiosa in Cina; silenzio sugli attacchi militari della Turchia in Siria, contro l'etnia curda e adesso silenzio sulla Libia, dove il presidente Erdogan si è alleato con il generale Serraj inviando in loco le prime truppe. Una specie di tabù. Nel lunghissimo discorso al corpo diplomatico di Papa Francesco - che tradizionalmente viene rivolto agli inizi dell'anno agli ambasciatori accreditati-  emergono più i vuoti che non le menzioni specifiche. In questi giorni nel mondo diplomatico c'era molta attesa di capire fino a che punto il Papa volesse spingersi a definire la posizione della Santa Sede in ambito internazionale.

 

A proposito dei bombardamenti americani e iraniani, il Papa mette in guardia dal rischio che la situazione possa sfuggire di mano e invita a ricorrere alla legalità internazionale e a non indebolire l'Onu.  «Particolarmente preoccupanti sono i segnali che giungono dall’intera regione, in seguito all’innalzarsi della tensione fra l’Iran e gli Stati Uniti e che rischiano anzitutto di mettere a dura prova il lento processo di ricostruzione dell’Iraq, nonché di creare le basi di un conflitto di più vasta scala che tutti vorremmo poter scongiurare. Rinnovo dunque il mio appello perché tutte le parti interessate evitino un innalzamento dello scontro e mantengano «accesa la fiamma del dialogo e dell’autocontrollo» nel pieno rispetto della legalità internazionale.

 

Stavolta però l'allocuzione pontificia si caratterizza per alcune sviste internazionali macroscopiche. Mentre elenca con dovizia di particolari i principali focolai di guerra e tutta l'attività umanitaria della Chiesa in diverse aree del mondo dove sono in corso sanguinosi conflitti, su altri fronti ha preferito sorvolare.

 

UDIENZA DI PAPA FRANCESCO CON GLI AMBASCIATORI

A proposito dell'espansionismo militare della Turchia il Papa era stato zitto anche quando Ankara aveva dato il via alla brutta operazione contro i curdi. Solo in un Angelus, il 13 ottobre, aveva inserito un passaggio generico sul Medio Oriente, rammaricandosi che tante persone in quei giorni dovevano lasciare le proprie case, ma senza mai citare le parole: Turchia e curdi. 

 

Nel discorso al Corpo diplomatico analizza con cura il 2019 anche alla luce dei suoi viaggi internazionali, parlando del bisogno di dialogare con le nuove generazioni, di arrivare ad un accordo sul clima, del dolore per la guerra nello Yemen o nella Repubblica Democratica del Congo, ed elencando i paesi in cui si sono verificati episodi orrendi di persecuzioni contro i cristiani (Burkina Faso, Mali, Niger e Nigeria). 

 

Papa Francesco festeggia il capodanno in piazza San Pietro

Non manca l'appello di Papa Francesco per la crisi migratoria in corso: «Molti rischiano la vita in viaggi pericolosi per terra e soprattutto per mare. È con dolore che si continua a constatare come il Mare Mediterraneo rimanga un grande cimitero . È sempre più urgente, dunque, che tutti gli Stati si facciano carico della responsabilità di trovare soluzioni durature».

 

A proposito del rischio di un conflitto atomico, il Papa ricorda che quest'anno si svolgerà a New York la X Conferenza d’Esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari. «Auspico vivamente che in quella occasione la Comunità internazionale riesca a trovare un consenso finale e proattivo sulle modalità di attuazione di questo strumento giuridico internazionale, che si rileva essere ancora più importante in un momento come quello attuale».

 

Papa Francesco festeggia il capodanno in piazza San Pietro

Infine un brutto scivolone sulla questione femminile. Al termine del discorso Papa Francesco ha citato la IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla donna, svoltasi a Pechino nel 1995, con la speranza che possa terminare ogni forma di ingiustizia nei confronti delle donne. «Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla non è un semplice reato, è un crimine che distrugge l’armonia» ha detto.

 

Peccato che la Santa Sede sia l'unico paese in Europa a non aver voluto mai né firmare né ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Una specie di bibbia internazionale alla quale gli stati civili sono chiamati ad ispirarsi per un nuovo cammino basato sul rispetto tra i sessi e per contrastare la discriminazione femminile.

 

papa francesco contro bruce lee murales di harrygreb

 

Ultimi Dagoreport

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO. SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'AMMONIMENTO DATO DA PARIGI ALL’AMBASCIATORE AMERICANO, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), COLPEVOLE DI AVER DISERTATO UN INCONTRO CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, PER FORNIRE SPIEGAZIONI SUI COMMENTI FATTI DALL'AMMINISTRAZIONE AMERICANA SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - ANCHE GIORGIA MELONI HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON PER LO STESSO MOTIVO. È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...