zingaretti renzi casalino conte

IL PATTO SEGRETO ZINGARETTI-RENZI PER FAR FUORI IL CONTE-CASALINO – DOPO AVER UTILIZZATO LO SFASCIACARROZZE TOSCANO COME ARIETE CONTRO "GIUSEPPI", ZINGA FA ASSE CON MATTEUCCIO PER PROPORRE PATUANELLI (CHE PIACE A CONFINDUSTRIA) O FICO A PALAZZO CHIGI. UNO SCHEMA CHE CONSENTIREBBE A RENZI DI RESTARE IN MAGGIORANZA E A ZINGARETTI DI PORTARE IL M5s ANCORA PIU' A SINISTRA. IN ALTERNATIVA C'È ANDREA ORLANDO CHE ANDREBBE BENE A PD E M5s….

Francesco Curridori per ilgiornale.it

 

renzi zingaretti

“Avanti con Conte”. Pd e M5S lo ripetono come un mantra, ma la strada che porta al Conte-Ter sembra irta di ostacoli e, così, c'è chi lavora già alle possibili alternative. "Conte si è dimesso, ma di responsabili all'orizzonte non ce ne sono.

 

 

 

Questo rischia di rivelarsi per quello che è: un bluff malriuscito", dichiara a ilGiornale.it un parlamentare di peso della maggioranza, ma noto per la sua insofferenza. I “costruttori” sarebbero all'incirca 8, anche se i giallorossi stanno lavorando alacremente per arrivare a quota 13-14.

 

Roccobello Conte Casalino

I totiani di Cambiamo hanno assicurato che non faranno parte del Conte-Ter, mentre nell'Udc rimane l'incognita Paola Binetti che, parlando con i cronisti, non ha posto veti sul nome del premier e ha aggiunto: “In questa legislatura abbiamo visto un governo giallo-verde, poi un governo giallo-rosso. Ora Non ci resta che il governo giallo-bianco, con una componente di centro forte, orientata alla risoluzione dei problemi reali della gente". L'ex grillino Martelli, invece, interpellato dall'Andnkronos, ha ribadito:“Il mio era no e continua a essere no".

 

L'unica novità rilevante è la richiesta del generale Gregorio De Falco di lasciare la componente +Europa-Azione per aderire a quella del Centro democratico che, al momento, non esiste in Senato. È bene, però, ricordare che De Falco è entrato in Parlamento col M5S, partito che aveva lasciato perché contrario all'alleanza con Salvini, ma la settimana scorsa aveva già votato la fiducia al Conte-bis. Non si tratta, dunque, di un nuovo ingresso, ma soltanto di una conferma.

Zingaretti Renzi

 

Responsabili ma invisibili: perché non salvano Conte

Con queste premesse si capiscono bene i motivi che hanno portato Pd e M5S a far cadere il loro veto su Matteo Renzi. “Il fatto di tornare con Italia Viva non è mai stato un tabù nemmeno per il PD, che ora lo dice anche apertamente. A sbattere con Conte non ci andiamo, molti colleghi la pensano come me", ci spiega ancora la nostra fonte. "E se il premier dimissionario non digerirà la presenza del senatore di Rignano con un ruolo di primo piano nella maggioranza - ci confida una deputata grillina al secondo mandato - peggio per lui, si andrà avanti lo stesso".

 

CONTE CASALINO

Le ipotesi in campo sono due: la prima riguarda Pd e M5S per portare a Palazzo Chigi il vicesegretario dem Andrea Orlando o il ministro Stefano Patuanelli che, come ci spiega un grillino della prima ora “è ormai considerato un tesserato del Pd a tutti gli effetti”. La seconda ipotesi, invece, è quella più inaspettata e sfiziosa: un patto tra il segretario del Pd Zingaretti, e il leader di Italia Viva Renzi per proporre a Sergio Mattarella non solo il nome di Patuanelli, ma eventualmente anche quello del presidente della Camera, Roberto Fico.

 

Uno schema che consentirebbe a Renzi di restare in maggioranza, tenere ben saldo il suo gruppo parlamentari, facendo fuori il duo Conte-Casalino e spaccando ulteriormente il M5S. Nicola Zingaretti, dal canto suo, con Patuanelli o Fico avrebbe la certezza di aver spostato l'asse del Movimento definitivamente a sinistra, dando corpo a quel campo progressista su cui sta lavorando anima e corpo ormai da quando è stato eletto segretario del Pd.

stefano patuanelli john elkann fico raggiroberto fico m5s stefano patuanelli question time in senato 1ANDREA ORLANDOzingaretti renziandrea orlando

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…