di maio merkel cina

PERCHÉ NOI DOBBIAMO ESSERE I PIÙ COJONI DI TUTTI? - “SE MERKEL E MACRON VANNO IN CINA A FARE GLI AFFARI LORO (5G COMPRESO), SENZA ALCUNA RISERVA ETICA SUL REGIME DI XI, NESSUNO HA PENSATO MAI DI ACCUSARLI DI ESSERE FILO-PECHINO” - LUIGINO DI MAIO, ISPIRATO DAL DIPLOMATICO SEBASTIANO CARDI E LO ZAMPONE DI AUGUSTO RUBEI, RIVENDICA “L’INTERESSE NAZIONALE” ITALIANO NELL’AVERE RAPPORTI COMMERCIALI CON I PAESI COME RUSSIA O CINA SENZA DOVER CONTINUAMENTE DARE PROVE DI FEDELTÀ ATLANTICA...

luigi di maio foto di bacco (1)

1 - DAGONOTA

Luigino Di Maio ha tirato fuori gli artigli. E ha fatto bene. Nell’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, il ministro degli Esteri ha chiarito alcuni punti sulla politica estera italiana che è bene ricordare, dopo le manifestazioni di “sovranismo” a cui abbiamo assistito in Olanda, Austria e Germania in piena emergenza Coronavirus.

 

Alla domanda sui rapporti con la Cina, Luigino - ispirato dal diplomatico Sebastiano Cardi, che è il suo suggeritore - fa capire chiaramente che l’Italia non deve vergognarsi degli affari conclusi con Pechino. Anche perché gli altri paesi europei non hanno riserve etiche né sensi di colpa nel perseguire il loro “interessa nazionale”: “La Cina ha strettissimi rapporti commerciali anche con Francia e Germania in vari settori. La cancelliera Angela Merkel è stata in vista in Cina molte volte e nessuno la ha accusata di essere filocinese”.

SEBASTIANO CARDI

Non ha senso - è il ragionamento di Di Maio - dare continue rassicurazioni di fedeltà atlantica solo perché intrecciamo rapporti commerciali con Cina e Russia. Se lo fanno Germania o Francia nessuno fiata. Perché noi dovremmo scusarci in continuazione?

 

2 - DI MAIO: «LA CINA È UN PARTNER MA I VALORI DELL'ITALIA SONO QUELLI DELLA NATO IL BARICENTRO NON CAMBIA»

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

luigi di maio xi jinping

 

Ministro Di Maio, gli Stati Uniti sostengono che la Cina è responsabile del Covid-19, sfuggito a un laboratorio. Pechino respinge le accuse. Chi ha ragione?

«Non voglio entrare nel merito, prendiamo seriamente le preoccupazioni di Washington, così come le posizioni assunte dall' intelligence Usa e dai loro esperti. Credo che la cosa più saggia da fare in queste circostanze sia affidarsi alla scienza. Solo la scienza può darci delle risposte e ritengo che questa discussione sull' origine del virus non debba avere lo scopo ultimo di individuare un colpevole, ma quello di comprendere come equipaggiarci in futuro di fronte a una minaccia diversa, quale è ad esempio la pandemia in corso».

 

luigi di maio carlo maria ferro al padiglione italia shanghai

Altri Paesi sospettano comunque una scarsa trasparenza di Pechino sulla diffusione del virus. Così Francia, Gran Bretagna, Germania.

«La questione della trasparenza è fondamentale, soprattutto nei rapporti internazionali. Quando è iniziata la crisi sanitaria a tutti i miei interlocutori esteri ho assicurato che l' Italia avrebbe agito con massima trasparenza. E lo stiamo facendo. La stessa trasparenza la chiediamo naturalmente a tutti i nostri partner».

 

Alcuni Stati Usa come il Missouri hanno fatto causa alla Cina. Anche la Lombardia sta valutando azioni.

luigi di maio xi jinping

«Ne ho visti altri, come quello di New York, ringraziare la Cina per gli aiuti. Ma vede il punto non è questo, non si può disperdere tutto ogni volta nello scontro tra Est e Ovest, io credo che chi ha il dovere di rappresentare le istituzioni debba tenere sempre a mente un concetto molto chiaro: l'interesse nazionale. Che significa avere dei valori, a cui siamo legati, come quelli euroatlantici. Non a caso l'Italia è e resta saldamente nella Nato e nella Ue, ma non perché per noi sia un vezzo, bensì perché rappresenta un interesse strategico. E poi ci sono dei partner, con cui dialoghiamo con franchezza. Tra questi c'è anche la Cina, che le vorrei ricordare ha strettissimi rapporti commerciali anche con Francia e Germania in vari settori».

luigi di maio xi jinping

 

A molti osservatori il governo sembra privilegiare un asse con Pechino e Mosca. C'è chi vi accusa di aver dato molta più enfasi agli aiuti cinesi o russi, che a quelli americani.

«Mi faccia dire: gli Stati Uniti sono il nostro principale alleato. Con gli Usa condividiamo molto, sia in termini commerciali che valoriali. La stessa commessa vinta da Fincantieri nei giorni scorsi è la testimonianza delle fortissime relazioni con Washington, di cui siamo orgogliosi. Il presidente Conte ha un ottimo rapporto con Donald Trump, io mantengo lo stesso rapporto cordiale con il mio omologo Mike Pompeo. Questi sono i fatti. Il baricentro non si sposta, non c' entra nulla la politica estera con gli aiuti in questa emergenza sanitaria in cui abbiamo visto morire migliaia e migliaia di nostri cittadini. L' Italia è un Paese forte, autonomo, che pensa con la propria testa. Ringrazia un Paese quando viene aiutata, ma non si lascia condizionare e francamente trovo singolare anche solo parlarne. In nessun altro Paese Ue è sorto questo dibattito. La cancelliera Angela Merkel è stata in vista in Cina molte volte e nessuno la ha accusata di essere filocinese».

merkel cina1

 

Ma lei è il ministro che ha firmato la «Via della Seta»

«Ecco, anche qui. Si ricorda quando all' Italia è toccata la presidenza del G7? Glielo dico io: nel 2017. Noi eravamo all'opposizione. E già allora, pur nel ruolo di Paese presidente del G7, l' Italia prese parte alla prima edizione del forum sulla Belt and Road . La Via della Seta può aprire nuove opportunità commerciali per il made in Italy. Mi dica perché nel 2017 non si levò lo stesso dibattito mediatico di oggi. Le ripeto: il punto è l'interesse nazionale. Noi siamo con la Nato, al fianco degli Usa e dei nostri alleati e manteniamo relazioni commerciali anche con altri partner, inclusa la Federazione Russa, non vedo dove sia il problema».

luigi di maio xi jinping

 

Se le tensioni internazionali cresceranno, quale sarà la strategia dell' Italia?

«Ci auguriamo che non aumentino. In una situazione del genere è auspicabile che il mondo si unisca, non che si divida».

 

Le tensioni politiche sono anche a Roma. Il premier è stato attaccato da Renzi ma anche nel Pd ci sono state critiche sulla gestione della fase 2. Il governo regge?

«Sono decenni che ci domandiamo se il governo regge. Solo in Italia nel corso di una pandemia, con medici, infermieri e operatori sociosanitari che lavorano h24 ci si mette a discutere sull'ipotesi di cambiare governo. Dovremmo lavorare tutti al servizio di chi sta combattendo il virus in prima linea. Non abbiamo bisogno di polemiche in questo momento, ma di far ripartire il Paese e l' economia, con la prudenza che la scienza ci suggerisce».

angela merkel in cina

 

Il M5S potrebbe aderire a un governo di unità nazionale? Si voterebbe su Rousseau?

«Un governo c'è e va sostenuto. Punto. Restiamo lontani dai giochi di palazzo. Non ci interessano».

 

Tra la base M5S c' è malessere per le parole del pm Di Matteo, da voi sempre considerato un modello, sul ministro Bonafede.

«Siamo entrati in Parlamento con il chiaro intento di fermare il malaffare e debellare le mafie. Il ministro Bonafede ha sempre dimostrato di avere la schiena dritta e non mi sembra che ci sia stata la reazione che lei descrive, anzi Alfonso è stato sostenuto da tutti e dal governo».

winterkorn merkel in cina

 

La Corte costituzionale tedesca si è espressa con riserva sul Quantitative easing. Cosa pensa del caso?

«Qui la questione è molto più ampia e gira tutta intorno a una domanda: l' Europa vuole salvaguardare il proprio futuro, crede nel suo progetto? Il nostro domani risiede in questa risposta. L' Ue non può pensare di fare l' Ue solo quando c' è da dettare regole sul mercato interno. Bisogna comprendere che questa è una sfida comune».

Ultimi Dagoreport

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?