volodymyr zelensky joe biden

PURE GLI USA DICONO A ZELENSKY DI ABBASSARE LE PENNE – LA CASA BIANCA STAREBBE INVITANDO I LEADER UCRAINI A MOSTRARSI PUBBLICAMENTE APERTI A UN NEGOZIATO CON LA RUSSIA, INVECE DI RIPETERE CHE QUALSIASI TRATTATIVA SARÀ IMPOSSIBILE FINCHÉ PUTIN RESTERÀ AL POTERE: PER IL “WASHINGTON POST” QUELLO DELL’AMMINISTRAZIONE BIDEN SAREBBE UN “TENTATIVO CALCOLATO” DI ASSICURARSI CHE KIEV MANTENGA IL SOSTEGNO DI PAESI ALLEATI CHE SI RITROVANO ALLE PRESE CON UN’OPINIONE PUBBLICA INTERNA TITUBANTE ALL’IDEA DI…

Andrea Marinelli e Guido Olimpio per www.corriere.it

 

ZELENSKY BIDEN

La Casa Bianca starebbe invitando i leader ucraini a mostrarsi pubblicamente aperti a un negoziato con la Russia, invece di ripetere — come fanno al momento — che qualsiasi trattativa sarà impossibile finché Vladimir Putin resterà al potere. Secondo alcune fonti del Washington Post, però, quello dell’amministrazione Biden non sarebbe un modo di spingere Volodymyr Zelensky al tavolo dei negoziati, quanto un «tentativo calcolato» di assicurarsi che il governo di Kiev mantenga il sostegno di Paesi alleati che si ritrovano alle prese con un’opinione pubblica interna titubante all’idea di sostenere una guerra per anni. Gli Stati Uniti non ritengono che Putin sia davvero intenzionato a negoziare, ma la chiusura di Zelensky — sempre più rigida con il progredire del conflitto — sta generando preoccupazione in alcuni Paesi di Europa, Africa e Sud America.

 

putin zelensky biden

Questa discussione, spiega il quotidiano della capitale americana, illustra chiaramente la delicata posizione della Casa Bianca: da un lato assicura assistenza agli ucraini «per tutto il tempo necessario», come ha dichiarato venerdì il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan nel suo viaggio a Kiev, durante il quale ha garantito che la posizione americana non cambierà qualunque sia l’esito delle elezioni di midterm, e come conferma il nuovo comando di coordinamento degli aiuti Sag-U appena annunciato per gestire gli aiuti occidentali sul lungo periodo; dall’altro si trova a fare i conti con un conflitto che sta avendo un duro impatto sull’economia globale e che ha fatto riemergere dopo decenni i timori di una guerra nucleare.

 

attacco russo a kiev 17 ottobre 2022 7

Sebbene abbiano sempre ribadito che spetta soltanto a Zelensky decidere se e quando negoziare, gli Stati Uniti potrebbero quindi non rimanere indifferenti qualora si presentasse la possibilità di una soluzione diplomatica: secondo i funzionari americani, infatti, in questo momento l’esercito di Kiev sta cercando di ottenere il miglior risultato possibile sul campo prima dell’arrivo dell’inverno, quando i combattimenti rallenteranno e si aprirà una finestra per la diplomazia. A quel punto, nonostante la sua posizione rigida, a Washington ritengono che il presidente Zelensky potrebbe essere disposto a negoziare e magari a fare delle concessioni pur di arrivare alla pace. O, per lo meno, questo è il messaggio — e non è l’unico — che gli è stato recapitato da oltre Oceano.

controffensiva ucraina nella regione di kharkiv 4

 

Il fattore tempo

Sono tanti, nel frattempo, gli scenari che si inseguono sul conflitto. Spesso ruotano attorno al fattore tempo, con interpretazioni diverse. Una sostiene che Vladimir Putin voglia «congelare» quanto più possibile le posizioni sui fronti e usare la massa di riservisti per mantenere i territori occupati. Da qui i lavori di trincee, bunker, linee di difesa multiple per rendere difficile e costosa ogni offensiva degli ucraini. Non solo. A dispetto degli annunci, la mobilitazione delle reclute non è mai finita perché non ha raggiunto le quote previste e dunque prosegue in modo strisciante. L’obiettivo del neo-zar è arrivare ad un eventuale negoziato avendo in mano porzioni consistenti del Paese mentre il resto dell’Ucraina è devastato dai raid, con condizioni di vita drammatiche, perfino insostenibili.

attacco russo a kiev 17 ottobre 2022 10

 

L’altro «disegno» riguarda le scelte di Kiev. La resistenza, come detto, esclude qualsiasi compromesso e vuole la piena integrità territoriale, però c’è chi non esclude una via di mezzo. Come pensano a Washington, infatti, l’Ucraina potrebbe cercare di conseguire alcuni successi importanti e poi avviare trattative con il Cremlino. Al solito, le visioni future fanno poi i conti con la realtà della guerra, dove nulla è scritto sulla pietra.

 

bombardamento russo su zaporizhzhia 6

Molte le variabili: la tenuta della coalizione occidentale, il prezzo pagato ogni giorno dai civili ucraini, la possibilità di ondate di profughi, lo «stato» dei riservisti russi, la capacità dell’esercito di Zelensky di ampliare la spinta grazie al materiale occidentale e al training delle truppe, la possibilità degli occupanti di tentare qualche iniziativa in primavera. Quel che è certo, per ora, è un inverno durissimo.

SOLDATI UCRAINI KHARKIV

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