marisa rodano

"LA REPUBBLICA ITALIANA NON STA MOLTO BENE. I POLITICI NON HANNO UN PROGETTO" - PARLA MARISA RODANO, CENTO ANNI (STESSO GIORNO DI NASCITA DEL PCI, IL 21 GENNAIO 1921) CINQUE FIGLI, 11 NIPOTI, TRE MESI DI CARCERE, 4 LEGISLATURE DA DEPUTATA E UNA DA SENATRICE, DUE DA EUROPARLAMENTARE - L’AMICIZIA CON NILDE JOTTI, IL PADRE PODESTA' E TOGLIATTI E QUELLA VOLTA CHE CACCIO’ ALMIRANTE DALL’AULA, LE BATTAGLIE PER L'EMANCIPAZIONE DELLE DONNE...

MARISA RODANO

Maria Lombardi per “il Messaggero - MoltoDonna”

 

«Ho avuto una vita normale». Marisa Rodano, cento anni (stesso giorno di nascita del Pci, il 21 gennaio 1921) cinque figli, 11 nipoti, tre mesi di carcere, quattro legislature da deputata e una da senatrice, due da europarlamentare, quattro sigle di partito (Sc, Pci, Pds,Ds), un primato, come donna vicepresidente della Camera. «Sì, ho avuto una vita abbastanza normale», il sorriso arriva con la voce.

MARISA RODANO IN COPERTINA CON I FIGLI - NOI DONNE 1948

 

Impegnativa, almeno. Come è riuscita a fare tutto questo con una famiglia così numerosa?

«Ci sono riuscita perché mio marito si occupava dei figli mentre io mi dedicavo alla politica. Era lui a sostenermi, a spingermi a impegnarmi. Un uomo straordinario, da prendere a esempio».

 

Suo padre era podestà di Civitavecchia. Come è nata la scelta della militanza partigiana?

«È cominciato tutto al liceo Visconti, a Roma. Noi ragazze eravamo molto irritate dal dover portare la divisa, la camicia bianca, la gonna a pieghe nere, dall' obbligo dei saggi ginnici allo Stadio dei Marmi. Cominciammo a vederci tra compagni di classe per capire cosa fare per cambiare».

 

Qual era la vostra attività?

«Diffondevamo manifestini, mettevamo i chiodi a tre punte per strada per bloccare i mezzi dei nazisti. Poi ci siamo spostati ai Castelli Romani, lì si è combattuta la battaglia contro i tedeschi. Con la mia famiglia avevo rotto i rapporti. Mi avevano arrestata ed ero sparita».

MARISA RODANO NILDE JOTTI

 

In carcere dal maggio al luglio del 1943. Ha avuto paura?

MARISA RODANO

«Direi di no. Avevo trovato dei libri nella biblioteca del carcere, leggevo. Se uno decide di fare una battaglia, la paura non può metterla in conto. Lo sai che in battaglia si rischia. Coraggiosi?

Insomma, siamo stati mediamente coraggiosi. Altri sono stati molto più coraggiosi di noi».

 

Dopo la Liberazione è stata tra le fondatrici dell' Udi e ha scelto la mimosa come simbolo dell' 8 marzo 1946.

«Allora si parlava di emancipazione delle donne, il femminismo ancora non c' era. Eravamo riunite non mi ricordo dove e bisogna cercare un fiore. Sapevamo che a Parigi per il primo maggio si distribuivano mughetti. Ma erano tutti troppo costosi. Guardando delle mimose, pensammo: sono fiorite, non costano niente, le possiamo raccogliere. Quindi facciamo della mimosa il fiore dell' 8 marzo. Così è andata».

 

Quali sono i ricordi delle battaglie di quegli anni?

MARISA RODANO

«Ricordo le battaglie per il diritto di voto, per essere elette, per conciliare lavoro e famiglia. Quella fondamentale fu la battaglia sul voto, perché gli altri diritti conquistati vengono sempre un poco contraddetti dall' insieme delle condizioni sociali».

 

E da prima vicepresidente della Camera?

«Un periodo molto interessante. Ho avuto dei momenti di soddisfazione, come quando ho cacciato Almirante dall' Aula perché si era comportato male».

 

La Repubblica fa 75 anni. Coma sta, secondo lei?

MARISA RODANO 9

«Secondo me non sta molto bene. Si ha l' impressione che i dirigenti politici pensino prevalentemente a conservare le loro poltrone e non a disegnare uno sviluppo per il Paese. E che manchi poi un progetto: dove andare, come collocarsi sia all' interno sia nello scenario internazionale».

 

In che modo vorrebbe essere ricordata?

«Come una persona che si è battuta per l' emancipazione delle donne, sì senza dubbio».

 

Cosa manca oggi alle donne per raggiungere la parità?

«Non è che manchi qualcosa da un punto di vista formale, mancano le condizioni sostanziali per poter essere effettivamente libere, capaci di conciliare lavoro e famiglia. Quello che bisogna fare è battersi per creare queste condizioni, chiedere più asili nido, scuole materne, tempo pieno».

 

Che messaggio vuole lasciare ai giovani e alle giovani?

«Non chiudersi nel privato, non lasciarsi trasportare dalle cose ma impegnarsi per costruire un mondo migliore».

marisa rodano 4

 

Il periodo della sua vita che ricorda più volentieri?

«Difficile dire, le vacanze in montagna, le passeggiate con mio marito. Quelli sono i ricordi più gradevoli».

 

L' amicizia più bella?

«Con Nilde Jotti e Togliatti».

 

Come è stato compiere 100 anni?

«È stato normale, non è che fa grande differenza tra 99 e 100. Uno pensa che oramai è arrivato vicino alla fine».

marisa rodano 1

 

Le fa paura questo?

«No, è normale che sia così».

Una pausa, grazie, grazie a lei, i saluti, il telefono passa alla figlia Giulia. «Come sono andata?». «Benissimo, mamma».

marisa rodano 3

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...