mitt romney trump

SAI CHE NOTIZIA: BUSH E ROMNEY NON VOTERANNO PER TRUMP - L'EX PRESIDENTE HA UN FRATELLO (JEB) CHE NEL 2016 SI CREDEVA FAVORITO MA FU SDERENATO DAL PUZZONE ARANCIONE. ROMNEY, DOPO AVERLO SCHIFATO, PASSÒ A CHIEDERE UN MINISTERO, E AL RIFIUTO TORNÒ A SCHIFARLO - SI AGGIUNGE LA COLOMBA GUERRAFONDAIA COLIN POWELL, SUBITO INFILZATO DA TRUMP PER LA BUFALA DELLE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA - BIDEN SARA' CONTENTO DI AVERE TUTTI QUESTI MARTUFONI COME SUPPORTER

 

 

LO STRAPPO DI BUSH E ROMNEY, 'NON VOTIAMO TRUMP'

george w. bush

 (ANSA) - Ormai è deciso: l'ex presidente americano George W. Bush non voterà per Donald Trump. Lo stesso farà il senatore ed ex candidato alla Casa Bianca Mitt Romney, mentre l'ex segretario di stato Colin Powell ha dichiarato che il 3 novembre sulla scheda elettorale scriverà il nome di Joe Biden. La lista dei big del partito repubblicano che prende definitivamente le distanze dal presidente americano si allunga di giorno in giorno.

 

Lo strappo definitivo in seguito alla gestione considerata disastrosa della pandemia e delle proteste seguite alla morte di George Floyd. Nella gran parte dei casi il fronte anti-Trump tra i repubblicani annovera figure di spicco che già nel 2016 non si schierarono col tycoon, da sempre visto come il fumo negli occhi da gran parte dell'establishment del partito. Ma - come sottolinea in un'analisi il New York Times - allora era diverso: in pochi credevano che Trump ce l'avrebbe davvero fatta, e non c'era alcuna agenda repubblicana da salvare.

trump bush

 

Nel 2020 la posta in gioco è più alta: i repubblicani rischiano di riconsegnare non solo la Casa Bianca ma anche il Senato ai democratici, rinunciando a quelle priorità dell'agenda conservatrice che il tycoon, nel bene e nel male, in tre anni e mezzo ha rimesso al centro della politica. I nodi però vengono al pettine e per molti Trump ha davvero passato il segno, non rappresentando piu' in alcun modo i valori fondanti del partito.

 

ROMNEY TRUMP 1

Cosi' Bush lo ripudia. Powell, primo capo della diplomazia Usa afroamericano, lo definisce "un pericolo per il Paese" e dopo aver votato per Barack Obama e per Hillary Clinton appoggia ora Biden: "E' un truffatore, ci ha trascinato nelle disastrose guerre del Medio Oriente", ha replicato il tycoon su Twitter ricordando la tesi delle armi di distruzioni di massa in mano Saddam Hussein rivelatasi poi infondata, ma che intanto porto' al conflitto con l'Iraq. Anche la vedova del senatore John McCain, Cindy, votera' per il candidato democratico, e altri sono tentati.

 

L'ex vicepresidente lo sa e pensa alla nascita di una coalizione 'Republicans for Biden' che potrebbe dargli una spinta decisiva verso la vittoria. Tra gli indecisi tantissimi nomi noti come gli ex speaker della Camera John Boehner e Paul Ryan, l'ex segretario di stato Condoleezza Rice, l'ex senatore Jeff Flake. Cresce la fronda anche in Senato, dove in molti appoggiano le critiche mosse al presidente dall'ex capo del Perntagono James Mattis e dall'ex capo dello staff della Casa Bianca John Kelly. Tutti pero' devono fare i conti con un dato: per Gallup, che giorno per giorno monitora la popolarita' del presidente, il grado di approvazione per Trump all'interno del partito repubblicano resta al di sopra del 90%.

george w e jeb bush visti da trumpDONALD TRUMP E JEB BUSHTRUMP E ROMNEYromney trumpdonald trump jeb bushtrump con king e george hw bush

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…