matteo salvini attilio fontana

SALTA FONTANA? – IL GOVERNATORE LOMBARDO NON È ANDATO ALLA FESTA DELLA LEGA A CERVIA: “IL MIO FISICO MI HA AVVERTITO. DEVO RIPOSARE”, MA L’ASSENZA FORSE È DOVUTA ANCHE AI SUOI GUAI CON I CAMICI E ALLA TENSIONE CON SALVINI – LE DIMISSIONI SAREBBERO UNA PLATEALE AMMISSIONE DI COLPA, OLTRE CHE UN ASSIST A ZAIA: MEGLIO UN COMMISSARIAMENTO, MAGARI PROMUOVENDO A VICE (CON PIENI POTERI) IL FIDATO CAPARINI

 

 

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

FONTANA CAMICE DI FORZA – BY BOCHICCHIO

Le dimissioni. Nient' altro che le dimissioni. Questa - il ritiro di Attilio Fontana - resta la vera soluzione dell' affaire Lombardia. Ma la Lega, per evitare o per procrastinare la resa dei conti, sta affannosamente cercando una via d' uscita di altro tipo. Ovvero, vuole applicare una toppa, per non crollare insieme al Pirellone.

 

Serve qualcosa per mettere da parte il governatore-disastro. Il quale intanto ha avuto una lieve indisposizione - «Il mio fisico mi ha avvertito: devo riposare e disdico gli appuntamenti pubblici di questi giorni» - e ieri ha dato forfait, se non in video-collegamento, alla festa della Lega a Cervia in Romagna, tradizionalmente la gran parata estiva del Carroccio, e così ha evitato di essere ingombrante. Ma ha precisato: «Onorerò il mio mandato fino alla fine».

 

roberto maroni attilio fontana matteo salvini

Salvini è consapevole che il crack del modello lombardo equivale a una sciagura importante. Perché significa, anche in vista delle elezioni regionali a settembre, non poter più disporre del biglietto da visita di quello che un tempo era il buon governo targato Milano ed esportabile pure altrove come simbolo di un salvinismo non parolaio ma fattivo. Tutto questo viene meno con il caso Fontana.

 

IL CHE FARE

davide caparini 3

Dunque? Il «che fare» è il tormento del segretario, sotto l' ombrellone di Milano Marittima, e del suo partito. Scaricarlo? No, significherebbe fare una plateale ammissione di colpa e creare una voragine nel tempio del Pil italiano. Commissariarlo? Sì. Con un rimpasto? Questa l' idea.

 

matteo salvini luca zaia e le ciliegie 2

Ma quando? Il tempo va trovato subito, «perché abbiamo anche l' urgenza - dice un big leghista lombardo, ex componente del governo gialloverde - di non fare la figura degli allocchi, guardando dalle macerie fumanti di Palazzo Lombardia il trionfo di Zaia». Ossia il probabilissimo successo del governatore veneto, ormai dotato di fisionomia più personale che di partito, il quale alle regionali verrà plebiscitato con un 40-50 per cento dei voti per il bis da presidentissimo neo-doroteo.

ATTILIO FONTANA E LA FIGLIA MARIA CRISTINA

 

In una terra che amministra con abilità e che nella bufera Covid ha avuto i suoi successi che hanno fatto risaltare gli errori da matita blu, costati tante vittime, della Lombardia incapace di chiudere in tempo e di maneggiare l' emergenza. Basti pensare, per capire la differenza tra le due regioni e la profondità della preoccupazione del salvinismo lombardo, che Zaia starebbe cercando di dirottare alcuni dei suoi dalla lista civica a quella della Lega, per non far sfigurare troppo il partito che rischia di finire al 15 per cento.

 

attilio fontana guido bertolaso ospedale in fiera milano

L' idea che si va facendo strada nei piani alti della Lega, dove Salvini è il primo a sapere che Fontana è un problema e il primo a temere un contraccolpo di consensi per l' affaire dei camici, non è soltanto quella di sacrificare al più presto l' assessore Gallera, ormai inviso a tutti come simbolo del disastro sanitario nel Covid, e di fatto già allontanato: posta foto dai luoghi di vacanza.

 

i movimenti del conto svizzero di fontana - fonte domani

E stiamo parlando di quello che, iper-presenzialista e proiettato prima dell' emergenza virus a voler essere il successore di Sala come sindaco di Milano, insieme al governatore ha escogitato la bella pensata dell' 8 marzo: l' ordinanza per mandare i malati di Covid nelle Rsa senza prevedere percorsi separati tra gli anziati degenti e i nuovi infettati. E le conseguenze si sono tragicamente viste.

 

LA GIRANDOLA

Il colpo grosso sarebbe, almeno così si va ragionando in casa Lega, commissariare Fontana affiancandogli un vicepresidente operativo, forte del consenso diretto di Salvini il quale, più che sceglierlo, Fontana se l' è ritrovato dopo che Maroni per «motivi personali» annunciò di non volersi ricandidare.

GIULIO GALLERA ATTILIO FONTANA BY CARLI

 

Il nome che gira come vice da pieni poteri è quello di Davide Caparini, assessore al Bilancio, non strutturato come il suo predecessore Massimo Garavaglia poi viceministro dell' Economia ma perfetto trait d' union tra la vecchia Lega e il salvinismo. Suo padre è stato dirigente del partito e amicissimo di Bossi, proprietario dell' Hotel Mirella a Ponte di legno, che fu per l' Umberto in vacanza ciò che oggi è il Papeete per Matteo.

 

ANDREA DINI E ATTILIO FONTANA

Salvini temporeggia. Spera che la bomba dei nuovi sbarchi collegata al riaffacciarsi del Covid d' importazione africana possa diventare la battaglia della riscossa e risollevare i consensi del partito. Oscurando via via l' enorme grana lombarda. Che però, al di là delle intenzioni del Capitano, è destinata invece a restare un cratere aperto, capace di produrre sconquassi profondi nei piani alti del partito e magari di mobilitare, quando sarà e se sarà, le possibili energie alternative chiamate Giorgetti e Zaia.

 

davide caparini 2

L' ipotesi Caparini, che proprio Salvini volle in Regione spostandolo dal Parlamento, è un ragionamento che circola. E comunque, la pratica rimpasto è stata affidata al responsabile per il partito degli enti locali, il trentaseienne Stefano Locatelli, sindaco di Chiudono nel Bergamasco. E conferma un big della Lega: «La carta Caparini va vestita bene.

 

Con alcuni cambi ad hoc capaci di rafforzare il quadro». Sarebbero da sostituire - oltre all' azzurro Gallera - Melania Rizzoli come assessore al Lavoro, Lara Magoni al Turismo, e qualche altra pedina anche leghista. Ma non è affatto detto che una girandola da Pirellone possa far ripartire il Carroccio andato a sbattere nel cortile di casa.

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...