raggi lotti

SAPETE QUAL E’ IL GIOCO DELL'ESTATE? NASCONDERE LO SCANDALO CONSIP SOTTO LA RAGGI - SI PRENDE IL SINDACO E LE SI FA UN MAZZO TANTO CON APERTURE DI GIORNALI, MAXI FOTO, TITOLI CUBITALI: PERCHE’ CHI TOCCA LOTTI MUORE, CHI TOCCA LA RAGGI CAMPA 100 ANNI

Mario Giordano per “la Verità”

 

MARIO GIORDANOMARIO GIORDANO

Dagli alla Raggi. La moda estate 2017 presenta il nuovo gioco di società, per altro ispirato ad un medesimo gioco invernale. Molto in voga sulle terrazze, nei salotti chic e soprattutto nelle redazioni giornalistiche consiste in questo: si prende il sindaco di Roma e le si fa un mazzo tanto. Ma proprio tanto. A prescindere. E soprattutto senza alcun senso della proporzione. C' è un topo in un parco giochi? Roma è invasa. C' è un gabbiano che mal scagazza? Roma è sotto assedio. L' immondizia?

 

virginia  raggi e i rattivirginia raggi e i ratti

Una tragedia. Le buche nell' asfalto? Ormai le conosciamo tutte per nome, talmente le abbiamo viste nei telegiornali. E se arriva la notizia di chiusura delle indagini, per la questione di due nomine in Comune, fermate le rotative: bisogna aprirci il giornale. Nove colonne, maxi foto, titoli cubitali. Magari nascondendo quelle altre questioncelle di nessuna rilevanza, come per esempio l' affare Consip. Del resto, si sa, chi tocca Lotti muore. Chi tocca la Raggi, invece, campa 100 anni.

 

 virginia raggi virginia raggi

E allora avanti: dagli alla Raggi. Che aspettate? Iscrivetevi anche voi al gioco di società. È semplicissimo. Basta ripetere con Renzi: «Gridavano onestà, adesso dimostrino la loro innocenza» (regola del gioco: ripetere «siamo garantisti»). Basta mostrare molta riprovazione per la scelta di Renato Marra a capo del turismo (regola del gioco: ripetere «era il fratello del suo braccio destro», e farlo strizzando l' occhio con malizia).

 

Basta indignarsi ancor di più per la scelta di Salvatore Romeo come capo della segreteria (regola del gioco: ripetere «gli ha triplicato lo stipendio», e poi aggiungere con un sorriso: «ma non erano francescani?»).

SALVATORE ROMEOSALVATORE ROMEO

 

E se qualcuno obietta che queste di certo non sono cose meravigliose, ma ecco, in passato al Campidoglio si son visti reati ben peggiori (do you remember Buzzi?), ricorrere alla formula magica: «Ma loro sono quelli che promettevano di cambiare». Regola del gioco: mentre si pronuncia la formula magica, canticchiare onestà-tà-tà in segno di scherno e commentare «il populismo sta tramontando, lo abbiamo visto con Macron». Macron, in questo gioco di società, è la carta jolly che fa vincere tutto.

 

raffaele marra virginia raggi raffaele marra virginia raggi

Il nuovo gioco di società «dagli alla Raggi» è vivamente consigliato, oltre che da tutti i sommi direttori-maxi-mega-granduff-cavalieridellavoro, anche dai medici che hanno già registrato compiacenti le virtù benefiche del medesimo. Esso, infatti, consente di trovare senza tema una risposta immediata a tutte le ansie per le sorti dell' Italia: l'economia non riparte come dovrebbe?

 

Dagli alla Raggi. I terremotati aspettano ancora le loro casette? Dagli alla Raggi. Quest' anno sbarcano 200.000 immigrati e non sappiamo più dove metterli? Dagli alla Raggi. Gli italiani si sentono sempre più insicuri? Dagli alla Raggi. Regola del gioco: ripetere sempre «hai visto l' apertura del Tg1?». Tanto va da sé, che nove volte su 10 l' apertura del Tg1 è perfettamente centrata con la nuova moda dell' estate (come lo era con quella dell' inverno). Loro sì che sanno interpretare le tendenze chic.

 

luigi marroniluigi marroni

Infatti: la chiusura delle indagini sulla Raggi nelle scorse ore ha avuto una grande eco mediatica. Titolo preferito: «Ora rischia il processo». Poi quando arriverà il rinvio a giudizio la notizia avrà di nuovo una grande eco mediatica. Già immaginiamo il titolo preferito: «La Raggi a processo». Fra l'altro la medesima notizia aveva avuto una grande eco mediatica quando si sospettava che la Raggi fosse indagata (titolo preferito: «La Raggi rischia di essere indagata») e poi, ovviamente, quando è stata indagata (titolo preferito: «La Raggi è indagata»).

LUCA LOTTILUCA LOTTI

 

Il Corriere si premura di farci sapere, con la sempre informatissima Fiorenza Sarzanini, che il processo potrebbe aprirsi a fine anno, cioè in piena campagna elettorale. Dunque come si farà a non dargli anche allora una grande eco mediatica? Tg e giornaloni già si stanno preparando. Fuochi d'artificio assicurati. Del resto mai una questione di nomine a Roma ha avuto tanta attenzione dai tempi in cui Caligola fece senatore il suo cavallo.

 

grillo intervistato da rtgrillo intervistato da rt

La regola del gioco di società prevede, peraltro, che tutti i partecipanti si dichiarino sempre garantisti, come Renzi. «Io sono garantista, però» e giù accuse contro la clamorosa violazione della legge (la nomina, per l'appunto). Aver fatto quel tal Marra capo del turismo deve diventare, per chi gioca, assolutamente ignobile, assai più ignobile che l'appalto Consip da 2,7 miliardi di euro con ballo di amichetti e annessa fuga di notizie. E scegliere Romeo come capo di gabinetto è più indecente del fallimento della Banca Etruria con annessi risparmiatori truffati. Sono le regole: chi non si adatta è out, chi non si adegua viene escluso. Non è ammesso al gioco nei salotti chic.

 

renzi porta a portarenzi porta a porta

Ed è un vero peccato, per la verità. Perché, vedete, ci sarebbero molte cose da dire sulla Raggi. Si potrebbe dire, per esempio, che finora è stata tutt' altro che un buon sindaco, che in quest' anno ha fatto davvero poco, che il 7 e mezzo che si è data è un voto taroccato come la laurea del ministro dell' Istruzione.

 

Si potrebbe dire che anche la conferenza stampa di ieri («Stiamo facendo il massimo, grazie romani per la pazienza, Grillo mi appoggia, chiarirò tutto ai magistrati») è stata debole come debole finora è stata tutta la sua amministrazione. E si potrebbe dire che se davvero si facesse una votazione on line fra gli iscritti probabilmente sarebbe costretta ad andarsene, come previsto dal contratto da lei firmato con la Casaleggio e associati. Un contratto che, come molte altre cose, ci convince poco.

 

ALFREDO ROMEOALFREDO ROMEO

Ma adesso come facciamo a dire tutto questo? Non rischiamo di confonderci con i pupazzi del nuovo gioco di società? Se c' è una cosa che non perdoniamo ai professionisti del «dagli alla Raggi» in servizio permanente ed effettivo è proprio questa: ci costringono ad arrivare fin dove non avremmo mai pensato. Ci costringono, cioè, a difenderla.

 

A dire che così non si fa. Che questi attacchi sono esagerati. Che ci volete fare? Siamo fatti così. Abbiamo tanti difetti, ma non riusciamo a mandare il cervello all'ammasso. Se vediamo che uno ruba due mele, ci indigniamo. Ma se vediamo uno che sta portando via l'intero frutteto, ebbene, ci indigniamo un po' di più. Tutte e due le cose vanno denunciate, ma con le dovute proporzioni, no? E poi i nuovi giochi di società non ci piacciono. In spiaggia ci bastano le nostre biglie. Che, in ogni caso, sono meglio delle loro palle.

TIZIANO RENZITIZIANO RENZI

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…