mes - giuseppe conte meccanismo europeo di stabilita'

SIAMO MES MALE – LE RISORSE “PODEROSE” DI GIUSEPPE CONTE? SONO GIÀ FINITE! I DUE SCOSTAMENTI DI BILANCIO SONO STATI IMPIEGATI SOLO PER SUSSIDI A PIOGGIA, MA IL PAESE HA BISOGNO DI UN VERO PIANO DI INVESTIMENTI. DAVVERO SI PUÒ RINUNCIARE AI 37 MILIARDI DEL MES IN UN MOMENTO DEL GENERE? CONTE HA GIÀ DECISO, MA ANCORA NON SI ESPRIME PER EVITARE DI INDESPETTIRE I 5 STELLE ALLO SBANDO – MA SE CI SARÀ LA SCISSIONE GRILLINA, SONO PRONTE LE TRUPPE DI 'FORZA ITALIA'

 

 

Gian Maria De Francesco per “il Giornale”

 

conte di maio

«Il prossimo dovrà essere una grande e ambiziosa riforma fiscale che dovrà interessare tutti, perché il tema delle tasse esiste e va affrontato con coraggio». Ieri il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha candidamente esternato un fiducioso auspicio.

 

La realtà, infatti, è completamente diversa, anche se il premier Giuseppe Conte e la sua maggioranza fanno finta di non accorgersene. Non ci sono risorse né per la riforma fiscale né, soprattutto, per il rilancio degli investimenti, due misure che potrebbero frenare l'emorragia di posti di lavoro.

 

ROBERTO GUALTIERI AKA MAO TSE TUNG

Ecco perché sarebbe opportuno pensare tanto ai 37 miliardi del Mes quanto al Recovery Fund da 172 miliardi per intervenire sul capitolo delle opere pubbliche. Il ministro Di Maio non vi ha fatto riferimento, ma anche il presidente del Consiglio ha finora evitato di entrare nel merito per non scontentare la componente pentastellata.

 

Le risorse, però, mancano. I due scostamenti di bilancio votati dal Parlamento hanno dato il via libera a 75 miliardi di extra-deficit e, in buona parte, sono stati impiegati in sussidi: cassa integrazione causa-Covid, reddito di emergenza e bonus fiscali per le imprese maggiormente colpite. Il dl Rilancio, nella sua versione originale, destina solo virtualmente appena 1 miliardo di euro agli investimenti in infrastrutture.

 

GIANNELLI - LA DANZA DEI 5 STELLE

Nelle prossime settimane, tuttavia, senatori e deputati dovranno votare un nuovo scostamento (che potrebbe arrivare fino a 20 miliardi di euro) per finanziare - sempre con un nuovo decreto - ulteriori misure anticrisi che saranno per lo più declinate sotto forma di sussidi (come il taglio della contribuzione per i settori più colpiti e il prolungamento della cassa integrazione).

 

Anche in questo caso di investimenti se ne vedono pochi e, soprattutto, non si vede ancora quel decreto Semplificazione (volto proprio a sbloccare le infrastrutture) che il premier Conte agli Stati generali aveva promesso per la scorsa settimana. Il cerchio si chiude con la sostanziale impasse parlamentare che vede il dl Rilancio ancora bloccato in commissione Bilancio e con la scadenza del 18 luglio che si avvicina.

roberto gualtieri giuseppe conte luigi di maio

 

Eppure il Programma nazionale di riforma che il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, sta mettendo a punto per corroborare la richiesta degli fondi del Recovery Plan insiste proprio sulle opere pubbliche, in particolare sulla banda larga, sul 5G, ma anche su altre infrastrutture. Nel Paese ci sono circa 200 miliardi di grandi opere bloccate dalla burocrazia, ma anche su questo argomento lo stallo persiste.

conte di maio

 

I 37 miliardi del Mes prevedono l'unica condizione di assegnazione a «spese sanitarie dirette e indirette». Con quelle risorse il governo potrebbe sbloccare alcuni capitoli di spesa della sanità dedicando nuovi fondi alle infrastrutture o a un fisco temporaneamente meno invasivo. Ieri ci ha provato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a incalzare la maggioranza sull'utilizzo del Mes beccandosi gli improperi dei Cinque stelle.

 

mark rutte giuseppe conte

Il premier Conte, invece, ha contattato telefonicamente l'omologo olandese Mark Rutte per cercare di convincere il capofila dei Paesi frugali ad allargare i cordoni della Borsa in vista del Consiglio Ue del 17-18 luglio.

 

Ma più che le parole conteranno i fatti e il Pnr italiano contiene precisi impegni sulla riduzione del debito anche tramite una severa spending review e la dismissione di asset immobiliari. Insomma, quegli aiuti non saranno propriamente a costo zero come, invece, potrebbero esserli quelli del Mes.

 

 

di battista di maioCARLA RUOCCO ALESSANDRO DI BATTISTSA VIRGINIA RAGGI LUIGI DI MAIOmark rutte giuseppe conte meccanismo europeo di stabilita'

giuseppe conte luigi di maio dario franceschini

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…