conte merkel gentiloni ursula von der leyen

SIETE CURIOSI DI SAPERE COSA SUCCEDERÀ AL CONSIGLIO EUROPEO DI GIOVEDÌ 23? VE LO ANTICIPIAMO NOI: NON CI SARANNO I CORONABOND, CONTE TORNERÀ NÉ SCONFITTO NÉ VINCITORE, SBANDIERERA' LA PAROLA ''RECOVERY FUND'' MA E' SOLO UNO SLOGAN VUOTO PERCHE' ARRIVERA' A BABBOMORTO  E L'ITALIA SARA' MASSACRATA DALLO SPREAD E DALLA SPECULAZIONE DEI MERCATI - MEJO INTASCARE SUBITO I 36 MILIARDI DEL MES CHE MORIRE IMPICCATI...

conte ursula

DAGONEWS

 

Cosa succederà al Consiglio europeo di giovedì? Ve lo anticipiamo noi…

Il punto discriminante che sta spaccando la maggioranza del governo, come sapete, è il famigerato MES, anche quello da 36 miliardi senza alcuna condizionalità destinato alle spese sanitarie.

 

Il M5S è polverizzato tra governisti (Di Maio, Crimi, Fraccaro) e incazzados capitanati da un redivivo Dibba che mira ad appropriarsi del movimento, coalizzando i duri&puri schifati dalla lottizzazione dei "governisti" sulle nomine (vedi la riconferma al'Eni di Descalzi) e sul Mes "sanitario". Per svicolare la spaccatura, mentre Grillo e Casaleggio sono in completo mutismo perché sanno bene che non possono raddrizzare il movimento, la viceministra all'Economia Laura Castelli prova ad arrampicarsi sugli specchi.

 

therry breton ursula von der leyen 1

Per Lauretta bisogna vedere quello che c'è scritto e se davvero è senza condizionalità, a questo MES basterà cambiargli nome. Un po' come fu fatto con il deficit che dal 2,4% passò a 2,04% e tanto bastò per festeggiare dal balcone. Chiamiamo questo MES ''Samantha'' o ''Peppino'' e il problema (politico) svanirà. Certo, bisognerebbe pure cambiare i trattati, ma la componente governista dei grillini è pronta a bersi di tutto pur di mantenere la poltrona fingendo di mantenere la coerenza.

 

THIERRY BRETON EMMANUEL MACRON

Intanto l'intervista rilasciata da un Conte travestito da Rambo al quotidiano Suddeutsche Zeitung, in cui chiedeva titoli comuni europei e attaccava l'Olanda paradiso fiscale, non ha irritato solo i tedeschi e gli olandesi, con moltissimi sui social che hanno commentato contro l'Italia. Ha irritato anche Mattarella. In questo momento di negoziazioni delicatissime un'uscita di quel tipo è stata considerata una terrificante mossa comunicativa, un boomerang partorito ovviamente dal solito Casalino.

 

Nell'intervista lo schiavo di Casalino minaccia velatamente anche il veto sul bilancio europeo, che ancora deve essere approvato e che richiede l'unanimità. E che a sua volta, secondo il piano Ursula, dovrebbe essere la base di garanzia del Recovery Fund.

ANGELA MERKEL E MARITO IN SPAGNA CON PEDRO SANCHEZ E MOGLIE

 

Tutto va in discesa invece per i francesi, visto che è stato Macron a ordinare al suo commissario UE Breton di prendere per mano quel tonto di Gentiloni e di scrivere la proposta del Recovery Fund. Senonché il problema resta: se questi 1.500 miliardi si appoggeranno sul budget, per noi è un bel casino, perché i tempi si allungheranno parecchio perché va messa in conto la creazione di una struttura tecnica per rendere fattibile la decisione politica. Invece a noi servono subito fondi "extra-budget" da usare entro l'estate e da investire nell'economia dissestata, prima che parta la speculazione dei mercati, già pronti, e lo spread prenda il volo.

PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

 

Ancor più dissestata ora con le notizie ferali sul petrolio sotto zero, che mette a rischio la tenuta dei conti di Russia, USA, paesi arabi. Se l'economia non riparte, e con essa il consumo di combustibili fossili, ci sarà un effetto domino micidale.

 

Cosa succederà quindi il 23 aprile? Conte ritornerà a casa né vincitore né sconfitto. Sbandiererà la parola ''Recovery Fund'', e la versione più recente degli Ursula-bond, ovvero liquidità da rendere subito disponibile pur se appoggiata su un bilancio europeo ancora da definire, senza una struttura tecnica per renderlo fattibile.

 

Ieri il premier spagnolo Sanchez ha proposto un ''debito perpetuo'' che non si chiamerà debito ma trasferimenti tra paesi europei, da quelli messi meglio a quelli messi peggio. Una proposta che è stata "girata" a Sanchez dalla stessa Merkel, in ottimi rapporti con il premier spagnolo ma in pessimi rapporti con una grossa fetta della sua CDU che non intende sentir parlare di queste soluzioni. Secondo ''El Pais'', la Germania sarebbe disposta ad accettare la proposta spagnola.

 

LAURA CASTELLI

D'altronde, visto che si parla di ''MES light'', la Spagna è vista dai tedeschi come un'''Italia light'', ovvero un paese con simili problemi (e simile tendenza alla spesa) ma meno sprecone e più moderno. Perciò se la proposta viene da Madrid, è più semplice farla ingoiare ai falchi tedeschi e olandesi rispetto a una soluzione che parta da Roma.

 

Il busillis comunque rimane: non si possono sparare 1.500 miliardi come coriandoli a Carnevale. Servirà una struttura tecnica, ancora tutta da creare. Per questo il governo italiano non potrà dirsi vincitore alla fine della videoconferenza: di fatto si tratterà di un'ennesima dichiarazione d'intenti alla quale dovrà seguire la definizione di un ennesima struttura burocratica, dalle cui regole dipenderà la sostanza dell'intervento. Un po' come fu col MES nel 2012…

 

 

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