marina berlusconi

I SILURI DELLA MARINA - LA “CAINANA” BERLUSCONI AFFIDA AL “CORRIERE” LE SUE BORDATE A SALVINI E DI MAIO: “È IL GOVERNO DELLA DECRESCITA. SCRIVERE DEI NUMERI SU FACEBOOK È FACILE, MA NON SI POSSONO TRASFORMARE IN REALTÀ CON UN GIOCO DI PRESTIGIO - LA FLAT TAX? COME PENSANO DI FINANZIARLA, VISTO CHE ORMAI LE CASSE SONO VUOTE? BISOGNA LASCIAR PERDERE QUOTA 100 E REDDITO DI CITTADINANZA - IO IN POLITICA? IL MIO MESTIERE È UN ALTRO - LA CANDIDATURA DI MIO PADRE? DA FIGLIA, L'IDEA DI UN'ENNESIMA CAMPAGNA ELETTORALE NON MI ENTUSIASMA MA…”

Daniele Manca per il “Corriere della Sera”

 

«La Mondadori apre un capitolo nuovo. Ora siamo un' azienda concentrata sui libri, e credo sia il mestiere più bello del mondo. Ma penso ci sia un motivo in più per essere orgogliosi: perché oggi, con l' aria che tira, di libri, di cultura, di approfondimento, abbiamo proprio un gran bisogno».

marina e silvio berlusconi

 

A pochi giorni dall' assemblea chiamata mercoledì ad approvare il bilancio, Marina Berlusconi, presidente della casa editrice e della holding Fininvest, non nasconde la soddisfazione. Ma anche la preoccupazione per la situazione del governo («nasceva già con l' affanno di promesse elettorali esplosive per i conti pubblici e doveva tenere assieme due forze sempre più divise. E la litigiosità ha ormai portato all' immobilismo»); per l' andamento dell' azienda Italia («mentre gli altri rallentano noi ci fermiamo o addirittura arretriamo. Siamo al vecchio sogno dei grillini, la decrescita, temo ben poco "felice"»); e più in generale per «una politica che ha abdicato al proprio ruolo».

marina berlusconi

 

Il suo sarà il mestiere più bello del mondo, ma c' è sempre molta politica in quello che dice, anche da editore.

«Con la politica, a maggior ragione se sei un imprenditore, non puoi non confrontarti. Ma io mi occupo di aziende, e di aziende mi preme innanzitutto parlare. Di una Mondadori che, cito solo due dati, in pochi anni ha visto passare il margine lordo da 51 a oltre 90 milioni; mentre a fine 2019 i debiti dovrebbero scendere sotto i 70 milioni rispetto ai 363 di sei anni fa, nonostante le acquisizioni dei libri Rizzoli e del digitale di Banzai. E grazie a questi risultati vogliamo tornare a crescere, guardando anche all' estero».

MARINA E SILVIO BERLUSCONI

 

Beh, l'avventura nei periodici francesi si sta chiudendo con una svalutazione pesante.

«Quando li abbiamo acquistati, 13 anni fa, Lehman Brothers era uno dei colossi mondiali della finanza e, restando all' editoria, Newsweek un' autorità assoluta. Oggi non esistono più. Stiamo parlando di due ere geologiche differenti. I paragoni non hanno senso. I mercati, i gusti, i consumi cambiano. L'importante è saper reagire. Noi abbiamo reagito».

 

Concentrandovi ancor di più sui libri?

«Anche se la crisi dei periodici è sempre più profonda, abbiamo ancora marchi fortissimi che non intendiamo trascurare. Il nostro presente e il nostro futuro però sono soprattutto i libri, trade ed education. Cinque anni fa valevano la metà di fatturato e margini, l' anno scorso il 70% dei ricavi e ben il 90% dei margini. Ed è una svolta che farà crescere anche il valore della Mondadori: i multipli con cui gli operatori valutano gli editori di libri sono nettamente superiori. Perché parliamo di un business stabile e redditizio».

MARINA BERLUSCONI

 

Mediaset punta ad alleanze al l'estero per diventare leader europeo della free tv, Mondadori getta l'occhio oltreconfine. Sulla strada di altre grandi imprese un allontanamento dall' instabile Italia?

«Ma no si figuri, qui siamo nati e qui resterà sempre il cuore delle nostre aziende. Per lo sviluppo nell'education Mondadori guarda innanzitutto all' Italia e non esclude investimenti in aree in cui non siamo presenti, a cominciare dal professionale. Per il trade le normative Antitrust ci lasciano poco spazio. L' estero, quindi: che in concreto può significare Germania, Francia e in primis, visto il fattore lingua, mercato anglosassone. Era un sogno, sta diventando un obiettivo, non per piantare una bandierina ma per iniziare un nuovo percorso di sviluppo. Chiaro che i tempi non saranno brevi».

salvini berlusconi

 

Resta il fatto che sembra molto critica sulla situazione del Paese.

«Guardo i dati, che arrivano da fonti diverse e tutte autorevoli: peggiorano di giorno in giorno. Scrivere dei numeri su un pezzo di carta o su Facebook è facile, ma non si possono trasformare in realtà con un gioco di prestigio. Mi auguro che questo da "anno bellissimo" non si tramuti in un annus horribilis tra reddito di cittadinanza e presunte flat tax».

francesca pascale marina berlusconi

 

Anche suo padre però propone misure come la flat tax.

«In una forma diversa. E poi dovrebbero dirci come pensano di finanziarla, visto che ormai le casse sono vuote. Non si sa ancora in che modo intendano scongiurare l' aumento dell' Iva 2020 All' economia serve uno choc subito. Bisognerebbe concentrare le risorse su investimenti e sostegni alle imprese: tagli fiscali, meno burocrazia, incentivi all' occupazione. Lasciando perdere quota 100 e reddito di cittadinanza. Che daranno ben poco in termini di sviluppo e lavoro, anzi, ruberanno un altro po' di futuro alle prossime generazioni».

 

Il governo ha sbagliato tutto?

«Certe emergenze come l'immigrazione sono state gestite, ma su economia e infrastrutture c' è da augurarsi che almeno la parte più responsabile di questo esecutivo si fermi a riflettere».

 

Tradotto: prudenza su Salvini, bocciatura piena per Di Maio. È così?

Salvini Di Maio

«Lasciamo stare le pagelle e guardiamo più in generale. Ecco, credo bisognerebbe smetterla di considerare "classe dirigente" una parolaccia. Il dramma di un Paese non è quello di avere una classe dirigente, ma di non averla o che non sia adeguata e competente. Pensi al disastro semiplanetario che ha combinato un premier evanescente come Cameron, con il suo referendum da giocatore d' azzardo sulla Brexit. Pensi alle conseguenze sempre più drammatiche dello scriteriato intervento di Sarkozy in Libia, o a certi tweet di Donald Trump, che terremotano Borse e mercati...».

 

Ammetterà che si tratta di situazioni ben diverse

matteo salvini luigi di maio

«Certo, e non voglio generalizzare. Ma la politica vera deve saper creare consenso anche su scelte che chiedono sacrifici: non ringrazieremo mai abbastanza, giusto per restare in Gran Bretagna, quel burbero leader che pur promettendo "lacrime e sangue" riuscì a mobilitare il suo Paese e salvò tutti noi dal nazismo. Oggi, invece, mi pare che la politica, un po' ovunque, si rifugi negli slogan, nei social, nella più trita demagogia perché non è più all' altezza di coltivare ideali e grandi progetti. Ma questa è la fine della politica e non fa certo bene alla democrazia».

 

E crede davvero che la cultura ci salverà da tutto questo?

«L' antipolitica, il populismo, l' intolleranza nascono da disagi reali, sono il frutto avvelenato della cattiva politica, di una crisi economica infinita, di una insicurezza diffusa. E il web è stato benzina sul fuoco. La cultura, i libri, non sono la ricetta miracolosa, ma un antidoto sì.

francesca pascale marina berlusconi

 

Del resto, continuare a investire sui libri, come stiamo facendo, che cos' è se non un atto di fiducia nel futuro, il segno che non ci si rassegna ad un clima sempre più intossicato da rabbie e paure? Perché i libri rappresentano quel bagaglio di conoscenze, di capacità di analisi, quindi di giudizio sulle cose, che è indispensabile per maturare scelte consapevoli, capire le ragioni altrui. E per distinguere quel che è indifendibile da quello che invece andrà anche corretto ma non buttato via».

 

Già, ma lei cosa terrebbe?

«Faccio una sintesi brutale. Prenda la globalizzazione: ha devastato intere comunità, ma negli ultimi trent' anni i poveri del mondo, calcola l' Onu, si sono ridotti di due terzi. Prenda la democrazia rappresentativa: ha mostrato mille difetti, ma vogliamo sostituirla con la pericolosa utopia della democrazia diretta? Vogliamo che i governanti siano semplici esecutori delle volontà espresse dal web, non si sa bene con quali competenze specifiche? Compito della politica è decidere, non chiedere alla piazza di scegliere tra Gesù e Barabba. Un altro esempio? Prenda l' Europa».

 

Non vuol far politica, ma adesso non si metterà a fare campagna elettorale per le Europee

salvini di maio

«Ripeto, il mio mestiere è un altro. Dico solo che l' Europa non ha perso un' occasione per sbagliare, dall' austerità all' immigrazione. Ma neppure ottant' anni fa, e non cinque secoli fa, milioni di persone morivano sotto le bombe o addirittura nelle camere a gas, e finita la guerra l' Italia era un Paese alla fame. Se oggi, nonostante tutto, siamo dove siamo dobbiamo ringraziare anche l' Europa. E ora che l' Occidente ha a che fare con interlocutori del peso della Cina, pensiamo davvero di dialogare ciascuno per proprio conto, portando a casa l' accordino oggi che magari diventerà una cambiale-capestro domani? ».

 

Lei era davvero contraria alla candidatura di suo padre, come dicono?

MARINA BERLUSCONI

«Da figlia, l' idea di un' ennesima e faticosa campagna elettorale non mi entusiasma. Ma da figlia so anche che mio padre non rinuncerebbe mai a impegnarsi per quello in cui crede. Lotta da 25 anni per le sue idee e oggi che, assieme alle fondamenta dell' Europa, sembrano traballare i concetti stessi di libertà, di democrazia, di competenza c' è ancora più bisogno di personalità del suo livello. E mio padre non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro. Anche per questo lo ammiro».

 

Suo padre fa la guerra al populismo, ma è stato definito il primo dei grandi populisti.

«Con le parole si può far confusione. C' è chi, come mio padre, ha sempre messo al centro del suo impegno politico l' ascolto e l' attenzione verso i diversi bisogni, le diverse istanze del suo popolo, ma decidendo poi nell' interesse generale. E c' è chi invece va all' ossessivo rimorchio dei "like" e degli umori mutevoli degli internauti, per accontentare "il popolo" costi quel che costi. Mi pare una gran bella differenza: la differenza tra chi è un vero leader e chi leader non lo sarà mai».

MARINA BERLUSCONI CHIHUAHUA

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...