haftar sarraj libia

TUTTA COLPA DEL PETROLIO – IL POLITOLOGO GILLES KEPEL: “IN LIBIA NON VEDO SOLUZIONI RAPIDE. È DRAMMATICO CHE ITALIA E FRANCIA NON SIANO IN GRADO DI LAVORARE ASSIEME E, SOSTENENDO FAZIONI OPPOSTE FINISCANO PER ALIMENTARE LA CRISI INTERNA” – “LE TRIBÙ AMBISCONO A CONTROLLARE IL GREGGIO. ALL’EPOCA DI GHEDDAFI I POZZI ERANO TENUTI COL PUGNO DI FERRO DAL POTERE CENTRALE, ORA…”

Lorenzo Cremonesi per il Corriere della Sera

 

libia ribelli assediano tripoli 7

«L' intensificarsi violento della crisi a Tripoli come metafora drammatica dell' incapacità europea nell' elaborare una politica estera comune in Libia. È drammatico che Italia e Francia, i due Paesi europei storicamente più coinvolti nello scenario di questo importante Paese sulla costa meridionale del Mediterraneo, non solo non siano in grado di lavorare assieme, ma addirittura sostenendo fazioni opposte finiscano per alimentare la crisi interna».

 

libia ribelli assediano tripoli 2

È pessimista Gilles Kepel. «Non vedo soluzioni rapide alla violenza che insanguina Tripoli», afferma al Corriere. Il noto politologo parigino, grande esperto del fondamentalismo islamico, ne parlerà sabato prossimo a un convegno a Palermo sulle «Filosofie del Mediterraneo» anche sulla base di un suo nuovo libro che verrà pubblicato in Francia a ottobre con un titolo molto attuale: «Uscire dal caos. Le crisi del Mediterraneo e del Medio Oriente».

 

Cosa succede in Libia?

libia ribelli assediano tripoli 3

«C' è una situazione totalmente diversa rispetto ad altre guerre civili del mondo arabo come quelle in Siria o Yemen. Per il fatto che tutti i libici sono musulmani sunniti, all' eccezione dei berberi di Zuwara e Jebel Nafusa, che comunque rappresentano piccole minoranze.

 

Ma il problema sono le frammentazioni tribali, che fanno il gioco delle potenze straniere, arabe o europee. Dove ognuna ha la sua tribù protetta con l' ambizione del controllo del petrolio».

 

Dunque anche nell' era del mercato dei migranti il petrolio resta centrale?

libia ribelli assediano tripoli 1

«Certo, il petrolio libico è ottimo, facile da estrarre ed è molto vicino ai mercati delle economie europee, costituisce un obbiettivo strategico fondamentale. All' epoca di Gheddafi tutti i pozzi, la cui maggioranza si trova nelle regioni sud-orientali della Cirenaica e una parte meno rilevante a ovest di Zintan, erano controllati col pugno di ferro dal potere centrale.

 

Per contro, oggi nessuno si fida di nessuno. In Libia vale il classico paradigma di Hobbes, per cui ciascuno è contro ciascuno e tutti contro tutti. Ogni tribù spera di beneficiare del suo limitato controllo sul suo piccolo pozzo o oleodotto, pensa che una parte limitata sia comunque meglio che condividere il tutto.

 

libia ribelli assediano tripoli 9

Perciò fanno guerra alla banca centrale o alla compagnia energetica nazionale. Ed ecco perché la ricostruzione di queste due istituzioni è importante».

 

Le maggiori parti in causa?

«In Cirenaica il generale Khalifa Haftar ha il sostegno degli Emirati Arabi Uniti e dell' Egitto. Il Cairo lo vede come un alleato contro i Fratelli Musulmani presenti a Tripoli. Questi ultimi sono aiutati da Turchia e Qatar».

SARRAJ HAFTAR MACRON

 

Come vede il braccio di ferro tra Roma e Parigi?

«Molto grave. Tutta l' Europa ne è penalizzata, sia per il fatto che perde il petrolio libico che per l' incapacità di controllare i migranti. L' Italia, forte della sua tradizione coloniale nel rapporto con la regione di Tripoli e del capillare radicamento di Eni sul territorio, guarda con inquietudine alle iniziative di Emmanuel Macron per pacificare la Libia.

 

TOTAL ENI

Roma accusa il governo francese di fare il gioco della Total contro Eni. Queste frizioni sono intensificate da che Matteo Salvini ha incontrato Viktor Orbán a Milano. Per loro Macron è la nuova bestia nera da combattere. L' Onu e le istituzioni comunitarie a Bruxelles devono aiutare a calmare lo scontro».

 

La Francia ha sostenuto Haftar. Ma questi sembra sia gravemente malato. Cosa sa in proposito?

haftar

«La medicina francese ha fatto davvero miracoli quando questa primavera Haftar è stato ricoverato a Parigi. Alcune fonti arabe molto serie lo davano per morto. Ora pare resuscitato.

 

Ma il problema è un altro: non è possibile ricostruire la Libia penalizzando la Cirenaica. Lo aveva fatto Gheddafi, ma dal 2011 non è più fattibile. E l' Europa deve lavorare per il processo di unificazione, non per la divisione».

Ultimi Dagoreport

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...