napoli speranza carfagna rossi renzi conte di maio

VEDI NAPOLI E POI VOTI – NELLA CITTÀ PARTENOPEA CORRE MEZZO GOVERNO: DI MAIO E SPERANZA, CARFAGNA, GELMINI E FRANCESCHINI – I CURIOSI INCROCI ALL’UNINOMINALE PER LA CAMERA: LUIGINO SFIDERÀ L’EX AMICO SERGIO COSTA; CARFAGNA RITROVERÀ MARIAROSARIA ROSSI, EX “BADANTE” DI BERLUSCONI TRANSITATA NEL PARTITO “NOI MODERATI” – POI CI SONO GLI EX PREMIER RENZI E CONTE AL PROPORZIONALE PER IL SENATO, TAJANI E MARTA FASCINA…

Tommaso Labate per il “Corriere della Sera”

 

luigi di maio a napoli

Ci sono il ministro degli Esteri e quello della Salute, la ministra del Sud e quella degli Affari regionali, il ministro della Cultura. Questo per rimanere ai titolari di dicasteri ancora in carica, nel governo a guida di Mario Draghi.

 

Se poi si volesse guardare a un passato neanche troppo remoto, alla lista vanno aggiunti ben tre ex presidenti del Consiglio, un ex presidente del Parlamento europeo, un ex ministro dell'Ambiente, la fidanzata di uno dei due ex presidenti del Consiglio di cui sopra oltre alla sua ex assistente personale, con cui aveva interrotto i rapporti e che invece oggi si trova candidata nella sua stessa coalizione, anche se sotto le insegne di un partito diverso.

 

DE LUCA, FRANCESCHINI A POMPEI

Nel collegio più pazzo del mondo, che parte dal centro di Napoli e si estende alla periferia della città, il 25 settembre prossimo elettrici ed elettori partenopei riceveranno due schede elettorali che, una volta dispiegate sul ripiano dell'urna segreta, farebbero piombare chiunque in un incrocio tra una commedia degli equivoci e una puntata qualsiasi di una soap opera americana. Nella sfida all'uninominale per la Camera si affronteranno Luigi Di Maio (centrosinistra), Mara Carfagna (Azione-Italia viva), l'ex assistente di Berlusconi Mariarosaria Rossi (centrodestra) e l'ex ministro dell'Ambiente del governo Conte I Sergio Costa (Cinque Stelle).

 

NAPOLI CONTESTAZIONE RENZI

Di Maio e Costa erano amici, e non lo sono più; Carfagna e Rossi hanno militato per una vita nello stesso partito (Forza Italia) e non vi militano più, avendo ripiegato in due liste diverse di cui però solo una, quella di Rossi (Noi moderati), è alleata oggi con Berlusconi.

 

Il quale Berlusconi - e si passa dal maggioritario al proporzionale - è candidato al Senato per Forza Italia, sfidando nella circoscrizione ben due dei cinque presidenti del Consiglio che gli sono succeduti sulla scrivania più prestigiosa di Palazzo Chigi (Matteo Renzi e Giuseppe Conte), la sua ex fedelissima Mariastella Gelmini (al numero due della lista di Azione dopo Matteo Renzi) e il ministro della Cultura Dario Franceschini. Nella stessa scheda in cui l'elettore dovrà scegliere chi mandare a Montecitorio tra Di Maio, Carfagna, Rossi e Costa, nella parte della scheda riservata ai listini bloccati, figureranno il ministro della Salute Roberto Speranza, l'ex presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e Marta Fascina, fidanzata di Berlusconi, a seguire.

mariarosaria rossi foto di bacco (1)

 

Il personaggio che rese celebre la pellicola Goodbye Lenin , e cioè la donna della Repubblica democratica tedesca che si risvegliava dal coma dopo la caduta del Muro di Berlino, col mondo attorno completamente stravolto e i parenti impegnati a nasconderle le clamorose trasformazioni in corso, nelle liste elettorali della Napoli delle elezioni 2022 avrebbe trovato più cambiamenti ancora. Tutti contro tutti: ministri dello stesso governo attuale (Di Maio contro Carfagna, Franceschini contro Gelmini) e compagni d'avventura in compagini di governi passati (Conte contro Franceschini).

 

E poi c'è Di Maio alle prese con quel passato che i suoi avversari non vogliono far passare mai (lo stadio Maradona ex San Paolo di Fuorigrotta, in cui ha lavorato come addetto, rientra nel perimetro del collegio), Carfagna e Gelmini che sfidano per la prima volta Berlusconi e Rossi che invece lo ritrova, Berlusconi, dopo la rottura maturata per aver votato la fiducia al governo di Conte; il quale Conte, però, adesso si trova dall'altra parte della barricata ma sempre contro Renzi, che a sua volta ne aveva sostenuto uno degli esecutivi salvo poi farlo cadere.

MARA CARFAGNA

 

E se il 25 settembre, aprendo la scheda elettorale, qualcuno farà fatica a capire chi «è padre a chi», come per il Peppiniello di Miseria e nobilità spinto dal cameriere Vincenzo a ripetere all'infinito che «Vincenzo m' è padre a me» (anche se non era vero), a mo' di parziale consolazione c'è sempre la presa d'atto che, in fondo, la politica è semplice e complicata al tempo stesso, come la vita.

 

Oggi sei di qua, domani di là; il nemico del tuo nemico può diventare tuo amico; tu, a tua volta, puoi diventare avversario del tuo ex amico e magari, un giorno, anche avversario del te stesso che eri e non sei più. Due semplici schede elettorali, una per la Camera e l'altra per il Senato, a Napoli, saranno lì a dimostrarlo.

luigi di maio sergio costaNAPOLI CONTESTAZIONE RENZINAPOLI CONTESTAZIONE RENZIcarlo calenda mara carfagna LO SGUARDO DI MARIA ELENA BOSCHI VERSO MARA CARFAGNA NAPOLI CONTESTAZIONE RENZIBEPPE GRILLO DI MAIO NAPOLI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani pier silvio berlusconi marina

DAGOREPORT – A VOLTE NON DIRE NULLA È LA MIGLIORE RISPOSTA. GIORGIA MELONI NON S’È FILATO DI PEZZA SALVINI, RELEGATO SULLO SFONDO DELLA CONFERENZA STAMPA, LIMITANDOSI A MOLLARE UN PAIO DI SILURI XMAS NEL FONDOSCHIENA DEL VICE SEGRETARIO DEL CARROCCIO, ROBERTINO VANNACCI – MA NEL SUO ATTUALE CORSO ACCELERATO DI DEMOCRISTIANERIA APPLICATO ALLA REALPOLITIK, LA DUCETTA HA FATTO UN MONUMENTO DI SALIVA A QUEL ‘’MIRACOLO’’ BIPEDE DI ANTONIO TAJANI – UN MESSAGGIO DIRETTO ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI CHE, UN GIORNO SÌ E L’ALTRO PURE, ANNUNCIA IL “LARGO AI GIOVANI”: CARA MARINA, DOLCE PIER SILVIO SU, FATE I CARINI, NON MI FATE FUORI L’UNICO SEGRETARIO DI PARTITO ORGOGLIOSO DI ENTRARE A PALAZZO CHIGI CON IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO… MA DOVE LO TROVO UN ALTRO MAGGIORDOMO COSÌ? GIÀ HO TRA I PIEDI QUEL ROMPICOJONI NON-STOP DI SALVINI…”

funerali crans montana

DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A CRANS-MONTANA. LO STATO SI È IMMEDESIMATO NEL RUOLO DI MADRE E DI PADRE, CON SINCERA VICINANZA, MA O SI IMMEDESIMA PER TUTTI E SEMPRE (OGNI TRE GIORNI CI SONO DUE MORTI SUL LAVORO) O È MEGLIO CHE RESTI IL GARANTE DELLE REGOLE. NON ERANO SOLDATI DI VENT’ANNI CADUTI NELLA DIFESA DELLA PATRIA PER I QUALI È OBBLIGO MORALE CHINARSI SULLA BARA E I FUNERALI DI STATO…SONO STATI DEI RAGAZZINI DANNATAMENTE SFORTUNATI, COSÌ COME QUELLI SVIZZERI E FRANCESI, LE CUI SALME SONO RIMASTE O RIENTRATE IN SILENZIO - IN QUESTA TRAGEDIA LA COMPASSIONE PER IMMEDESIMAZIONE È RISULTATA PLASTICA NELLE NOSTRE DUE POLITICHE PIÙ NOTE: MELONI, CHE SI È PRESENTATA SULLA SCENA POLITICA AL GRIDO DI “SONO UNA MADRE” SI È COMPORTATA DA MADRE, MA È PRIMO MINISTRO. ELLY SCHLEIN, NON MADRE E DI PASSAPORTO SVIZZERO, SI È COMPORTATA DA SVIZZERA, IN SILENZIO SULLE REGOLE DI QUESTO SUO ALTRO PAESE. TROPPO MAMMA E TROPPI PASSAPORTI PER TROPPO DOLORE?

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

matteo salvini giorgia meloni donald trump

IN QUESTI TEMPI SPIETATI, C’È SEMPRE UNA CERTEZZA: MELONI DA UNA PARTE, SALVINI DALL’ALTRA. L'UNO CONTRO L'ALTRO ARMATI, PRONTI A GIRARE NELLE SALE DI PALAZZO CHIGI, "LA SORA CECIONI CONTRO MACISTE" - PER AVERE UN’IDEA DI QUANTO STIANO GIRANDO I MELONI AL SEGRETARIO DELLA LEGA, BASTA DARE UNA SBIRCIATINA AL VIDEO POSTATO DURANTE LE SUE VACANZE A NEW YORK. MANCO MEZZA PAROLA SULLO SCONCIO BLITZ DI TRUMP A CARACAS. ALTRIMENTI, SAREBBE STATA UNA PAROLACCIA: DURANTE IL SOGGIORNO NEWYORKESE, IL POVERINO LE AVREBBE PROVATE TUTTE PUR DI AVERE INCONTRI CON QUALCHE TIRAPIEDI DELL’ENTOURAGE DELLA CASA BIANCA, INUTILMENTE - AL DI LÀ DELLA GEOPOLITICA, IL PIÙ BOMBASTICO CAMPO DI BATTAGLIA SARÀ LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE. E QUI LO SFRENATISSIMO SALVINI POTREBBE FINIRE DI NUOVO SOTTO L'INFLUSSO DEL "PIANETA PAPEETE" SFANCULANDO L'ARMATA BRANCA-MELONI (PER INFORMAZIONI, CHIEDERE A GIUSEPPE CONTE)

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…