giuseppe conte in via condotti il sabato pomeriggio davanti a loro piana

IL VIS-CONTE DIMEZZATO – IL NIET DI GRILLO AL NUOVO SIMBOLO, GETTA NELLO SCONFORTO L’AVVOCATO DI PADRE PIO CHE GIÀ SI IMMAGINAVA DI PIAZZARE IL RITRITO GIOCO DI PAROLE “CON TE” NEL LOGO  - IMPANTANATO NEI CAVILLI DI ROUSSEAU E IN ROTTA CON BEPPE-MAO, “GIUSEPPI” È A UN BIVIO: LA ROTTURA DI UN PERCORSO CON M5S ORMAI AVVIATO È UN'IPOTESI LONTANA, MA LA RAGNATELA DI TENSIONI E GRANE VIENE CONSIDERATA DALL'AVVOCATO UN OSTACOLO DA CUI LIBERARSI AL PIÙ PRESTO…

Tommaso Labate per il "Corriere della Sera"

 

giuseppe conte in via condotti il sabato pomeriggio davanti a loro piana

Negli ultimissimi appunti sulla bozza della carta dei valori, su cui sta lavorando ormai da settimane, c'è scritto chiaro e tondo che il «suo» Movimento Cinque Stelle ha un «orientamento progressista» e che l'approdo naturale a Bruxelles dovrà essere il Partito socialista europeo. Sul primo punto c'è un accordo di massima nello stato maggiore, ormai acconciato all'evidenza di un'alleanza elettorale con Pd e Articolo 1; sul secondo, invece, il dibattito è aperto, visto che tra i maggiorenti c'è chi preme per andare tra i liberali dell'Alde e chi non vorrebbe rinunciare al sogno di conquistare un posto in prima fila tra gli ambientalisti.

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Ma il punto su cui negli ultimi giorni Giuseppe Conte ha esteso al massimo possibile l'elastico della tensione con il gotha del Movimento, a cominciare da una serie di telefonate con Beppe Grillo, è il simbolo. Dietro il silenzio prolungato dell'ex presidente del Consiglio, che dietro quel suo «sto lavorando» ha accumulato riflessioni che in alcuni momenti stavano per spingerlo a un passo da un clamoroso ripensamento, c'è la consapevolezza che «intestarsi» anche plasticamente il M5S rifondato potesse far prendere ai sondaggi quell'abbrivio che ancora non si vede. Più che a un cambio di nome, l'avvocato aveva pensato a una specie di restyling che comprendesse nel logo la parola «Conte» o la formula «con te», l'hashtag sui social rilanciato a più riprese anche da Grillo.

 

giuseppe conte marchese del grillo

Ma proprio dal garante, che comunque continua a essere lo sponsor principale della sua investitura, è arrivato uno stop inatteso non tanto nei modi quanto nei toni. Raccontano dentro il Movimento che, prima di lasciarla ventilare urbi et orbi , la posizione intransigente di Grillo sul simbolo sia stata comunicata a più riprese a Conte stesso, che aveva provato a insistere più volte.

 

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

E che il niet grillino abbia gettato nello sconforto l'ex presidente del Consiglio, che le interlocuzioni più amichevoli (da Bettini a D'Alema a molti ex ministri del suo governo) ormai le ha più fuori che dentro il M5S. Il tutto ha provocato l'ennesima battuta d'arresto alla rifondazione del M5S, rimasto impigliato - oltre che nelle dispute interne - nelle carte bollate del Tribunale di Cagliari (l'istanza era stata avanzata da una consigliera espulsa) e nell'attesa di un pronunciamento sul ripristino dell'organismo collegiale decaduto, che nello statuto ha preso il posto del vecchio «capo politico».

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

 

Lasciatosi convincere dall'idea che rinunciare alla sua lista personale fosse il modo migliore per giocarsi le briscole rimaste, adesso Conte è di nuovo a un bivio. La rottura di un percorso con M5S ormai avviato e benedetto a tutte le latitudini è un'ipotesi lontana, certo; ma la ragnatela di tensioni e cavilli tra il Movimento e l'Associazione Rousseau - col suo codazzo di tensioni che attraversa tutto il gruppo dirigente - viene considerata dall'avvocato un ostacolo da cui liberarsi al più presto. E così, mentre fuori dalle mura del suo studio impazza il dibattito sul presunto complotto che ne avrebbe provocato l'uscita dalla scena di Palazzo Chigi, il tacer di Conte non è più il verbo di chi acconsente.

 

BEPPE GRILLO DAVIDE CASALEGGIO

Una fonte pentastellata di primo livello racconta così lo scontro sottotraccia con Grillo: «Lui e Giuseppe sono come l'azionista di maggioranza di un'azienda e il suo amministratore delegato. Il secondo è quello che decide ma il primo è quello che possiede. E quando le vedute non coincidono, allora il primo obiettivo è evitare strappi rumorosi e arrivare a un punto d'accordo». Col rischio che i dossier sospesi rimangano a prendere polvere sulla scrivania. A cominciare da quello che riguarda le prossime elezioni amministrative, dove la messa a punto dell'accordo col Pd è ancora lontana. Come dimostra il campo principale della tornata, Roma.

conte grillo

beppe grillomario draghi giuseppe contegiuseppe conte al vertice m5sgiuseppe conteALESSANDRO DI BATTISTA BEPPE GRILLOGRILLOBeppe GrilloBEPPE GRILLOBEPPE GRILLO VIRGINIA RAGGI

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)