alzano lombardo

ZONE ROSSE DI VERGOGNA - ALZANO E NEMBRO, IL 29 FEBBRAIO IL COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO LANCIÒ L'ALLARME, MA NESSUNO FECE NULLA - LA LOMBARDIA NON CHIEDE PROVVEDIMENTI COME PER CODOGNO E LA LODIGIANA, MA NEANCHE IL GOVERNO, CHE HA UN CONTATTO COSTANTE CON IL COMITATO, SI MUOVE. IL 5 MARZO  BRUSASFERRO (ISS) LO RIPETE, CON UNA MAIL CHE È STATA ACQUISITA DAI MAGISTRATI CHE INDAGANO SULLA STRAGE DELLA BERGAMASCA

Simone Canettieri per www.ilmessaggero.it

 

Perché per Codogno e Vo' l'istituzione della zona rossa fu una pratica veloce e per i comuni di Nembro e Alzano si è esitato così tanto? Nei primi due casi il blocco scattò il 23 febbraio, per i centri della Bergamasca, invece, né il Governo né la Regione Lombardia sono riusciti a prendere una decisione ad hoc. Anzi, alla fine sono finiti nel Dpcm dell'8 marzo che annunciò l'istituzione di una zona arancione che comprendeva tutta la Lombardia più 14 province, sparse tra il Veneto e l'Emilia Romagna.

GIUSEPPE CONTE ATTILIO FONTANA

 

 

L'inchiesta della procura di Bergamo si focalizza principalmente sul vuoto di legislazione e assenza di provvedimenti che c'è stato sulla chiusura totale dei due Comuni che da settimane lanciavano allarmi, con bollettini medici disastrosi, sia dal punto di vista dei contagi che sul fronte delle vittime.

 

IL PRIMO SOS

Il 29 febbraio il Comitato tecnico scientifico fa mettere a verbale quanto segue: «Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili a un'unica catena di trasmissione. Ne risulta, pertanto, che l'R0 è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di alto rischio di ulteriore diffusione del contagio».

analisi dei dati di nembro luca foresti 1

 

Attenzione, nel merito - come riporta un documento - «il Comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già prese nei Comuni della zona rossa al fine di limitare la diffusione dell'infezione nelle aree contigue. Questo criterio oggettivo potrà, in futuro, essere applicato in contesti analoghi».

 

nembro

La Regione Lombardia, però, aspetta e non chiede - così risulta dagli atti - provvedimenti particolarmente restrittivi sul modello di Vo', Codogno e dei Comuni della Lodigiana.

Ma non finisce qui. Perché il 2 marzo l'Istituto superiore di sanità lancia un altro allarme. La strada indicata è quella del comitato tecnico scientifico, ma non accade nulla.

 

In poche parole, gli scienziati hanno già detto al governo che occorre intervenire con le maniere forti: chiudere tutto, vietare la circolazione in entrata e in uscita nei due Comuni, bloccare i trasporti locali. Il 5 marzo il presidente dell'Istituto superiore di Sanità Silvio Brusasferro lo ripete, questa volta con una mail che è stata acquisita dai magistrati: «Pur riscontrandosi un trend simile ad altri Comuni della Regione, i dati in possesso rendono opportuna l'adozione di un provvedimento che inserisca Alzano Lombardo e Nembro nella zona rossa».

 

alzano lombardo nembro

Conte chiede ulteriori approfondimenti e continua però a non intervenire nel merito di questi due centri. La situazione si sta facendo tragica in tutta la Lombardia, ma Bergamo e la sua provincia sono nel mirino del Covid-19, più di tutti. Nel tergiversare, le ore sono fondamentali. Ma una decisione non arriva. Fino al provvedimento dell'8 marzo che poi anticiperà quello dell'11 con l'istituzione della zona protetta in tutta Italia.

 

 

 

Sono appunto questi cinque-sei i giorni nel mirino dei magistrati. E al centro di una disputa politica tra governo (Pd-M5S) e Regione Lombardia (a trazione Lega) sull'iniziativa per Alzano e Nembro. La decisione è politica. E da una parte fanno fede i precedenti delle settimane prima. Per Vo', Codogno e gli altri centri del Lodigiano c'è stato l'intervento di Roma, del governo, del ministro della Salute Roberto Speranza. Dall'esecutivo è partito l'input del chiudiamo tutto.

 

Alzano Lombardo

Ma di chi è la reale competenza? Da Palazzo Chigi citano l'articolo 32 della legge 23 dicembre 1978 n. 833». In poche parole, sostengono codici alla mano, che anche la Regione poteva istituire la zona rossa. Ma cosa dice questa norma in particolare? «Che «in materia di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria» possono essere «emesse dal presidente della giunta regionale e dal sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale», fatti salvi «le attività di istituto delle forze armate che, nel quadro delle suddette misure sanitarie, ricadono sotto la responsabilità delle competenti autorità» e «i poteri degli organi dello Stato preposti in base alle leggi vigenti alla tutela dell'ordine pubblico». Una pratica, quelle delle zone rosse, che poi i governatori attueranno nel pieno della Fase 1. Ma prima non era mai accaduto.

SILVIO BRUSAFERROospedale pesenti fenaroli di alzano lombardoalzano lombardoalzano lombardoAlzano Lombardo

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?