inter champions league

ATTENTA INTER! SENZA GLI OTTAVI DI CHAMPIONS ARRIVERANNO ALTRE CESSIONI ECCELLENTI! – OGGI IL CDA NERAZZURRO CONFERMERÀ IL ROSSO IN BILANCIO DI OLTRE 200 MILIONI DI EURO. CON SUNING CHE HA DEFINITIVAMENTE CHIUSO I RUBINETTI L’INTER SE NON DOVESSE SUPERARE LA FASE A GIRONI, RINUNCEREBBE A VAGONATE DI MILIONI, TRA “MARKET POOL” E INCASSI DA STADIO CON IL RISCHIO DI DOVER VENDERE ALTRE PEDINE FONDAMENTALI DOPO HAKIMI E LUKAKU…

shakhtar donetsk inter 18

Filippo Conticello per www.gazzetta.it

 

Da quattro anni l’Inter passa l’autunno sul lettino dell’analista: da dove nascerà mai la sindrome dell’Europa? In quale angolo dell’inconscio si nasconde questa nuova tendenza suicida in Champions? 

 

I nerazzurri iniziano la competizione con uno zainetto riempito di belle speranze, poi faticano tremendamente lungo il sentiero: da Luciano Spalletti a Simone Inzaghi, passando per il biennio contiano, nessun allenatore ha ancora estirpato il problema e passato la prima fase di Coppa. Il vero guaio, però, è che così per strada si perde un fiume di denaro, preziosissimo sempre, figurarsi in questo momento di secche. 

 

inter real madrid 3

I ricavi Champions sono la fonte di sostentamento primario visto che Suning, travolto da gravi problemi in patria, ha definitivamente chiuso i rubinetti: per ridurre i rischi di nuove vendite dolorose dopo Hakimi e Lukaku, occorre quindi rompere il salvadanaio europeo. Il pari di Kiev, unito a quello nella prima giornata col Real, complica però i piani nerazzurri. 

 

gli zhang proprietari inter

Adesso la squadra è di fronte a un bivio: di qua la mancata qualificazione che porterebbe un sanguinoso danno economico, di là il passaggio agli ottavi che porterebbe una ventina di milioni, balsamo su conti in peggioramento. Oggi, infatti, il Cda confermerà le perdite ingenti del 2020-2021, ben superiori ai 200 milioni. 

 

Una cifra non troppo distante dal -209 annunciato dalla Juve. Allo stesso tempo, prospetterà una situazione finanziaria che, guardando al futuro, è in miglioramento grazie al ritorno degli incassi da stadio, all’effetto benefico delle cessioni di Lukaku-Hakimi e al prestito da 275 milioni del fondo Oaktree.

 

inter real madrid 2

Nella peggiore delle ipotesi, da questa campagna europea l’Inter tirerà su 45 milioni circa: è la somma della quota di partecipazione, dei denari derivanti dal ranking storico e dalle due fette di market pool, una relativa al piazzamento nell’ultimo campionato e una legata ai risultati in Champions. 

 

Ma arrivare per la prima volta agli ottavi dopo 10 interminabili anni farebbe lievitare quella cifra fino a 65 milioni. Non sono certo calcoli esatti al millesimo, viste le tante varianti in ballo, ma vanno comunque considerati i 9,6 milioni garantiti per il passaggio del turno, più una ulteriore quota di market pool e i probabili incassi da stadio, voce volubile in questa nuova era. Contro il Real, San Siro è tornato a riassaporare la magia delle notti più belle e, con uno stadio ancora al 50%, il club ha incassato oltre tre milioni. 

shakhtar donetsk inter 12

 

In un eventuale ottavo, i prezzi potrebbero essere superiori e, comunque, la capienza dello stadio salirà al 75%. In ogni caso, nelle prossime 4 gare i nerazzurri si giocheranno la possibilità di allargare lo sguardo oltre l’orizzonte: se il ballo continuasse, in palio ci sarebbe una vagonata di milioni. 

 

Ad esempio, un’ipotetica Inter sul tetto d’Europa porterebbe circa 115 milioni, vertigine che oggi pare lontanissima. E allora meglio concentrarsi sull’arte del possibile, sull’ossessione ottavi: sembravano a un palmo al momento del sorteggio, dopo due turni sono ben più lontani.

shakhtar donetsk inter 2

 

Al Bernabeu martedì sera è saltato in area un castello di carte e proclami superbi: la regina della Superlega punita da una squadra minuscola, bizzarra, che non avrebbe neanche uno Stato vero in cui riconoscersi. L’exploit dello Sheriff col grande Real è una delle piccole grandi imprese che regala il calcio, ma aumenta il rischio che i nerazzurri debbano palpitare ancora fino all’ultima giornata del girone. 

 

spalletti

Vecchia abitudine, ormai: nel 2018-19, anno del ritorno in Champions League, la squadra di Spalletti fallì il match-point in casa col Psv. Nei due anni successivi Conte ha buttato via l’occasione, prima contro un Barça venuto a San Siro in gita con tanti giovani canterani (2019-20) e l’anno scorso sbattendo contro il solito muro dello Shakhtar. 

 

Ora Inzaghi si augura di aggiustare la rotta nelle prossime tre partite, così da non dover rischiare la vita all’ultimo tuffo. In ogni caso, però, c’è un filo rosso che collega tutte queste campagne europee, a prescindere dalla mano che guida in panchina. 

 

antonio conte foto mezzelani gmt

Sarà la tenuta nervosa (l’Inter sotto pressione nei match decisivi stecca) o l’esperienza (solo Perisic e Vidal hanno sbaciucchiato quella Coppa), sarà il ritmo (più basso rispetto agli standard della competizione) o l’approccio (a volte molle nelle partite da vincere), ma è da quattro anni che i nerazzurri non riescono mai a mostrare il 100% in certe battaglie europee. 

shakhtar donetsk inter 13

 

Riuscirci stavolta, però, non è solo strategico, ma vitale: i futuri incassi da Champions sono una delle due leve possibili per medicare le ferite del bilancio che sarà approvato oggi. L’altra leva è stata sperimentata nell’ultimo turbolento mercato estivo: cedere i gioielli richiesti dalle big d’Europa. In caso di vendita di altra argenteria, però, a finire in analisi potrebbero essere i tifosi.

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”