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BORN TO WIN! - LA CAVALIERA JESSICA RAE SPRINGSTEEN, FIGLIA 29ENNE DEL “BOSS”, A UN PASSO DALL'OLIMPIADE: L'EQUITAZIONE, SPECIALITÀ SALTO DEGLI OSTACOLI, È LA SUA VITA – IL PADRE BRUCE APPENA PUÒ CORRE A FARE IL TIFO, COME NEL 2019 AL CONCORSO DI PIAZZA DI SIENA, A ROMA, QUANDO JESSICA FECE DA PADRONA DI CASA INSIEME AL FIDANZATO LORENZO DE LUCA - VIDEO

Gaia Piccardi per il "Corriere della Sera"

 

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Born to ride, nata per cavalcare, e come potrebbe essere altrimenti, trattandosi di Jessica Rae Springsteen, figlia 29enne di Bruce, secondogenita del Boss e di Patti Scialfa. Nata a Los Angeles ma cresciuta a Colts Neck, New Jersey, nella fattoria in cui gli Springsteen si rifugiarono a metà anni Novanta per sfuggire ai paparazzi e al vippame della West Coast, Jessica sta per entrare nella short list di dieci cavalieri che si giocheranno il posto in squadra nel Team Usa in vista dell' Olimpiade di Tokyo, al via il 23 luglio.

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L' equitazione, specialità salto degli ostacoli, è la sua vita: «Avevamo mucche, maiali, capre, galline e struzzi ma il colpo di fulmine, da bambina, è scattato con i cavalli, la grande passione di mamma - ha raccontato -. Ogni giorno, dopo la scuola, cavalcavo: lo sport mi ha insegnato la disciplina e la responsabilità verso un animale con cui devi costruire una profonda connessione».

 

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I cavalli come aggancio con le radici di famiglia, insomma, e non come scelta snob da erede della leggenda del rock, che appena può corre a fare il tifo, come nel 2019 al concorso di Piazza di Siena, a Roma, quando Jessica fece da padrona di casa insieme al fidanzato Lorenzo De Luca, cavaliere leccese 34enne con cui l' anno scorso ha trascorso il lockdown in Italia.

 

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Nelle orecchie una playlist che non prevede il padre (Taylor Swift, Billie Eilish, Dua Lipa, Beyonce), con cui l' accordo è non fare mai interviste in cui la figlia parla del genitore e viceversa, Springsteen junior, numero 3 delle classifiche nazionali, spera di decollare insieme all' amato stallone dodicenne Don Juan Van de Donkhoeve verso il Giappone, per coronare un antico sogno: «Partecipare ai Giochi in sella al mio cavallo è il mio desiderio più grande: ho una base in Florida dove mi alleno e trascorro il tempo tra una gara e l' altra».

 

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Nel panorama delle discipline olimpiche, l' equitazione ha caratteristiche che non la rendono uguale a nessun' altra: «Le donne competono contro gli uomini e non c' è limite di età» spiega Jessica, che per un periodo ha vissuto in Olanda, a Valkenswaard, nel Brabante, per essere seguita dall' australiana Edwina Tops-Alexander, la prima amazzone ad aver vinto premi per un milione di euro. La selezione per la squadra Usa ai Giochi si chiuderà a fine giugno: «Farò di tutto per esserci».

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