xi jinping pechino 2022

PER CAPIRE COM’È CAMBIATA LA CINA (E NOI) IN 15 ANNI, BASTA VEDERE LE OLIMPIADI – NEL 2008 NESSUN PAESE SI SOGNAVA NEMMENO DI BOICOTTARE I GIOCHI DI PECHINO: STAVAMO APPENA SCOPRENDO QUELLA SUPER POTENZA, ERAVAMO IN LUNA DI MIELE CON LA “FABBRICA DEL MONDO”. OGGI ABBIAMO CAPITO LA FREGATURA, MA È TROPPO TARDI – RAMPINI: “ALLE SUE DEBOLEZZE LA CINA RISPONDE CON UN'AUTOSTIMA CHE CONTRASTA CON LO STATO D'ANIMO DELL'OCCIDENTE: ANGOSCIATO E DEPRESSO. XI HA UN MARE DI PROBLEMI E IL SUO TRIONFALISMO NON DEVE FARCI VELO. MA QUELLO PIÙ FACILE DA GESTIRE SIAMO NOI OCCIDENTALI”

thomas bach

1 - PECHINO: BACH A XI, 'INIZIO NUOVA ERA PER SPORT INVERNALI'

(ANSA) - La Cina è ora "un Paese per gli sport invernali e questo è l'inizio di una nuova era per gli sport invernali globali". E' quanto ha detto il presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, durante l'incontro avuto nel pomeriggio a Pechino con il presidente Xi Jinping, a meno di due settimane dall'inizio dei Giochi invernali.

 

pechino 2022

Il Cio in merito all'incontro sul sito ha scritto che "i due leader hanno discusso del forte sostegno della comunità internazionale per Pechino 2022", oltre delle delle misure adottate per contrastare il Covid-19.

 

2 - 2008-2022 : GIOCHI DI POTERE COSÌ LA CINA SFIDA L'OCCIDENTE

BOICOTTAGGIO PECHINO 2022

Federico Rampini per il "Corriere della Sera"

 

Dai Giochi estivi di Pechino nel 2008 alle Olimpiadi invernali del 2022: il confronto rivela ciò che è cambiato nel mondo. Quanto è diversa la Cina e la percezione che ne abbiamo. Quanto è più debole l'Occidente, che diffida di Xi Jinping ma si rivela incapace di ridurre la dipendenza dal made in China. Qualche coincidenza è emblematica.

 

xi jinping joe biden

I Giochi del 2008 si aprivano mentre l'America stava per sprofondare nella crisi dei mutui, svolta decisiva del suo declino. E in quei giorni la Russia attaccava la Georgia sotto gli occhi di un George Bush impantanato in Iraq, Afghanistan. Ai Giochi del 2008, che seguii come corrispondente da Pechino, nessun governo si sognò un boicottaggio. La Repubblica Popolare fu omaggiata da delegazioni di alto livello e Vip da tutto il mondo.

PECHINO 2008

 

Allora «scoprivamo» la nuova superpotenza in tutto il suo fulgore; la capitale aveva chiamato archistar internazionali a costruire edifici spettacolari. Gli abusi contro i diritti umani erano ben visibili: poco prima dei Giochi c'erano state rivolte in Tibet, schiacciate dall'esercito. Ma il capitalismo occidentale era in luna di miele con la «fabbrica del pianeta», dove oltretutto delocalizzava le produzioni più inquinanti.

 

chiamata thomas bach peng shuai

La simbiosi tra le economie americana e cinese sembrava perfetta. Nell'establishment americano molti teorizzavano che a furia di arricchirsi i cinesi sarebbero diventati più democratici.

 

I Giochi invernali 2022 si aprono in un mondo irriconoscibile. La crisi dei mutui, allargatasi in uno schianto finanziario globale, fece esplodere contraddizioni dentro gli Stati Uniti: consentì l'elezione di Barack Obama ma alimentò una rabbia operaia contro i danni della globalizzazione, che ci avrebbe dato Donald Trump.

intervento di xi jinping al world economic forum di davos 2022 1

 

La Cina fu l'unica economia a salvarsi, usando dirigismo e capitalismo di Stato. Risale al 2008 una «epifania» cinese: la rivelazione delle fragilità occidentali agli occhi dei dirigenti comunisti. Cominciò a manifestarsi un complesso di superiorità, e Xi Jinping dal 2012 incarna una classe dirigente sicura di sé fino all'arroganza. È nata la diplomazia cinese dei «guerrieri lupo», con un linguaggio bellicoso che spazza via le cautele tradizionali.

pechino 2022 1

Dalle Vie della Seta all'espansionismo anche militare in Asia e in Africa, un progetto egemonico ha preso corpo. Il Covid poteva deragliare la marcia trionfale della Cina. Il verdetto è prematuro. Per adesso Xi è convinto di aver trasformato una potenziale débacle in una vittoria.

 

Covid Cina

Prosegue l'irrealistica politica del «Covid zero», l'estirpazione completa del virus, con costi umani enormi. I Giochi blindati saranno il culmine di questo esperimento estremo. L'apparizione di piccoli focolai di contagio ha fatto scattare nuovi lockdown in grandi città come Xi' an; restrizioni mirate hanno colpito i porti di Shanghai, Tianjin, Ningbo. La xenofobia viene alimentata dall'alto con fake-news sul contagio importato attraverso prodotti stranieri. Atleti e allenatori vivono in una bolla. Le vendite di biglietti sono state chiuse. Pechino è circondata da un cordone sanitario.

 

COVID CINA

Gran parte della popolazione, in particolare i migranti delle campagne, subirà divieti di viaggio durante la festività del ricongiungimento familiare, il Capodanno lunare. Ci sono le condizioni perché la società cinese, dopo due anni di restrizioni, sia pronta a esplodere, ma finora non sono giunti segnali di tensioni gravi. Alla pandemia si aggiungono problemi antecedenti: la crescita economica rallenta; le bolle finanziarie nel settore immobiliare sono mine vaganti; il crollo della natalità provoca un invecchiamento a cui la Cina è impreparata.

 

PECHINO 2008.

Affrontare insieme questi problemi sembra impossibile: terapie d'urto contro le bolle speculative, o per la riduzione delle emissioni carboniche, sarebbero un ulteriore freno alla crescita che Xi non si può permettere. Alle sue debolezze la Cina risponde con un'autostima che contrasta con lo stato d'animo dell'Occidente: angosciato e depresso.

 

Da un'Olimpiade all'altra sembriamo più consapevoli delle minacce cinesi, più spaventati, e più insicuri su noi stessi. Il «boicottaggio diplomatico» di questi Giochi - che significa non mandare delegazioni governative di alto rango - vede gli alleati divisi (l'Italia non partecipa).

pechino 2022 olimpiadi invernali

 

I dazi di Trump, varie forme di sanzioni, il contenimento attraverso le alleanze di Biden, non hanno scalfito il made in China. Al contrario. Le economie occidentali soffrono per scarsità di prodotti e inflazione. L'unica cosa che non scarseggia sono le importazioni dalla Cina: basta entrare in una farmacia a comprare mascherine, o navigare nel catalogo Amazon, per averne conferma. Xi Jinping finora è riuscito in un'impresa inverosimile: ha «sequestrato» 1,4 miliardi di cinesi con la semi-chiusura delle frontiere, senza indebolire l'industria. Xi ha un mare di problemi e il suo trionfalismo non deve farci velo.

 

PECHINO 2008.

Ma quello più facile da gestire siamo noi occidentali. Il record storico dell'attivo commerciale cinese a 676 miliardi di dollari nel 2021 ha chiuso il secondo anno della pandemia in modo clamoroso. Nello scacchiere geopolitico, Medvedev nel 2008 irritò Pechino guastando l'inaugurazione dei Giochi con l'operazione-Georgia; oggi l'asse tra Cina e Russia si è consolidato e incoraggia le mire di Putin in Europa.

pechino 2022 pechino 2008alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 25pechino 2022 olimpiadi invernali 1olimpiadi pechino 2022pechino 2022 olimpiadi invernali 2pechino 2022 olimpiadi invernali 3olimpiadi invernali del 2022 assegnate a pechinoOLIMPIADI PECHINO 2022

Ultimi Dagoreport

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT – SUL CASO BEATRICE VENEZI, NESSUNO ERA ANCORA SCESO ALLE PROFONDITÀ DI BECERA VOLGARITÀ E IGNORANZA RAGGIUNTI DAL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI. IN UN VIDEO INCREDIBILE, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO, RUGGIERI PRESENTA UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI VENEZI INFORMANDO CHE È “ACCLAMATA IN TUTTO IL MONDO COME UN FENOMENO”. PER LA VERITÀ, QUALSIASI GIORNALE STRANIERO CHE SI SIA OCCUPATO DELLE SUE DISAVVENTURE VENEZIANE HA SCRITTO ESATTAMENTE L’OPPOSTO. MA, “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI”, SECONDO IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI, “BEATRICE VENEZI È UNA FIGA BESTIALE” - DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO