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FONSECA ERA SPIATO DA MESI! PER LA RAPINA NELLA VILLA DEL TECNICO A MONTEVERDE, SOSPETTI SU UNA BANDA DI GEORGIANI, GLI STESSI CHE AVREBBERO AGITO ANCHE IN CASA DI CORREA (SULLA GIUSTINIANA) - I BANDITI, CHE SI SONO PORTATI VIA TRE OROLOGI DEL VALORE DI 100MILA EURO, AVEVANO ANCHE LA MAPPA DELLA RESIDENZA. TUTTE LE STAR DEL CALCIO CHE SONO STATE DERUBATE. IL FENOMENO NON RIGUARDA SOLO LA CAPITALE – IL MOMENTO HOT DI ROMA-FIORENTINA: LA MANINA GALEOTTA DI DZEKO SU RIBERY - FOTO

Foto di Ferdinando Mezzelani per Dagospia

Marco De Risi Alessia Marani per “il Messaggero”

 

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Caccia a una banda di professionisti, probabilmente dell' Est, batterie di rom specializzati o forse quegli imprendibili georgiani che puntano l' obiettivo e fanno rotta su Roma prima di spostarsi in altre parti di Italia o all' estero per mettere a segno nuovi blitz. È questa la pista seguita, per ora, dagli investigatori in relazione al colpo gobbo messo a segno venerdì dai ladri nella grande villa di via della Nocetta, a Monteverde, in cui vive l' allenatore della Roma Paulo Fonseca. Bottino: tre orologi per centomila euro di valore.

 

Probabilmente il portoghese era spiato da mesi, i ladri avrebbero fatto diversi sopralluoghi. Sabato, dopo la sua richiesta al 112 erano accorse le Volanti della polizia per i rilievi ma in realtà una prima denuncia era già stata fatta il giorno precedente, la sera di venerdì, ai carabinieri quando Fonseca aveva avuto il sospetto di un tentativo di furto salvo poi non accorgersi della sparizione degli orologi. Cosa avvenuta, appunto, l' indomani.

 

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LE IPOTESI Di certo, nel frattempo, c' è che chi ha agito lo ha fatto con grande maestria, eludendo il sistema di allarme e, soprattutto, ingannando l' imponente impianto di videosorveglianza composto da una rete di almeno 18 telecamere disseminate nell' enorme parco che la circonda, fin quasi sull' Aurelia Antica. Alcuni degli obiettivi, infatti, riescono a scorgere a malapena le ombre di due o tre persone, tutte vestite di scuro e incappucciate, con le mani protette da guanti in lattice per non lasciare la minima traccia. Immagini che, da sole, difficilmente potranno contribuire a districare il mistero.

 

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Gli investigatori ipotizzano che prima di entrare in azione, la banda abbia svolto diversi sopralluoghi sia per mettere a fuoco il punto in cui farsi strada per entrare, sia per verificare gli spostamenti dell' allenatore e della sua famiglia. Per colpire, i ladri hanno, comunque, approfittato della sua assenza poiché impegnato nella preparazione della partita di Europa League contro il Cska Sofia. Non è escluso nemmeno che la banda sia riuscita a entrare in possesso di una piantina dell' immensa abitazione o che una talpa possa averli favoriti vendendo loro informazioni preziose per arrivare a una portafinestra da cui entrare, senza lasciare visibili segni di effrazione.

 

Gli inquirenti stanno verificando anche le analogie con un altro furto eccellente, quello portato a termine appena una settimana prima, alla Giustiniana, ai danni del talento biancoceleste Joaquin Correa impegnato in campo nel match tra all' Olimpico tra la Lazio e il Bologna. Anche in questo caso, i ladri si erano aperti un varco attraverso una portafinestra.

 

LE GANG Non solo. Le modalità richiamano alla memoria il furto subito nel 2016 da Radja Nainggolan, all' epoca in forza alla As Roma. I ladri svaligiarono la sua abitazione, una villa a Casalpalocco, portandosi via gioielli, contanti e orologi per circa 200mila euro.

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La refurtiva venne in parte ritrovata in un piccolo paese della Bergamasca, a Lurano, nascosta nella villa di una famiglia italo-serba, padre, madre e i due figli di 20 e 26 anni.

 

A loro gli agenti erano arrivati indagando su alcuni rom romani e in contatto con i sodali al Nord. Spesso le batterie specializzate nei furti in abitazione si scambiano e prestano elementi, concordando luoghi e obiettivi. Ma c' è anche chi, come i georgiani, si appoggia a una rete estera che invia manovalanza pulita ed è pronta a riciclare fuori dai confini italiani la refurtiva. Come i tre orologi rubati a Fonseca che potrebbero essere indirizzati a un mercato straniero, forse russo.

 

LE STAR DEL CALCIO NEL MIRINO DEI LADRI

Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

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Quando è toccato a Joaquin Correa, i ladri hanno atteso che «el Tucu» scendesse in campo all' Olimpico contro il Bologna per svaligiargli casa. Appena una settimana più tardi è successa la stessa cosa con Paulo Fonseca, allenatore della Roma. Questa volta però, a differenza dell' attaccante laziale, il tecnico portoghese si trovava in ritiro con la squadra a Trigoria per preparare la partita con la Fiorentina.

 

Modalità analoghe per un derby tutto romano giocato in questo caso dalla malavita: due furti da migliaia di euro sui quali si indaga per dare un volto e un nome a chi si è intrufolato nelle abitazioni di due protagonisti del calcio capitolino. L' ultimo a essere preso di mira, proprio Fonseca, ha scoperto tutto venerdì sera al suo rientro a casa in via della Nocetta, a due passi da Villa Pamphilj. Dopo essersi aperti un varco nella recinzione, i ladri hanno raggiunto la villa dell' allenatore giallorosso dove hanno forzato una porta finestra. Quindi sono entrati portando via alcuni orologi - almeno tre Rolex - e qualche oggetto di valore. Bottino stimato in 100 mila euro. Non è chiaro se ci sia un collegamento con la disavventura capitata a Correa nella sua villa in via Cassia, zona Giustiniana, ma certo ci sono delle similitudini che fanno riflettere. Senza contare il sospetto più che fondato che i ladri siano andati a colpo sicuro, al corrente di chi fossero le vittime e che avrebbero potuto agire con tranquillità.

 

correa

Anche al «Tucu» - che con un post su Instagram, poi rimosso, si è rivolto ai ladri chiamandoli «codardi» - sono stati portati via orologi di marca e gioielli. Ora la palla è passata alla Scientifica che ha svolto sopralluoghi accurati alla ricerca di impronte e sta anche analizzando le immagini di alcune telecamere. È caccia ai basisti.

 

Di sicuro episodi meno cruenti di quello che ha visto pochi giorni fa come protagonista l' ex attaccante della Nazionale campione del mondo nel 2006 Luca Toni, aggredito in casa con la moglie nella sua villa di Montale (Modena) da banditi armati di pistola. Tanta paura per il bomber di Fiorentina, Bayern Monaco, Verona e Palermo (con parentesi in Juve e Roma), come quella vissuta nell' autunno scorso a Vinovo (Torino) dall' ex centrocampista bianconero Claudio Marchisio o dal tecnico perugino Serse Cosmi nella sua villa a Brufa (Perugia) dove fu anche malmenato.

 

Che i calciatori famosi, e anche quelli meno famosi, siano nel mirino dei banditi non è certo una novità. A Napoli, ad esempio, molti azzurri sono stati presi di mira anche di recente - perfino con armi puntate in faccia, come Marek Hamsik -, e alcuni - come il brasiliano Allan, detto «il Mastino» - sono andati via anche per questo motivo.

 

correa

A Roma, dove nel gennaio scorso l' intera squadra femminile giallorossa di serie A è stata derubata negli spogliatoi del centro sportivo del Coni all' Acqua Acetosa durante un allenamento, le aggressioni per rapina anche ai giocatori sono frequenti: qualche anno fa Dino Zoff fu picchiato e minacciato dai banditi al Fleming, poi è stata la volta del «Ninja» Radja Nainggolan, derubato in casa, come tanti altri giocatori romanisti, spesso in zona Casal Palocco (fra le vittime anche l' ex di Real e Milan Christian Panucci a Grottaferrata). Daniel Ciofani, ex bomber del Frosinone, ora della Cremonese, ha subìto la stessa sorte a Prati, dove a giugno un altro romanista, Bryan Cristante, ha invece messo in fuga due balordi in motorino.

 

La malavita non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno ai parenti dei calciatori, come la madre di Nicolò Zaniolo, Francesca Costa, rapinata di auto e borsa all' Eur sotto la minaccia di una pistola, nel 2019. Un fenomeno non solo romano o napoletano, però: fra gli ultimi aggrediti il presidente del Brescia Massimo Cellino («Li ho presi a calci», ha detto), il fuoriclasse viola Franck Ribery (svaligiata la sua abitazione a Bagno a Ripoli, vicino Firenze) e il centrocampista del Milan Samu Castillejo, minacciato a giugno a Milano.

 

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