novak djokovic

“HO ROTTO L’ISOLAMENTO PER NON DELUDERE IL GIORNALISTA” – QUELLO SVALVOLONE DI NOVAK DJOKOVIC AMMETTE CANDIDAMENTE DI ESSERSI PRESENTATO A UN’INTERVISTA CON “L’EQUIPE” DUE GIORNI DOPO ESSERE RISULTATO POSITIVO AL COVID A DICEMBRE: “HO PRESO TUTTE LE PRECAUZIONI, TRANNE QUANDO È STATA SCATTATA UNA FOTO” – INTANTO ACCUSA UN MEMBRO DEL SUO STAFF PARLANDO DI “ERRORE UMANO” NELLA PRESENTAZIONE DEL VISTO, MA IN REALTÀ NELLA DICHIARAZIONE HA MENTITO DICENDO CHE…

1.DJOKOVIC POSITIVO DURANTE UN'INTERVISTA: «È VERO, HO ROTTO L'ISOLAMENTO PER NON DELUDERE IL GIORNALISTA»

DJOKOVIC19

 

Da www.ilmessaggero.it

 

Novak Djokovic lo ammette: due giorni dopo essere risultato positivo al coronavirus ha infranto le regole di isolamento per incontrare un giornalista per una intervista. Su Instagram, Djokovic ha ammesso che sì, avrebbe dovuto rimandare. «Mi sono sentito in dovere di condurre l'intervista a L'Equipe perché non volevo deludere il giornalista», ha scritto Djokovic nel post di Instagram.

 

Djokovic arriva a Melbourne

Djokovic, intervista da positivo

Il numero del Tennis mondiale ha garantito che in quell'occasione ha «preso le distanze sociali e ho indossato una mascherina, tranne quando è stata scattata una fotografia». Nel post, il campione serbo ha anche accusato il suo agente di aver commesso un errore nel modulo di viaggio per l'Australia, dove è andato per giocare gli Open 2022. È invece «disinformazione», ha aggiunto, quella che sostiene che sia andato in giro dopo il test positivo del 16 dicembre.

 

«Errore umano»

Novak Djokovic ha ammesso in un post su Instagram che la dichiarazione di viaggio rilasciata alle autorità di frontiera al suo arrivo in Australia conteneva informazioni non corrette, avendo affermato nel questionario Covid che non aveva viaggiato nei 14 giorni precedenti, mentre in realtà si era recato in Spagna dalla Serbia. Il tennista, che dopo una prima vittoria in tribunale attende ancora la decisione definitiva del governo di Canberra sul visto per restare nel Paese e partecipare agli Australian Open, ha parlato di un «errore umano e certamente non volontario» di un membro del suo staff, precisando che «nuove informazioni» sono state fornite alle autorità australiane per «chiarire questa questione».

Djokovic si allena in Spagna il 31 dicembre 2

 

2. DJOKOVIC, ORMAI È UNA SPY-STORY SPUNTA UN NUOVO GIALLO SUL VISTO

Marco Calabresi per il “Corriere della Sera”

 

Il palleggio prolungato ripreso da un drone alzato da una tv australiana sul Melbourne Park per riprendere clandestinamente l'allenamento di Novak Djokovic è metaforico. Sono state ore di lunghi scambi: di accuse, di carte bollate, di rimbalzi di responsabilità, con Djokovic che per primo ha strappato il servizio. Il match point, però, ha continuato ad avercelo in mano il governo, nella persona del ministro dell'Immigrazione Alex Hawke, che non è comunque tra le teste di serie dell'Australian Open.

 

djokovic a dicembre senza mascherina 5

Novak, invece, c'è: è la numero uno, Tennis Australia non vede l'ora di averlo in campo, figuriamoci se poteva pubblicare un elenco sub judice. Sarà stranissimo, da lunedì, parlare solo di tennis: Berrettini, Sinner e gli altri azzurri, ahinoi, sono diventati dei puntini lontani rispetto alla spy story di quest' ultima settimana. Ogni giorno ne esce una, e tutte sembrano essere contro Nole, del quale gira un audio sul web dei giorni scorsi - probabilmente destinato a un parente, forse al fratello - con la voce provata dalla stanchezza.

 

djokovic

«Per ora sono un uomo libero, vediamo cosa ci riserva il domani». Ma alla fine, però, si torna sempre alla notte all'aeroporto Tullamarine, dove Djokovic è arrivato sicuro di andare al nastro bagagli e poi in hotel, mentre invece è stato tenuto fino all'alba sotto interrogatorio dalla polizia di frontiera. Nel travel form che si compila per entrare in Australia, Nole ha dichiarato di non essersi mosso dalla Serbia nei 14 giorni precedenti il viaggio, ma il web e i social non perdonano, soprattutto con una celebrità planetaria, presa d'assalto da tifosi in cerca di selfie e da cacciatori di foto.

 

Novak Djokovic 2

Nelle due settimane prima di imbarcarsi a Melbourne, Djokovic ha viaggiato eccome, stabilendosi per qualche giorno a Marbella, ad allenarsi con temperature più favorevoli. «Fornire informazioni false e fuorvianti è un reato grave. Potresti (riferito al soggetto che lo compila, ndr ) essere anche passibile di una sanzione civile». Tradotto: vaccinato o meno, chi dichiara il falso va a casa. Non è tutto: un'indagine del quotidiano tedesco Der Spiegel avrebbe addirittura messo in dubbio l'autenticità del tampone positivo del 16 dicembre (quello dopo il quale Djokovic è comunque apparso in eventi pubblici senza neanche la mascherina), che in realtà sarebbe del 26.

Novak Djokovic

 

A migliaia di chilometri da Melbourne, intanto, è tornata a casa Renata Voracova, la 38enne doppista della Repubblica ceca che ha vissuto una situazione simile a quella di Djokovic. Entrata in Australia da non vaccinata, non le è bastato dimostrare di aver avuto il Covid. «In realtà ero in una situazione diversa da quella di Novak - ha raccontato -. Poi lui è il numero uno e non ha problemi economici.

 

DJOKOVIC E IL PADRE

Quando mi è stato detto che il mio visto era stato cancellato e quanto sarebbe stato difficile riaverlo indietro, non aveva senso per me rimanere in Australia. Di sicuro, però, chiederò un risarcimento a Tennis Australia. Spero non ci sia bisogno di finire in tribunale, ma solo il viaggio mi è costato 2.500 euro». Quelli che Djokovic guadagna con un dritto.

DJOKOVIC 1djokovic 12MEME SU NOVAK DJOKOVIC IN VERSIONE TOM HANKS IN THE TERMINALdjokovic con una fan a marbelladjokovic con una fan a marbelladjokovic Djokovic si allena in Spagna il 31 dicembreLa foto condivisa il 25 dicembre di Petar Djordjic e Novak Djokovicdjokovic a dicembre senza mascherina 3nole djokovic

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?