malago' gravina

“MA TU SARESTI RIUSCITO A METTERE D’ACCORDO CHI PUNTA ALLO SCUDETTO (LOTITO) CON CHI TEME DI RETROCEDERE (CELLINO E CAIRO)?” – LA TELEFONATA BOLLENTE DI GRAVINA A MALAGO’. MA IL DISSENSO RESTA TOTALE. PER IL NUMERO 1 FIGC CHIUDERE ANZITEMPO IL TORNEO SIGNIFICHEREBBE RINUNCIARE A TRECENTO MILIONI DI EURO DI DIRITTI TV. MA COSA ACCADREBBE SE UNA VOLTA RIPARTITI UN TESSERATO RISULTA POSITIVO AL COVID?

Alessandro Barbano per il Corriere dello Sport

 

malagò

U na telefonata di buon mattino, appena letti i giornali, i toni che si alzano, poi un finale più conciliante. Ma il dissenso resta totale. Gabriele Gravina non ha gradito le accuse al suo operato espresse dal presidente del Coni Giovanni Malagò, nell’intervista al Corriere dello Sport-Stadio. E gliel’ha detto con tutti i suoi argomenti nei venti minuti di colloquio, arrivando a sostenere che quelle censure suonano come un atto di sfiducia da chi «non è più in sintonia con lo sport».

 

 

Il presidente della Figc rifiuta la critica di «procedere a vista» e di non aver trovato un accordo chiaro con tutti i soggetti coinvolti, dai presidenti dei club alla Lega, dalla Uefa alla Fifa, dai calciatori alle Tv. Perché le conference call con tutte le componenti che gravitano attorno al calcio sono quasi quotidiane, e così pure i contatti con l’Uefa e le leghe top, consultate almeno sei volte nell’ultimo mese e con cui si tornerà a parlare il 21 aprile. Ma tu, gli avrebbe chiesto provocatoriamente Gravina in uno dei passaggi più accesi, saresti riuscito a mettere d’accordo chi punta allo scudetto con chi teme di retrocedere? Il riferimento era da una parte a Lotito e dall’altra a Cairo e Cellino, i più esposti nella campagna contro la ripresa.

malagò gravina

 

Perché il presidente della Figc è convinto che una parte dei dubbi e delle polemiche contro la sua linea rispondano ad interessi che poco hanno a che fare con la salute dei calciatori e le finanze dell’impresa calcio. Che lui, come ha ribadito nella telefonata a Malagò, intende difendere insieme e allo stesso modo. E la prova che ciò sia possibile sarebbe venuta proprio dall’avallo del comitato scientifico della Federazione, che ha vidimato la road map per far ripartire gli allenamenti, convincendo anche il virologo Giovanni Rezza a fare marcia indietro e ad aprire alla fase due del calcio.

 

Quanto ai conti del sistema, le ragioni per non fermarsi sarebbero, secondo Gravina, ancora maggiori. Il contratto stipulato tra la Lega e Sky dispone infatti che una riduzione del numero di partite giocate determini una riduzione proporzionale dei diritti pagati al calcio dal network, a meno che lo stop non sia imposto da una causa di forza maggiore. Tale causa sta, secondo Gravina, nel decreto del governo. Fare propria una volontà della pubblica autorità significherebbe rinunciare a trecento milioni di euro. Chi non comprende questo, avrebbe rinfacciato Gravina a Malagò, non fa gli interessi del calcio.

 

spadafora malagò

 

La strategia della Figc continuerà a ruotare attorno a tre punti fermi. Primo: quando il governo riapre il Paese, il calcio riparte. Secondo: si riparte insieme con le altre federazioni europee. Terzo: i campionati si portano a termine, anche se si trattasse di giocarli in autunno. Per questo Gravina ha respinto al mittente le accuse di indeterminatezza sui tempi e sui piani. L’unico riferimento oggettivo è la data del 4 maggio come probabile fine del lockdown. Se la previsione sarà rispettata, ha detto il presidente della Figc, facciamo tre-quattro settimane di ritiro e di controlli sanitari e il primo giugno si parte, per finire a metà luglio. Se il governo pospone la riapertura di quindici giorni, il campionato slitta e si adegua alle norme.

 

gravina club sky

Questo nel pensiero del capo del calcio italiano è realismo, non indeterminatezza. E soprattutto rispetto delle norme. Certo, altre federazioni si sono orientate diversamente e hanno cancellato i campionati. Ma adesso, avrebbe ammonito Gravina, vedrai che conflitti che si aprono. La dimissione dei presidenti del volley ne sarebbe a suo giudizio solo l’antipasto. Se io avessi riunito il consiglio federale e bloccato i campionati con un atto d’imperio, avrei commesso un abuso di potere. E come glielo sarei andato a spiegare a Oreste Vigorito, che col suo Benevento ha 22 punti di vantaggio sulla terza? O come avrei detto alla Roma che deve rinunciare al suo sogno di qualificarsi per la Champions?

 

 

Al netto del vivace scambio di battute, è chiaro che tra Malagò e Gravina i rapporti sono ormai logorati. Nel racconto che il capo della Figc ha fatto di questo scambio di battute, non ha celato l’amarezza per quel sostegno che gli sarebbe mancato dal Coni nella battaglia che sta conducendo per salvare il calcio. Se avessi chiuso il campionato, ha detto Gravina ai suoi più stretti collaboratori, magari mi sarei messo sotto all’ombrello di Malagò e mi sarei goduto le vacanze di Pasqua in famiglia. Invece sto lavorando giorno e notte per rimettere in piedi il sistema.

 

gravina club sky

Perché il Paese ha perso tante vite e tanta ricchezza, e il sacrificio di medici e infermieri in prima linea ci impone di pensare al futuro. Nella convinzione di Gravina, l’andamento dell’epidemia è discendente e maggio sarà il mese della ripartenza del Paese. Ma in ogni caso, ha detto il presidente della Figc, il calcio si batterà con ogni mezzo per portare a termine i campionati in sicurezza.

 

mancini cairo gravina

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO/1 –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…