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UN MUSETTI DA FAVOLA! A 16 ANNI IL TENNISTA AZZURRO (CHE VOLEVA FARE L’ATTORE) E’ CAMPIONE UNDER 18 AGLI AUSTRALIAN OPEN: E’ IL QUINTO ITALIANO A VINCERE UNO SLAM JUNIORES – LA PRIMA VOLTA CON LA RACCHETTA IN MANO NEL GARAGE DELLA NONNA, GLI ELOGI DI DJOKOVIC E BUFFON, LA LETTERA DI DIEGO NARGISO CHE VINSE WIMBLEDON JUNIORES NEL 1987: “E’ PROPRIO ADESSO CHE INIZIANO I GUAI” – VIDEO

 

STEFANO SEMERARO per www.lastampa.it

 

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Una finale piena di emozioni, e il più bravo a domarle è stato Lorenzo Musetti: il primo italiano a vincere il torneo under 18 degli Australian Open, superando in finale Emilio Nava per 4-6 6-2 7-6 (14-12) sul cemento nobile della Rod Laver Arena, il centrale di Melbourne.

 

È l’undicesima volta che un tennista italiano alza la coppa in un torneo giovanile dello Slam, l’ultimo era stato Gianluigi Quinzi, il trionfo del ragazzo di Macerata, 17 enne ancora da compiere (li compirà a marzo) quindi un anno sotto il limite di età, è la conferma di quanto aveva già fatto vedere l’anno scorso, quarti a Wimbledon e finale agli Us Open. Non a caso Lorenzo era testa di serie numero 1 a Melbourne.

 

Stamattina all’alba è sceso in campo contro la testa di serie numero 13, Emilio Nava, e all’inizio la potenza impressionante dello statunitense, anche lui 17 anni, che già serve sopra i 200 all’ora, è stata determinante (anche se Musetti ha avuto anche tre palle break consecutive). Nel secondo set Lorenzo ha preso le misure a Nava, ha piazzato due break e se lo è aggiudicato facilmente. Il terzo set è stato un thriller, soprattutto nel super tie-break a 10 punti che da quest’anno in Australia si gioca sul set decisivo. Prima tre matchpoint a favore non trasformati, l’ultimo sull’1-10 con un doppio fallo, uno annullato a Nava sul 12-11, poi l’errore dell’americano che ha chiuso il match e fatto sdraiare Lorenzo sul campo per la felicità. Raddoppiata dal fatto che a premiarlo è stato Ivan Lendl, l’ex numero 1 oggi allenatore di Sascha Zverev.

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Che sicuramente avrà apprezzato la forza mentale dell’italiano, che ha saputo reggere la pressione di giocare tutto il torneo da favorito, superando in semifinale nel derby italiano anche l’amico e compagno di stanza Giulio Zeppieri.

 

«Dedico la vittoria alla mia famiglia, al mio staff e alla Fit che mi sta aiutando molto nella crescita. A New York la finale era stata un po’ casuale, anche se mi era bruciato perderla. Qui tutti si aspettavano il risultato e non era facile confermarsi, anzi fare meglio. Giocare su un campo così grande non è facile, ma c’era tanto pubblico a vederci, è stata un’esperienza incredibile. Ma so che questo è solo un punto di partenza».

 

Sul torneo aveva già lasciato un segno con il tweener, il colpo sotto le gambe, giocato nei quarti contro lo spagnolo Verona, diventato subito uno degli highlight del torneo. «Quando sullo schermo gigante dopo un colpo di Nadal hanno fatto passare il mio tweener mi sono emozionato», aveva ammesso Lorenzo, che si allena con coach Giacomo Tartarini al CT La Spezia, è seguito dalla Fit al centro tecnico di Tirrenia e qualche settimana la passa anche in Costa Azzurra all’Academy di Patrick Mouratoglou, il guru tecnico di Serena Williams e Stefanos Tsitsipas.

 

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A livello under 12 Papà Musetti lavora nelle cave di marmo più famose del mondo, Lorenzo intaglia rovesci a una mano e gioca facile, fluido. Un po’ come il suo idolo Roger Federer. «Mio padre è sempre stato un grande appassionato, mi ha messo per la prima volta in mano una racchetta nel garage di mia nonna, e da allora non ho più smesso». Vincere gli Slam o diventare numero 1 del mondo under 18 conta relativamente, ci sono riusciti Edberg e Federer ma anche decine di talentini promettenti, poi scomparsi nelle sabbie mobili fra tornei giovanili e professionismo. Il successo di Musetti completa quindi un Grande Slam azzurro under 18 nel maschile: in passato Corrado Barazzutti e Andrea Gaudenzi avevano vinto da under 18 a Parigi, Diego Nargiso e Ganluigi Quinzi a Wimbledon, ancora Gaudenzi agli Us Open.

 

Sono risultati da prendere senza creare troppe aspettative. Ma una volta che si è a tiro, certi match è comunque meglio prenderseli. Bravo Lorenzo.

 

2. NARGISO

Il post di Diego Nargiso su Facebook

Caro Lorenzo,

ti scrivo questa lettera che probabilmente non leggerai mai e della quale magari non te ne fregherà niente ma credimi che ci tengo tanto

 

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Le delusioni possono essere enormi..La pressione può schiacciarti..le aspettative possono bloccarti..Ma tu non mollare mai!!! Stai vicino a chi ti ha portato lì… Stai vicino a chi veramente ti ha aiutato a crescere don da bambino. Non farti accecare dalle sirene francesi, quelle che ti prometteranno marine Monti palma poi spariranno nei momenti difficili…quelli che ora cavalcano l’onda e poi ti lasceranno da solo non appena avrai delle normali flessioni che ti serviranno a crescere e ripartire… Simone, Filippo, Umberto e Stefano ti stanno portando su e ci crederanno sempre come adesso. Fai quadrato con loro a partire da ora e non permettere a nessuno di alterare i vostri equilibri. È proprio adesso che cominciano i guai. Hai vinto tra i piccoli con un anno di anticipo. Così ho fatto io e Quinzi, Andrea e Claudio… Poi però tutto comincia daccapo. Devi credere sempre in te stesso, ma non perdere mai l’umiltà di voler di voler imparare, continua ad ascoltare chi ti suggerirà come crescere, poi però prendi tu le decisioni e non voltarti più indietro. Percorri questa bellissima avventura spingendo forte verso i tuoi sogni e non perderti neanche un giorno del viaggio… Perché è proprio questo che poi ti resta dentro…Tutti ti prendono per un predestinato ma è dura dimostrarlo ogni giorno e tu non devi farlo per nessuno tranne per te stesso… Goditi questa occasione e cerca di godertela appieno. In bocca al lupo, spero che tu possa arrivare proprio dove alcuni di noi potevano e non sono stati. Ti seguirò con grande piacere ed attenzione..e sarò sempre dalla tua parte!!! Diego Nargiso”

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