tancredi

PALLOTTA GO HOME! NUOVI STRISCIONI DEI TIFOSI ROMANISTI CONTRO IL PATRON. ANCHE FRANCO TANCREDI, PORTIERE DEL SECONDO SCUDETTO, GLI DA’ IL FOGLIO DI VIA A RADIO 2: “IL PERIODO DI PALLOTTA ALLA ROMA E’ TERMINATO. CON DINO VIOLA I CONTRATTI SI FIRMAVANO CON UNA STRETTA DI MANO…” – E POI LIEDHOLM E IL MAGO MAGGI, LA FINALE DI COPPA CAMPIONI CON IL LIVERPOOL ("SUL GOL SUBITO C’ERA UN FALLO GROSSO COME UNA CASA”), IL DRAMMA DI AGOSTINO DI BARTOLOMEI, GLI ANNI NELLO STAFF DI CAPELLO. E SU ALISSON… - VIDEO

 Da Le Lunatiche: https://www.raiplayradio.it/programmi/lelunatiche/

 

Sul ruolo del portiere:

 

franco tancredi

Mi ha sempre affascinato fare il portiere. Mi piacerebbe sfatare un po’ il fatto che il portiere deve essere folle, ci deve essere una sana follia perché sei abituato a pensare in massimo un secondo e quindi devi usare molto il cervello. Poi devo dire che da ragazzino, da quando ho cominciato a fare il portiere ho sempre voluto fare il portiere. In quel periodo avevo punti di riferimento che erano Zoff, Albertosi.

 

Su Italia-Germania 4-3:

È stata una partita epica che ha segnato e fatto la storia del calcio mondiale. Diciamo che c’era qualche allenatore che non condivideva che quella partita, soprattutto sul piano tattico, fosse una partita perfetta, però è stata piena di pathos. Mi ricordo che dopo fatto da riserva al mondiale di Città del Messico nel 1986, quello che Maradona ha vinto praticamente da solo, il Messico era un posto molto complicato per giocare a calcio perché si giocava a 2000 m a mezzogiorno per questioni televisive con il resto degli altri continenti, quindi è stata una partita epica e a tratti anche bella. 

striscione contro pallotta

 

Poi ho avuto la fortuna di stare due anni al Milan e a me Enrico Albertosi piaceva tantissimo, nonostante c’erano partiti diversi che dicevano che Albertosi era più forte di Zoff e viceversa, ma a me piaceva tantissimo questo suo modo scanzonato di interpretare il ruolo.

 

Su Dino Viola e Nils Liedholm

pallotta friedkin

Io devo tutto al presidente che mi ha sempre voluto e che per noi era come un padre, erano altri tempi rispetto al calcio di oggi. Prima si firmavano i contratti con una stretta di mano. Quello con Nils Liedholm è stato un binomio fantastico, perché ha tolto dalla porta della Roma Paolo Conti per mettere me. Quindi diciamo che sono stato fortunato di capitare al momento giusto nel posto giusto, avendo dato anche delle buone prestazioni per poter fare più di 300 partite con la Roma.

 

La scaramanzia di Liedholm è risaputa in tutto il mondo. Mi ricordo quando nell’anno dello scudetto andammo a giocare un secondo turno delle Coppe a Norrköping, dove vincemmo ai calci di rigore infatti io parai 2 calci di rigore su 4. Lui alla fine della partita è venuto e mi ha detto

 

pallotta friedkin

“Hai visto il famoso Mario Maggi come ti ha guidato? Come ti ha fatto parare i rigori?”. Io infatti dicevo sempre che più che a uno svedese assomigliava a un uomo del sud Italia. Un altro aneddoto è quello che prima della partita lui si sedeva sulla mia maglia e io mi arrabbiavo con i magazzinieri perché a me piaceva vestirmi con calma e non riuscivo mai a trovare la maglia, loro lo sapevano che ce l’aveva Liedholm sotto di lui. Ci sono tanti aneddoti e ricordi bellissimi, Liedholm mi ha migliorato sia come portiere che come uomo.

franco tancredi

 

Quella squadra è stata costruita magistralmente da Viola e Liedholm. È stato un crescendo, perché prima abbiamo vinto due Coppe Italia poi c’è stato quel goal di Turone, poi siamo arrivati terzi nell’81 e poi c’è stata la cavalcata dell’82/83 meritatamente contro una grandissima Juventus che schierava dall’altra parte nove nazionali più Boniek e Platini, quindi la vittoria nostra vale ancora di più.

 

Su Roma-Liverpool

C’è un grande rammarico che è quello del sogno, quello che potevamo fare veramente la storia sotto tutti i punti di vista, che era la sconfitta ai calci di rigore contro il Liverpool nella Coppa dei Campioni soprattutto giocata nel nostro campo con i nostri magnifici tifosi.

 

Secondo me è cominciato da molto prima che quella partita sembrava ed è stata storta. Come non ricordarsi il goal che abbiamo subito, un fallo grosso come una casa e l’arbitro ha dato la regola del vantaggio. Quindi è stato doppiamente un errore, perché sulla carica del portiere la regola del vantaggio non esiste.

 

viola falcao liedholm

Perché quando ho perso la palla è andata sui piedi di Bonetti ed è lì che lui si è convinto che il gioco poteva continuare e invece non era così. Poi abbiamo avuto i giocatori che dovevano battere i calci di rigore con Pruzzo che è uscito alla fine del primo tempo per un infortunio, poi Cerezo a 5 minuti dalla fine dei tempi supplementari ed era un rigorista. Quindi tutto è andato per il verso sbagliato. Però io sono molto orgoglioso di aver partecipato, perché è stata veramente una cavalcata incredibile. Certo, è mancata la ciliegina sulla torta, però per noi era anche la prima volta quindi abbiamo dovuto pagare dazio in questo senso.

 

Sulla morte di Agostino Di Bartolomei

LIEDHOLM - CONTI - DINO VIOLA - FALCAO

Sono rimasto pietrificato perché in quel momento stavo guardando il telegiornale, quindi ho assistito in diretta. Siamo rimasti tutti orfani di un grande amico, di un grande calciatore, di una persona intelligente.

 

Lui aveva questo suo carattere molto chiuso, era difficile da poter capire e interpretare i suoi problemi o malesseri. Se ne sono dette tante ma io non sono andato dietro a queste cose e non ci andrò mai, io ricordo solo che ha me ha fatto tanto del bene e mi ha aiutato tantissimo, era il mio capitano. Quello era uno spogliatoio pieno di personalità e quando parlava lui stavamo in rigoroso silenzio ad ascoltarlo. Sono rimasto molto legato alla famiglia di Agostino e lo sarò sempre. Per me è un vuoto che non si colmerà mai.

falcao

 

Su Paulo Roberto Falcao

Falcao è stato colui che ci ha portato la famosa mentalità vincente, perché era un giocatore immenso sia fuori che dentro il campo. Ci ha fatto capire cosa volesse dire voler lottare con grande continuità anno per anno contro le grandi squadre.

 

Quando avevo la palla tra le mani Liedholm non voleva che la rinviassi con i piedi, volva come adesso che l’azione partisse da dietro e io trovavo Falcao sempre smarcato, ma io non gliene faccio una colpa. Se uno non se la sentiva non se la sentiva. Io alla fine della partita glielo chiesi e lui mi diceva che aveva male alla gamba e non riusciva a camminare.

falcao

 

Sul dualismo con Giovanni Galli a Messico 86

Quello è un altro cruccio che mi porto dietro. Avevo giocato quasi tutte le partite amichevoli, nell’82 siamo stati campioni del mondo quindi noi facevamo solo amichevoli prima dei Mondiali del Messico. Quindi facevo queste amichevoli, le ho giocate bene, pensavo di essere io il titolare poi quello che è successo non lo so.

 

Mi è stato detto quando è stata fatta la scelta che avrebbe giocato Galli, solo perché era il terzo portiere dei Mondiali in Spagna. Questo mi ha rammaricato ancora di più perché avrei preferito che mi avessero detto che secondo loro era più bravo Galli e che quindi avrebbero avuto più garanzie.

FALCAO NAPPI

 

Su Fabio Capello e la Juventus

Sono molto grato a Fabio Capello perché mi ha dato la possibilità di lavorare in Italia e all’estero, quando mi ha richiamato dal settore giovanile in prima squadra ho fatto due anni. In quel periodo dovevamo andare all’Inter, invece poi siamo andati alla Juventus e io a quel punto non ho saputo comunicare, ma c’è stata una situazione poco chiara e Fabio mi ha chiesto se volevo continuare a lavorare con lui, io da buon professionista mi sono accodato ma con grande rispetto verso i tifosi della Roma. Dopo ci siamo capiti, ci siamo riappacificati e quindi tutto è tornato alla normalità. È stato anche esasperato il concetto, c’erano delle situazioni poco chiare.

 

andreotti falcao viola

Su James Pallotta

Penso che il periodo di Pallotta alla Roma sia terminato e questo era accaduto prima di questa tremenda pandemia. Secondo me era quasi tutto fatto con il cambio della proprietà.

 

Poi dopo è successo quello che è successo quindi il calcio riprende piano piano e mi auguro anche, sia per Pallotta che per il nuovo proprietario, che vadano in porto le operazioni in modo da poter riprogrammare tutto, da poter dare soprattutto delle soddisfazioni al popolo giallo-rosso,  che lo merita perché è sempre presente, sempre al fianco della squadra. In questo momento di confusione generale c’è una certezza, e non è poco, che è Fonseca. 

FALCAO DURANTE LA FINALE DI COPPA CAMPIONI CONTRO IL LIVERPOOL

 

Ho grande stima di questo allenatore e speriamo che tutto vada al proprio posto e si riesca a risolvere questa situazione, perché i tifosi della Roma meritano di più. Io sono romanista dai capelli ai piedi. Trentuno anni di militanza non me li può togliere nessuno, ho vissuto dei momenti bellissimi sia da calciatore che da collaboratore tecnico. Sarò sempre riconoscente alla Roma e ai suoi tifosi che mi hanno sempre accolto bene, tranne quella parentesi che è stata chiarita. Io adesso spero che lo stadio venga riaperto al pubblico e porterò il mio nipotino a vedere le partite della Roma

fabio capello

 

Sulla cessione di Alisson

È stato ceduto perché come sempre c’era una gestione che non poteva fare a meno di poter vendere Alisson. A me piace da morire Alisson, l’anno scorso l’ho visto alla finale di Coppa dei Champions League, non ha fatto solo parate incredibili ma ha fatto proprio una partita perfetta che solo un grande portiere può fare. A me è dispiaciuto però capisco che bisognava anche tappare le falle e quindi non si poteva fare diversamente.

alissonalissonalissonagostino di bartolomei sebino nelaedizione dedicata a di bartolomeiagostino di bartolomei 19agostino di bartolomei 9franco tancredi superchi falcao

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO