"SONO E SARÒ SEMPRE QUESTA. HO FINITO", SEMENYA PENSA AL RITIRO DOPO LA SENTENZA DEL TAS, CHE LA OBBLIGA A SOTTOPORSI A UNA CURA ORMONALE PER POTER PARTECIPARE AI MONDIALI DI DOHA – LE PAROLE DELLA CAMPIONESSA OLIMPICA DEGLI 800 METRI NON LASCIANO SPAZIO A DUBBI: "SAPERE QUANDO ANDAR VIA È SAGGIO. AVERE LA CAPACITÀ DI FARLO CORAGGIOSO. FARLO A TESTA ALTA DIGNITOSO"

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Da repubblica.it

 

Caster Semenya non vuole più lottare. A 24 ore di distanza dalla sentenza Tribunale Arbitrale dello Sport che ha respinto il ricorso dell'atleta e della federazione sudafricana (Asa) in merito al nuovo regolamento Iaaf sugli atleti iperandrogenici che producono naturalmente alti livelli di testosterone, la campionessa olimpica degli 800 metri si lascia andare allo sconforto.

 

Lo sconforto sui social

Dopo aver risposto con una dichiarazione di guerra alla sentenza Tas che la obbliga a sottoporsi a una cura ormonale per poter partecipare ai Mondiali di Doha, la Semenya si è sfogata su Twitter. "Sapere quando andar via è saggio. Avere la capacità di farlo coraggioso. Farlo a testa alta dignitoso". Messaggi che lasciano poco spazio all'interpretazione e fanno pensare alla voglia di ritirarsi.

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Ieri la due volte campionessa olimpica sudafricana aveva diffuso un comunicato nel quale aveva chiaramente espresso la sua volontà: "Non mi fermeranno". Era poi emerso che, secondo le indicazioni Iaaf, Semenya ha sette giorni per far calare i livelli di testosterone nel suo sangue. Così oggi sono arrivati messaggi ben più negativi. E ai sostenitori che dal suo profilo twitter le chiedevano di non mollare, l'olimpionica ha risposto: "Io sono e sarò sempre questa. Ho finito"

 

Iaaf applicherà regola testosterone anche nei 1500

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La Iaaf ignorerà quando disposto dal Tas di Losanna in relazione al caso Semenya e applicherà la regola sul tasso di testosterone, che prevede la riduzione dei livelli per le donne che ne producono troppo, anche per la gara dei 1.500 donne. Lo ha detto il presidente della federazione internazionale di atletica, Sebastian Coe.

 

Il Tribunale dello sport aveva regolato la vicenda dando ragione alla Iaaf sulla vicenda delle atlete iperandrogene ma stabilendo che con c'è "evidenza conclamata" che una tale condizione possa produrre dei vantaggi anche nella gara dei 1500. La Semenya, olimpionica e campionessa del mondo degli 800, avrebbe invece dovuto sottoporsi a cure ormonali per poter continuare a gareggiare nella prova 'regina' del mezzofondo. Ma la Iaaf ha deciso d'ignorare tale considerazione e applicherà la regola anche nei 1500, specialità di cui in passato Coe è stato il 're'.

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