correa

L’INTER BALLA IL "TUCU TUCU" - ESORDIO BOMBASTICO CON UNA DOPPIETTA PER IL "TUCU" CORREA ENTRATO A UN QUARTO D’ORA DALLA FINE - DOPO L'ERRORE DI HANDANOVIC NEL PRIMO TEMPO, PRIMA LAUTARO E POI L'EX LAZIALE RIBALTANO IL VERONA - FABRIZIO BIASIN MOSTRA UNA CONVERSAZIONE IN CUI WALTER ZENGA DEFINISCE CORREA “UN FENOMENO” – L’INTERISTA LABATE: "CORREA HA UN SOPRANNOME PAZZESCO, DA LIBRO DI SORIANO…” (IN REALTA' IL SOPRANNOME DELL'ARGENTINO E' LEGATO A...)

LE ORIGINI DEL SOPRANNOME

Correa viene chiamato fin da quando era ragazzino “El Tucu”, un'abbreviazione di tucumano. L'attaccante dell'Inter è, infatti, nato in una piccola città argentina della regione del Tucumán. 

 

 

Luca Taidelli per gazzetta.it

 

correa

Dopo quelli con i fuochi d'artificio di Calhanoglu e Dzeko col Genoa, l'Inter si gode l'esordio stellare del Tucu Correa, cui bastano i 20' finali per affossare un buon Verona dopo il gol di Ilic (pasticcio di Handanovic, un film già visto) e il pareggio di Lautaro. La LuLa insomma ha già lasciato il posto alla CoLa in salsa argentina. Inter, meno brillante rispetto alla settimana scorsa (anche perché l'avversario era più tosto), ma a punteggio pieno.

 

LE SCELTE

Di Francesco preferisce Hongla a Tameze per sostituire lo squalificato Veloso. Con Barak e Zaccagni, in attacco c'è a sorpresa Cancellieri, con la rinuncia a un attaccante centrale di ruolo per non dare riferimenti alla difesa avversaria. Inzaghi conferma l'undici che ha asfaltato il Genoa, con l'eccezione di Lautaro (squalificato e acciaccato contro il Grifone) che affianca Dzeko e manda in panchina Sensi.

 

correa

HARAKIRI—   L'Inter parte bene, come contro il Genoa, pressa alta e potrebbe passare già al 13' con Lautaro che sfrutta un errore di Faraoni e costringe Montipò alla paratona. Passano due minuti e dall'altra parte Handanovic la fa grossa. Il capitano cerca di avviare l'azione (la famosa costruzione dal basso che accende gli italici dibattiti pallonari) ma sbaglia la misura del passaggio per Brozovic, Ilic piomba sul croato, è fortunato nel rimpallo e bravissimo a segnare con un tocco sotto di sinistro.

Un assurdo remake di quanto successo il 23 dicembre scorso, quando la papera di Handa (ma con l'Inter in vantaggio) era stata sfruttata sempre dall'ex City. La gara gira qui, anche a livello psicologico. Perché il Verona prende coraggio e campo, l'Inter si allunga, Calhanoglu si alza troppo e non aiuta Brozo in costruzione. S'ingolfano anche Lautaro e Dzeko, che alla prima insieme avevano iniziato bene ma poi faticano a capirsi e trovarsi. Prima dell'intervallo si registrano soltanto un colpo di testa alto di Barella e una girata in curva del Toro. Sono così i padroni di casa ad andare più vicini al raddoppio, ma il baby Cancellieri calcia male dopo un break di Zaccagni.

correa inter 3

 

SQUILLO TORO—   Nessun cambio nell'intervallo, ma cambia subito il risultato. Rimessa laterale chilometrica di Perisic, Hongla contrasta Dzeko ma serve involontariamente Lautaro che di testa a due passi da Montipò non può sbagliare e segna il 50°gol in nerazzurro. Ceccherini ha problemi alla caviglia e deve lasciare il posto a Casale. Al 10' il Toro sfiora il raddoppio, sempre da rimessa laterale di Perisic, ma il suo sinistro esce di un soffio. E la rabbia monta al 13' quando l'argentino cade in area dopo un contrasto con Hongla. Manganiello fa giocare, ma il rigore ci stava. Di Francesco manda in campo Lasagna per Cancellieri. Inzaghi al 21' risponde con l'ex Dimarco e Vidal per Perisic e Brozovic, appena ammonito. Visto che i suoi faticano a trovare spazi, Bastoni si mette in proprio e col mancino costringe Montipò a una parata non facile. E' il preludio ad un finale a senso unico. Il Verona paga una gara sopra ritmo, l'Inter la mette all'angolo anche se fatica a creare occasioni limpide.

biasin zenga

Al 29' scocca l'ora di Correa, che prende il posto di Lautaro. Il Tucu al primo pallone in nerazzurro pesca l'inserimento di Barella, che però scivola appena entrato in area. Al secondo squillo però lo spicchio interista esplode. Siamo al 38', Vidal sventaglia per Darmian, bravo a tenere in gioco la palla e a crossare per Correa, che mangia in testa a Dawidowicz, appena entrato, e a metterla dove Montipò non può arrivare. Ma questo ha fame davvero, e nel recupero concede il bis con un colpo da biliardo mancino dal limite. Da non credere.

lautaro martinez 1

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