gianni rezza covid

NATALE CON IL COVID – GIANNI REZZA, EX DIRETTORE DELLA PREVENZIONE AL MINISTERO DELLA SALUTE, LANCIA L'ALLARME PER IL RIALZO DEI CONTAGI DA CORONAVIRUS: “I DATI SONO AMPIAMENTE SOTTOSTIMATI. LA SITUAZIONE PUO’ PEGGIORARE SE LE VACCINAZIONI NON DECOLLERANNO. SARÒ IMPOPOLARE, MA AI FRAGILI CONSIGLIO LA MASCHERINA” – MA RASSICURA SULL'ONDATA DI POLMONITI INFANTILI IN CINA: “NON È UN NUOVO VIRUS, È UN BATTERIO CHE È SEMPRE CIRCOLATO DA NOI”

Estratto dell’articolo di Paolo Russo per “La Stampa”

 

gianni rezza

Gianni Rezza, ex direttore della Prevenzione al ministero della Salute, ora professore straordinario di Igiene all'Università San Raffaele di Milano, non vede pericoli nel boom di polmoniti in Cina, ma lancia l'allarme per Natale quando si sommeranno il picco del Covid con quello dell'influenza. Con i fragili non vaccinati per errori nella logistica e cattiva organizzazione.

 

Rezza, in che misura dobbiamo preoccuparci di questa ondata di polmoniti in Cina?

«Diciamo subito che dopo quanto accaduto con il Covid vorremmo avere dalla Cina dati più dettagliati. Premesso ciò, in base alle informazioni che abbiamo l'allarme non c'è perché parliamo di un batterio, il Mycoplasma pneumoniae, che è sempre circolato anche da noi e che genera quelle che noi chiamiamo "walking pneuomonia", la polmonite che passeggia, perché raramente porta al ricovero. E poi se ci fosse un batterio o un virus nuovo si ammalerebbero tutti, invece vediamo che le polmoniti si stanno diffondendo soprattutto tra i bambini».

 

casi di polmonite in cina 4

Come mai?

«Perché la Cina è stata in lockdown fino solo a un anno fa e lì, nel bene e nel male, la quarantena era una vera e propria reclusione. Quindi è plausibile la spiegazione che loro danno, ossia che la maggiore circolazione di questo batterio sia dovuta al fatto che i più piccoli sono venuti su senza mai incontrarlo, diventando così suscettibili a contrarre le infezioni».

 

Però anche in Francia si è avuto un aumento del 34% delle polmoniti tra i bambini.

«Se è per questo anche in Olanda. Ma chi cerca trova e i sistemi di sorveglianza, allertati dopo le notizie dalla Cina, stanno scoprendo casi che sarebbero rimasti nascosti. Un aumento delle polmoniti, così come di bronchioliti da virus sinciziale tra i più piccoli, è possibile che si verifichi anche da noi. Anche se credo in misura minore, perché in Italia le misure di isolamento sono finite prima ed erano comunque meno rigide».

casi di polmonite in cina 1

 

Come si cura questa forma di polmonite batterica?

«Con normali antibiotici della famiglia delle tetracicline, come la doxicilina, o del gruppo dei macrolidi, come la claritromicina, l'eritromicina o l'azitromicina».

 

[…]

 

Come siamo messi invece con il Covid?

«Ne gira parecchio. Lo dicono i dati ufficiali, anche se ampiamente sottostimati, e lo si percepisce solo guardandosi intorno. Sapevamo che con il primo vero freddo avrebbe rialzato la testa, come fanno tutti i virus respiratori. L'importante è che non faccia troppi danni. Omicron ha una virulenza minore rispetto a Delta, però tra persone debilitate, anziani soprattutto se più in là con gli anni e immunodepressi può fare ancora danni seri quando si è persa la protezione del vaccino. Per ora registriamo un lento aumento delle ospedalizzazioni, ma la situazione potrebbe peggiorare se i contagi continueranno ad aumentare e le vaccinazioni non decolleranno».

 

gianni rezza

Perché finora la campagna vaccinale è stata un flop?

«Per tre ordini di motivi. Il primo è la stanchezza vaccinale, subentrata per via del fatto che non essendo il Covid un virus stagionale come l'influenza ha costretto a fare più somministrazioni in corso d'anno. Poi ci sono stati problemi non risolti di logistica che hanno fatto arrivare in ritardo le fiale in diverse regioni, che a loro volta non hanno stipulato o lo hanno fatto in ritardo gli accordi per le vaccinazioni in farmacia. Ed è chiaro che, se uno è già indeciso e poi trova anche degli ostacoli, finisca per tirarsi indietro. Terzo, ogni fiala contiene sei dosi e questo richiede ai medici di famiglia di organizzare gruppi di pazienti per non sprecare i vaccini. Si sarebbe dovuto passare alla chiamata attiva dei più fragili ma non è andata così».

 

[…]

nuove varianti di coronavirus

 

Anche di influenza ne gira molta?

«In realtà no perché tosse e mal di gola che osserviamo in giro questi giorni sono provocati soprattutto da rinovirus e altri virus parainfluenzali. L'ondata di influenza arriverà più tardi, probabilmente dopo Natale. Il problema è che potrebbe sommarsi al picco del Covid, con il rischio di ingolfare i pronto soccorso e i reparti ospedalieri».

 

Cosa bisognerebbe fare per evitare che ciò avvenga? «Ovviamente vaccinare la popolazione più a rischio. Poi a costo di essere impopolare dico anche di consigliare ai più fragili l'uso delle mascherine in situazioni di promiscuità. Non da ultimo andrebbe chiesto ai medici di famiglia uno sforzo per tenere aperti più a lungo i loro studi, mentre le ex guardie mediche dovrebbero fare più visite a domicilio. So che i medici sul territorio sono sotto organico ma in questo momento serve uno sforzo collettivo».

COVID - CURE IN OSPEDALEPOLMONITE casi di polmonite in cina 2gianni rezza

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