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VI SENTITE PARTICOLARMENTE STANCHI E SPOSSATI? NON AVETE FAME? PROBABILMENTE VI SIETE BECCATI IL COVID. DATE UN’OCCHIATA AI SINTOMI DELLA BA5, L'ULTIMA SOTTOVARIANTE DI OMICRON CHE STA FACENDO IMPENNARE DI NUOVO I CONTAGI: OLTRE A FORTE RAFFREDDORE E FORTE MAL DI GOLA, LA FEBBRE PUÒ ARRIVARE OLTRE I 38 GRADI – COME TRATTARE IL MAL DI GOLA E FAR SCENDERE LA TEMPERATURA, QUALI FARMACI NON PRENDERE E…

Margherita De Bac per il "Corriere della Sera"

 

tamponi

1 Quali sono i sintomi di BA5, una delle sottovarianti di Omicron?

Forte raffreddore e forte mal di gola, meno frequenti nelle infezioni causate dalle precedenti sottovarianti, compaiono quasi sempre. Il virus sembra colpire preferibilmente le alte vie respiratorie senza scendere nei polmoni. C'è una minore incidenza dei disturbi di gusto e olfatto. La febbre può essere elevata e accompagnata da dolori muscolari e alle articolazioni, come nell'influenza.

raffreddore

 

2 Il mal di gola ha caratteristiche particolari?

Le descrive Domenico Scopelliti, direttore di chirurgia maxillo-facciale dell'ospedale San Filippo Neri: «Si tratta di una faringodinia (condizione dolorosa) diffusa tra faringe e tonsille. Il mal di gola è persistente, a volte accompagnato dalla sensazione di un corpo estraneo e questo perché le pareti della faringe si ispessiscono. Il fastidio si avverte durante la deglutizione. Questo sintomo dura da tre giorni a due settimane e caratterizza anche il Long Covid così come la spossatezza».

 

3 Come trattare il mal di gola?

febbre

Con sciacqui a base di colluttori anti infiammatori generici (usati in odontoiatria e otorino laringoiatria, contenenti anche un leggero anestetico) migliorano il fastidio. In certi casi sono consigliate sedute di aerosol senza antibiotici (perché il Sars-CoV-2 è un virus, non un batterio). Preferire cibi freddi e non irritanti, agrumi compresi.

 

4 E gli altri sintomi?

È sempre presente una estrema debolezza che richiede molto riposo. L'inappetenza è una delle conseguenze.

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La febbre può arrivare oltre i 38 gradi e durare fino a 4-5 giorni. «Noi prescriviamo ibuprofene e paracetamolo e a volte un'integrazione con il potassio», dice Marina Manfellotto, medico di famiglia a Roma. I farmaci antivirali continuano ad avere efficacia se somministrati al massimo entro cinque giorni dalla comparsa dei sintomi in pazienti a rischio di sviluppare una malattia grave che richiede il ricovero in ospedale.

 

5 Quali farmaci non vanno presi?

Non sono raccomandati gli antibiotici. Il sito di Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) riporta che recenti studi clinici «hanno dimostrato che l'uso di un antibiotico, da solo o associato ad altri farmaci, in particolare l'idrossiclorochina, non modifica il decorso clinico della malattia». Un ingiustificato utilizzo può determinare l'insorgenza e il propagarsi di resistenze batteriche che potrebbero compromettere la risposta a terapie antibiotiche future.

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6 Come si distinguono i sintomi del Covid da quelli di una malattia respiratoria diversa, come raffreddore o influenza (in questo mese quasi del tutto scomparsa)?

Bisogna innanzitutto consultare sempre il medico ed effettuare un tampone per escludere o confermare il Covid. Ricordiamo di non esagerare con l'esposizione all'aria condizionata e agli sbalzi termici che possono favorire infezioni respiratorie.

 

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7 Che cos' é Omicron BA5?

È la sottovariante del virus Omicron che sta circolando in forma prevalente in gran parte del mondo. Come i precedenti lignaggi BA1-2-3-4, è stata dichiarata variante di preoccupazione ( variant of concern ) dall'Agenzia europea per il controllo delle malattie infettive (Ecdc) sulla base della rapida diffusione e della capacità di aggirare la difesa degli anticorpi (immuno-evasione).

 

8 I tamponi funzionano per rilevare la positività?

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«Sì, funzionano», risponde Concetta Castilletti, responsabile dell'unità operativa di virologia dell'istituto Negrar. Una bassa carica virale iniziale, prima della comparsa dei sintomi o al loro esordio, può non essere messa in evidenza dal tampone. In caso di peggioramento o persistenza dei sintomi è bene effettuare un secondo test a distanza di 24-48 ore dal primo come raccomandano le linee guida internazionali e di alcune società scientifiche italiane, rimaste invariate anche dopo l'arrivo delle nuove varianti.

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