condanna di morte su zoom-1

L'ECONOMIA DEI RINCHIUSI - È BASTATO L'ANNUNCIO DEL VACCINO PER FAR TRACOLLARE LA ''STAY AT HOME ECONOMY'': MENTRE LE BORSE FESTEGGIAVANO, GIÙ I TITOLI DI ZOOM, NETFLIX E AMAZON, OVVERO LE AZIENDE CHE PIÙ CI GUADAGNANO DAI LOCKDOWN. MALE PELOTON, CHE PRODUCE CYCLETTE SUPER-CONNESSE - PER MOLTI È SOLO UNA FASE PASSEGGERA: ZOOM, NETFLIX E AMAZON SONO ORMAI NELLE ABITUDINI

 

1. I PERDENTI DEL VACCINO: TRACOLLO DI ZOOM, NETFLIX E ORO. GIÙ LE BIG TECH

Francesco Bertolino per www.milanofinanza.it

binge watching televisione tv netflix

 

Mentre i listini di tutto il mondo festeggiavano le grandi novità sul vaccino contro il coronavirus annunciate oggi da Pfizer, alcune società hanno accusato per lo stesso motivo un tracollo in borsa. La speranza di un rimedio imminente alla pandemia ha infatti fatto crollare le quotazioni delle compagnie che in questi mesi più hanno beneficiato dei lockdown e dello smart working globale.

 

Dopo aver quintuplicato la sua capitalizzazione da inizio anno, oggi Zoom sta perdendo il 13,4% a Wall Street, Netflix cede quasi il 7% e Peloton circa il 16%. Più contenuti, ma comunque significativi i cali delle big tech americane che, già forti prima della pandemia, si sono rivelate indispensabili per consumatori e imprese durante la crisi sanitaria. Amazon tratta così in rosso del 2,4%, Facebook del 2,8% e Microsoft dello 0,5%, mentre si mantengono in rialzo Alphabet (+1,7%) e Apple (+0,6%).

 

consegna amazon coronavirus

Per i titoli da lockdown potrebbe trattarsi di correzioni temporanee dopo la corsa sfrenata di quest'anno. In molti ritengono che Zoom, Netflix e Amazon siano ormai entrati nelle abitudini di consumo e di lavoro e che vi resteranno anche a emergenza sanitaria terminata. Oppure, secondo altri analisti,l seduta odierna potrebbe preludere a una vera e propria rotazione che finirà per ridimensionare la "stay at home economy" e di conseguenza le quotazioni dei titoli che ne sono protagonisti.

 

Nel frattempo, l'euforia per il vaccino di Pfizer ha provocato anche una fuga dall'oro, che oggi ha accusato il peggior crollo dal 2013. Il prezzo del metallo giallo è sceso del 4,6% a 1862,7 dollari l'oncia dopo che venerdì scorso aveva messo a segno il maggior rialzo degli ultimi tre mesi. Le quotazioni dell'oro restano comunque del 20% superiori dall'inizio dell'anno.

 

Troppo presto per tirare un sospiro di sollievo nel giorno in cui i contagi mondiali hanno superato i 50 milioni? Possibile, ma spesso la borsa anticipa quanto accade nell'economia reale. C'è da augurarsi che anche questa volta sia così, con buona pace di Zoom & Co.

meme su jeffrey toobin che si masturba su zoom

 

 

2. BASTA L'ANNUNCIO DEL VACCINO A FARE VOLARE BORSE E PETROLIO

Rodolfo Parietti per ''il Giornale''

 

Rodolfo Parietti «Biden in, Covid out». Basta questo slogan, una specie di mantra catartico, a spiegare il lunedì da leoni dei mercati, quel ruggito rialzista e collettivo sostenuto ieri dalla piena degli ordini d' acquisto e capace - forse - di segnare lo spartiacque fra il nostro ancora incerto presente e un futuro più sereno. Se l' affermazione di Joe Biden aveva già dato una sferzata fin dalle aperture in Oriente, una scossa elettrica ha attraversato le Borse non appena la casa farmaceutica Pfizer ha annunciato un' efficacia pari al 90% del suo vaccino, che sarà pronto entro la fine dell' anno.

 

Una doppia buona notizia, data dalla disponibilità quasi immediata e da un effetto di contrasto al virus ben superiore a quel 50-60% che veniva considerato accettabile. Tanto è bastato per piegare il dollaro (l' euro ha sfiorato quota 1,19), far risalire i rendimenti dei titoli decennali Usa fino a un soffio dell' 1% come segno di un più rapido risanamento dell' economia globale (stesso discorso per i tassi dei Btp, arrivati allo 0,72%) e vedere gli indici azionari scattare in avanti.

la senatrice messicana martha lucia micher fa vedere le tette su zoom

 

L' Europa ha messo a segno con lo Stoxx600 un progresso medio del 4%, Piazza Affari ha fatto ancora meglio (+5,43%) riportandosi sui livelli precedenti la serrata collettiva di marzo, mentre a Wall Street sia il Dow Jones (+4,7% a un' ora dalla chiusura), sia l' S&P 500 (-3,2%) hanno frantumato record storici liberandosi dei timori sull' incerta partita per il controllo del Senato.

 

Ma è stato l' andamento del petrolio, schizzato dell' 8% nonostante le politiche energetiche del nuovo inquilino della Casa Bianca siano poco favorevoli al barile, il paradigma di ciò che è successo ieri. Ovvero, lo spostamento dell' asse economico inclinato verso il precipizio con l' aumentare dei contagi infezione, a un nuovo scenario nettamente più favorevole. Dove una ripresa a V, come prevede ora Goldman Sachs, non è più una chimera.

 

Per rendersene conto è sufficiente dare un' occhiata al rovescio della medaglia, al calo subìto ieri da titoli come Amazon (-3%) e Netflix -6,5%), premiati finora dalla pandemia e dai lockdown. Oppure, osservare il rally delle azioni legate alle società di viaggi, al turismo e alla ristorazione, come per esempio in Italia Autogrill, arrivata a sfiorare un +35% (+13% il Ftse Italia Commercio), così come l' ascesa delle banche (+8,5% l' indice di settore della Borsa di Milano, con punte del +14% per Bper e del 13,7% per Unicredit) indotta dall' andamento dell' obbligazionario.

 

L' annuncio di Pfizer (+11% a New York) ha invece provocato un crollo delle quotazioni di Diasorin (-16,5%), capofila dei test anti-Covid.

eric yuan zoom

In mezzo a tanta euforia, Merrill Lynch invita a guardare la situazione con pragmatismo. «La semplice verità - sostiene la banca - è che Pfizer sarà in grado di curare solo 25 milioni di persone quest' anno e forse 650 milioni l' anno prossimo. È sufficiente per tenere sotto controllo il virus? La risposta al momento non è chiara».

 

È altrettanto evidente che i mercati sono in attesa delle prime mosse che compierà Biden sul fronte internazionale (rapporti con Cina e Iran) e su quello interno (politica fiscale ed energetica). Alcune indiscrezioni indicano intanto l' ex capo della Fed, Janet Yellen, fra i papabili a prendere il posto di Steven Mnuchin al Tesoro. Una candidatura che ad alcuni analisti fa storcere il naso. Molti democratici imputano infatti alla Yellen di aver tagliato i tassi in ritardo, impedendo così a Hillary Clinton di vincere le presidenziali di quattro anni fa.

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