bancari banche dipendenti licenziati esuberi

CHI TI PAGA? NON LE BANCHE! - ALCUNI ISTITUTI NON CACCIANO I SOLDI DEI FINANZIAMENTI GARANTITI DALLO STATO. GUALTIERI PARLA DI ''MALFUNZIONAMENTI'', MENTRE L'ABI SI SFILA E DICE ''NON ABBIAMO POTERI DI CONTROLLO''. DALLA POPOLARE DI BARI AGLI ISTITUTI STRANIERI, ECCO CHI RITARDA MOLTO NELL'EROGAZIONE - IL RACCONTO DI UNA MEDIA IMPRESA: ''ABBIAMO CHIESTO 2 MILIONI, CI DARANNO LA METÀ E PER ORA NON È ARRIVATO NULLA. MA IL NOSTRO LAVORO È PARALIZZATO''

 

 

1 - "BANCHE LENTE SUI PRESTITI ALLE IMPRESE" DA BARI AGLI ISTITUTI ESTERI, ECCO I RITARDATARI

Gianluca Paolucci per “la Stampa

 

Alcune banche sono state «più rapide» mentre altre «hanno avuto malfunzionamenti» anche «colpevoli», che vanno risolti. Il ministro dell' Economia, Roberto Gualtieri, replica così ai dati sulle erogazioni alle imprese di prestiti garantiti dallo Stato per far fronte alla crisi, pubblicati ieri da La Stampa.

banca popolare di bari 5

 

I dati completi del questionario elaborato dalla Commissione mostrano in effetti forti differenze tra i vari istituti. A fronte di una media del sistema intorno al 50%, alla Popolare di Bari, banca in amministrazione controllata, sono arrivate 10.305 richieste di liquidità fino a 25 mila euro. Di queste, quelle accolte sono meno di un quinto (1926), mentre mancano i dati su quanto effettivamente erogato. Al Credito Emiliano, una delle banche italiane più solide, sono arrivate 11.224 domande in totale.

 

Ma su 9839 domande per liquidità fino a 25 mila euro ne sono state accolte 960, mentre delle 1385 richieste di prestiti garantiti dal Fondo di garanzia per le Pmi non risulta accolta nessuna e mancano i dati sulle somme effettivamente erogate.

Il questionario è stato inviato a 148 istituti operanti in Italia il 10 marzo scorso e il dato dovrebbe essere aggiornato al 20 maggio o, in qualche caso, ai giorni immediatamente precedenti.

 

Credem

Credem ad esempio precisa che «i dati riportati nel questionario erano aggiornati all' 8 maggio. Alla data del 29 maggio le domande di finanziamento per importi inferiori a 25 mila euro erano 16.078 per un controvalore di 323 milioni di euro. Al 1 giugno le richieste erogate o in erogazione erano 11.706 per un controvalore di circa 241 milioni di euro, pari ad oltre il 72% delle richieste pervenute alla banca», fanno sapere dall' istituto. Dato che si attesta al 55 per cento per i prestiti oltre 25 mila euro.

 

Tra gli istituti virtuosi c' è la Cassa di Ravenna, presieduta dal presidente dell' Abi Antonio Patuelli. Le 1702 domande ricevute risultano tutte accolte, sia per la parte fino a 25 euro (1685) che per quelle fino a 800 mila euro con il Fondo di garanzia.

 

Anche l' Abi replica ai dati di ieri, precisando che «l' Associazione non ha per legge nessuna funzione di direzione, gestione o controllo, non ha flussi di dati specifici e non può entrare mai nelle singole vicende delle banche. I numeri riportati sono comunque superati, riferiti al 20 maggio. Il più recente comunicato (3 giugno) della task force, costituita presso il Ministero dell' economia, evidenzia una stima della Banca d' Italia secondo cui sono giunte agli intermediari oltre 720.000 domande per un importo di finanziamenti di quasi 44 miliardi. I prestiti erogati sono aumentati in modo ancora più rapido.

GUALTIERI PATUELLI PROFUMO VISCO

 

In particolare, al 22 maggio è stata erogata circa metà delle domande per prestiti fino a 25 mila euro, interamente garantiti dal Fondo». Che poi è lo stesso dato (50%) e soglia temporale (22 maggio anziché 20) dei dati riportati nell' articolo.

Anche Unicredit fa sapere di aver modificato le procedure per anticipare l' erogazione prima che arrivi il via libera alla garanzia e di aver erogato, per quanto riguarda i prestiti fino a 25 mila euro, circa un miliardo in totale.

 

Tra le banche straniere operanti in Italia, Credit Agricole ha accolto 13 mila domande su 28 mila (mancano i dati sull' erogato), mentre Bnl - Bnp Paribas sulle 14.728 richieste di liquidità fino a 25 mila euro ne ha evase 5415, delle quali però solo la metà sono state effettivamente erogate (2525).

 

roberto gualtieri luigi di maio

Gualtieri manifesta comunque un «cauto ottimismo», dopo le «difficoltà iniziali» sulle misure per la liquidità varate dal governo e operative da circa un mese e mezzo. Toni diversi per la moratoria sui prestiti bancari, che fin da adesso per Gualtieri può essere definita «un successo», avendo raggiunto quota 260 miliardi di euro. Secondo il ministro «per la fine dell' anno avremmo usato gran parte delle garanzie pubbliche».

 

 

2 - "ASPETTIAMO DA DUE MESI AVREMO LA METÀ DEI SOLDI"

Claudia Luise per “la Stampa”

 

«Abbiamo iniziato a mandare le prime email per chiedere informazioni sulla possibilità di accedere al credito garantito a metà marzo. Sono passati oltre due mesi e ancora non abbiamo ottenuto nulla». Andrea Alessio è il Cfo di Maglificio Po, azienda storica torinese con 80 dipendenti che si occupa di tessile. Nelle ultime settimane si è riconvertita nella produzione di mascherine con il marchio Oscalito per provare a ridurre le perdite.

 

antonio patuelli 2

La trafila per ottenere il credito da 2 milioni di cui ha bisogno il Maglificio è partita a metà marzo con un primo scambio informativo tra Alessio e le banche a cui si appoggia in attesa del decreto Liquidità. Le indicazioni effettive su come procedere sono però state chiarite solo ad aprile. E ieri, quando ormai sono passati sessanta giorni, è arrivata la risposta positiva che apre alla possibilità di vedere erogato il finanziamento. Ma la somma che dovrebbe arrivare è la metà: 1 milione di euro.

 

«L' indicazione del Governo di concedere fino al 25% del fatturato non è stata per nulla rispettata. Abbiamo avuto tante risposte negative, ogni banca ci propone tassi diversi e la cifra che ritiene opportuna, che è sempre decisamente bassa. Spero di riuscire a trovare chi ci finanzi anche l' altro milione di cui abbiamo bisogno», commenta Alessio.

 

ibnp paribasmages

«Il milione che abbiamo ottenuto è all' 1,6% con lo 0,5% di spese di istruttoria e una penalità in caso di reso anticipato. Purtroppo - sottolinea il manager - hanno chiuso tutti i negozi nel mondo, non ci ha pagato più nessuno e ora molti non vogliono le consegne. Intanto stavamo preparando la stagione invernale e abbiamo già comprato il materiale ma siamo a -1,5 milioni di ordini rispetto all' anno scorso».

 

Tra le risposte ricevute, anche quella di una banca che voleva concedere all' azienda solo 150 mila euro di finanziamento al 2,5% di tasso di interesse più istruttoria all' 1% e che alla richiesta di spiegazioni ha sottolineato come «non ci siano dei meccanismi di calcolo per cifre superiori ai 25 mila euro». In poche parole, ognuno fa come vuole e se alle aziende non sta bene non ci sono molte alternative.

 

«Fa rabbia sapere che non è così negli altri Paesi. Abbiamo dei clienti in Francia a cui avevamo dilazionato i pagamenti e che, invece, ci stanno chiedendo di saldare il conto prima perché sono arrivati i soldi promessi dal governo. I negozi hanno ricevuto 5 mila euro a fondo perduto mentre erano ancora chiusi e lo Stato garantisce per le aziende che pagano subito i fornitori. Gli italiani, invece, ci stanno chiedendo il contrario perché le ditte piccole non hanno ancora nemmeno ricevuto i 25mila euro».

CREDIT AGRICOLE

 

 Non avere liquidità penalizza anche per tutte le opportunità imprenditoriali che potrebbero arrivare ma che non si è in grado di cogliere. «Proprio per evitarlo ho chiesto soldi a tutti gli istituti di credito, ho sondato tutte le possibilità e ora confido- conclude Alessio - di riuscire a racimolare anche l' altra parte di fondi che ancora manca».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…