big costamagna

COSTAMAGNA, CO' STI CONFLITTI D'INTERESSE... - IL PRESIDENTE DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI, BRACCIO ARMATO DEL MINISTERO DEL TESORO (E NEL FONDO ATLANTE), FA AFFARI CON UNA SOCIETÀ CHE COMPRA SOFFERENZE BANCARIE - UN INTERMINABILE GIRO DI SCATOLE CINESI CHE COINVOLGE ANCHE BENETTON E I BIG DELLA CONSULENZA BOSTON CONSULTING - LA CDP: ''ABBIAMO VALUTATO LA SUA PARTECIPAZIONE E NON È UN CONFLITTO''

Stefano Sansonetti per La Notizia Giornale

 

GALLIA COSTAMAGNA PADOANGALLIA COSTAMAGNA PADOAN

È una partecipazione che finora è rimasta completamente dietro le quinte. Nessun radar è riuscito a catturarne il profilo. Eppure quella partecipazione c’è, il suo contesto di riferimento si sta sviluppando e il tutto è destinato a far discutere. Al centro della scena c’è Claudio Costamagna, prodiano, ex banchiere di Goldman Sachs, fortemente voluto dall’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla presidenza della Cassa Depositi e Prestiti.

 

FABIO GALLIA CLAUDIO COSTAMAGNAFABIO GALLIA CLAUDIO COSTAMAGNA

Parliamo del braccio armato del Tesoro, a sua volta banca sui generis, coinvolta a vario titolo in operazioni di salvataggio di altre banche e nella partita infernale (ma potenzialmente anche molto remunerativa) dei crediti deteriorati. Ebbene, si dà il caso che Costamagna abbia oggi una partecipazione, seppur indiretta, in una società finanziaria che si chiama Credimi Spa, attiva in un settore molto vicino alla cessione dei crediti. Parliamo dell’anticipo delle fatture, con un corollario di attività che possono però includere anche le cartolarizzazioni.

 

alberica brivio sforza, claudio costamagna alberica brivio sforza, claudio costamagna

Per capire meglio cosa c’entri Costamagna, documenti alla mano, bisogna partire da una sua piccola holding di partecipazioni, la CC & Soci, di cui detiene il 90%. Questa società, a sua volta, ha il 70% di un’altra holding di partecipazioni, la Como Uno srl (il cui restante 30% è in mano a Serena Maria Torielli). E qui arriviamo alla meta finale, perché proprio la Como Uno detiene il 3,69% della Credimi Spa. Qualcuno potrebbe obiettare che è un partecipazione “piccola”. Ma le cose non stanno così, perché i soci della Credimi sono tanti e hanno tutti quote “piccole”. L’unica eccezione è l’amministratore delegato della società, Ignazio Rocco di Torrepadula, che da solo ne ha in mano il 41,4%.

 

Poi ci sono gli altri soci, il cui profilo permette di cogliere appieno le ambizioni della Credimi. Con un 3,96%, tra i tanti, abbiamo la francese Tikehau Capital Partners, che fino a pochissimo tempo fa aveva come partner Jean Pierre Mustier, attuale Amministratore delegato di Unicredit, una delle banche più impantanate nella palude dei crediti deteriorati (sono circa 76 miliardi di euro). Con un altro 3,69% c’è Ricerca, uno dei tanti veicoli della galassia Benetton. Ancora, un 3,69% è in capo alla Merloni Holding, dell’omonima famiglia.

 

GILBERTO BENETTON GILBERTO BENETTON

E una quota identica è appannaggio di Hans-Paul Buerkner, già presidente di The Boston Consulting Group, multinazionale della consulenza. Credimi, che prima si chiamava InstaPartners, è una società giovane, costituita il 28 luglio del 2015. E nel luglio del 2016, dettaglio tutt’altro che secondario, ha ottenuto da Bankitalia l’autorizzazione alla concessione di finanziamenti al pubblico. Il suo core business è l’anticipo fatture, ma come si apprende dall’oggetto sociale può svolgere anche “l’attività di riscossione dei crediti ceduti e servizi di cassa e pagamento nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione”.

 

Insomma, parliamo di settori limitrofi a quelli in cui ormai Cassa Depositi e Prestiti ha un piede, soprattutto dopo l’adesione a quel Fondo Atlante che ha rilevato Popolare di Vicenza, Veneto Banca e che può investire nei famigerati Npl (non performing loans, ovvero gli ormai famigerati crediti deteriorati). Siamo sicuri che sia opportuno per Costamagna avere un piede in due staffe?

 

 Sul punto, nei giorni scorsi, l’ufficio stampa della Cassa Depositi ha fatto sapere a La Notizia che questo investimento di Costamagna “è stato valutato sotto il profilo del conflitto d’interessi”, ma non se ne sono rilevate controindicazioni nell’assunto che “l’attività di Credimi non riguarda i crediti deteriorati, ma solo l’anticipo fatture di piccole e medie imprese italiane”.

logo cassa depositi logo cassa depositi

 

L’oggetto sociale, come detto, è però un po’ più ampio. Inoltre la Cassa Depositi e Prestiti ha fatto sapere che l’investimento di Costamagna è precedente al suo ingresso nella società controllata dal ministero dell’Economia e finanze, risalente al luglio 2015, anche se come abbiamo visto Credimi (ex InstaPartners) è nata alla fine di quello stesso mese. Comunque sia è una partecipazione che da oggi non passerà più inosservata.

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…