JPMORGAN CI PIGLIA PER I FONDELLI - PAGATA DAL MINISTERO DEL TESORO COME CONSULENTE PER LA ''BAD BANK'', NEI SUOI REPORT CONSIGLIA AI CLIENTI DI EVITARE LE BANCHE ITALIANE! - E TRA L'ALTRO È PURE UNA DELLE BANCHE CHE SI OCCUPA DI PIAZZARE I NOSTRI BTP

A gennaio, in un report diffuso tra clienti e investitori di mezzo mondo, consiglia senza troppi giri di parole “avoid italian banks”, ossia “evitare le banche italiane”. E intanto viene pagata dal Governo come consulente per la costituzione dell'ormai infausta Bad Bank sui crediti deteriorati...

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Stefano Sansonetti per La Notizia (www.lanotiziagiornale.it)

 

Mentre il Governo si preoccupa di coprire le statue per non urtare la suscettibilità del presidente iraniano Hassan Rouhani, e fa finta di sbattere i pugni sul tavolo con Angela Merkel, si fa prendere tranquillamente per i fondelli da una banca estera che da noi sembra fare e disfare a suo piacimento. La banca in questione è l’americana Jp Morgan. E in Italia le sta combinando di tutti i colori nel più assoluto silenzio.

matteo renzi padoan matteo renzi padoan

 

Tanto per entrare nel merito, bisogna cominciare dicendo che Jp Morgan, in coppia con Mediobanca, qualche tempo fa è diventata consulente del ministero del Tesoro su un tema a dir poco spinoso: la costituzione dell’ormai famosa bad bank, ovvero il veicolo (o i veicoli) a cui le banche nostrane dovrebbero trasferire i loro crediti deteriorati per alleggerire i bilanci. Roba da far tremare i polsi, viste le infinite trattative dei mesi scorsi tra il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, e il Commissario Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, finalizzata a strutturare una bad bank al riparo dalle critiche per aiuti di Stato.

 

LA BOMBA

jamie dimon jpmorgan jamie dimon jpmorgan

Poi però succede che a inizio gennaio Jp Morgan, che ha chiuso il 2015 con un utile record di 24,4 miliardi di dollari e che a livello mondiale è guidata da Jamie Dimon, invii ai suoi investitori e clienti un bel report in cui senza troppo giri di parole consiglia di tenersi alla larga dalla banche italiane.

 

“Avoid italian banks”, c’è scritto su quel report, ovvero “evitare le banche italiane”. Da tutto questo, naturalmente, viene fuori una domanda tanto semplice quanto urgente: come diavolo è possibile che un consulente del Tesoro italiano, profumatamente pagato da via XX Settembre per aiutare le banche nostrane a risollevarsi, poi pubblichi un report in cui consiglia a investitori sparsi in tutto il mondo di tenersi alla larga da quelle stesse banche?

jamie dimon jamie dimon

 

Domanda a cui il Governo guidato da Matteo Renzi e il Tesoro dovrebbero come minimo fornire una risposta. Perché ne va della riuscita dell’operazione a cui abbiamo tanto lavorato a Bruxelles. E di conseguenza ne va della salute economica dei cittadini e delle imprese italiane che stanno aspettando la bad bank per vedersi riaprire i rubinetti del credito da parte dei nostri istituti. A leggere il report di Jp Morgan, i cui toni critici erano stati rivelati dal Corriere della sera, si rimane semplicemente basiti, soprattutto se si mettono in collegamento i contenuti con il ruolo svolto in Italia dalla banca. L’istituto americano, in un passaggio, dice che la situazione in Italia continua “a mettere pressione sulle banche”.

 

E aggiunge che “la copertura dei crediti deteriorati delle banche potrebbe dover essere aumentata, in questo modo limitando le prospettive di guadagno”. In un altro passaggio il Belpaese viene anche sbertucciato rispetto ad altri partner Ue. “Qualche luce alla fine del tunnel si vede per la Spagna”, si può leggere, “ma ulteriori pressioni in Italia”. Da qui il suddetto giudizio finale: “italian banks, avoid”, “banche italiane da evitare”.

 

I PRECEDENTI

bad bank l banche medium bad bank l banche medium

Questo responso, poi, è anche più preoccupante se consideriamo che Jp Morgan è da molti anni nella lista dei cosiddetti “specialisti in titoli di Stato”. Chi sono? Semplice, si tratta di banche internazionali che di fatto gestiscono il nostro colossale debito pubblico (2.200 miliardi di euro), organizzando aste, collocamenti e garantendo anche una percentuale di acquisti dei vari Btp e Bot.

 

In sostanza da esse dipendono le sorti del nostro debito. Secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato dal ministero del Tesoro, gli attuali specialisti sono 18, di cui 15 internazionali. E nell’ultima classifica dei migliori specialisti, redatta ogni anno da via XX Settembre, Jp Morgan si è classificata al secondo posto, dietro il Mps. Senza contare che un ex ministro dell’economia, Vittorio Grilli, oggi è un pezzo grosso proprio della banca americana. Ma per il Governo evidentemente va bene così, è tutto normale.

bad bank images bad bank images

 

 

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BRAGANTINI REPLICA, DAGO RISPONDE – ‘’OBIETTO AL FATTO DI ESSER DIPINTO COME UOMO LEGATO AD UBI. HO DOVUTO PERFINO FAR CAUSA AD UBI. SEMMAI HO DEI LEGAMI PROFESSIONALI CON INTESA" – DAGO: ''A GIUDICARE DAL SUO ARTICOLO NON SI DIREBBE CHE LEI SI SIA LASCIATO IN MALO MODO CON UBI, ANZI SEMBRA CHE NE SUBISCA ANCORA IL RICHIAMO. EVIDENTEMENTE, NON HA MESSO UN SOLO MOTIVO FAVOREVOLE ALL’OPS DI INTESA SU UBI PROPRIO PERCHÉ HA DEI LEGAMI PROFESSIONALI ATTUALI, TRAMITE UNA SOCIETÀ DA LEI PRESIEDUTA, CON INTESA. ALTRIMENTI, QUALCHE MOTIVO FAVOREVOLE NON AVREBBE CERTO FATICATO A TROVARLO"

SALVATORE INTERESSATO - L’EX COMMISSARIO CONSOB BRAGANTINI, CHE OGGI SUL ‘’CORRIERE’’ SI SCHIERA CONTRO L’OPS DI INTESA SU UBI, PER CASO È LO STESSO SALVATORE BRAGANTINI CHE ERA AD DI CENTROBANCA, PRIMA CONTROLLATA E POI FUSA IN UBI NEL 2013? VUOI VEDERE CHE È LO STESSO BRAGANTINI CHE RICOPRIVA LA VICEPRESIDENZA DI IW BANK, ISTITUTO SOGGETTO ALL’ATTIVITÀ DI DIREZIONE DI UBI? CHISSÀ SE E’ SEMPRE LUI CHE, SOCIO DI ‘’PERMICRO’’, VENIVA SPONSORIZZATO DA UBI? - INFINE: TRA IL 2016 E IL 2017 È LUI IL VICEPRESIDENTE VICARIO DELLA FALLITA POPOLARE DI VICENZA DI ZONIN O MAGARI UN SUO OMONIMO?