MANOVRA, PADOAN NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA – IL DUCETTO S’E’ MESSO DI TRAVERSO SU TUTTO MA ENTRO APRILE (PRIMA DELLE PRIMARIE PD) IL MINISTRO DEVE DIRE A BRUXELLES COME RECUPERA I 20 MILIARDI DI CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA E COME INTENDE RISPETTARE I PATTI EUROPEI PER IL 2018 – POI C'E' DA FARE PURE LA CORREZIONE DA 3,4 MILIARDI DEL 2017

Condividi questo articolo


 

Enrico Marro per il Corriere della Sera

 

renzi padoan renzi padoan

Entra nel vivo il lavoro a Palazzo Chigi e al ministero dell' Economia per sistemare i conti pubblici 2017 e per il Def, il Documento di economia e finanza che il governo approverà entro il 10 aprile. Nei prossimi giorni dovrebbe anche tenersi una riunione per sciogliere gli ultimi nodi sul decreto enti locali, che potrebbe essere varato venerdì in Consiglio dei ministri. Si va verso uno sblocco graduale del turn over nei comuni mentre non è ancora stata presa una decisione sui 400 milioni chiesti dalle Province.

 

renzi orlando emiliano renzi orlando emiliano

Quanto alla manovra bis per il 2017 da 3,4 miliardi, finirà anche questa in un decreto che il governo approverà nella seconda metà di aprile. Dopo lo stop dell' ex premier Renzi all' aumento delle accise, il governo cerca più risorse dall' evasione, confidando anche sul boom della rottamazione delle cartelle Equitalia. Sul Def, invece, è in corso il negoziato con Bruxelles per evitare la procedura d' infrazione sul debito. Il ministro dell' Economia Padoan, è alle prese con una manovra monstre per il 2018, anno elettorale. Di qui le tensioni col Pd di Renzi.

 

FUMO ALCOL FUMO ALCOL

ALCOL E SIGARETTE

Lo scorso settembre il governo Renzi ha notificato a Bruxelles la decisone di modificare l' obiettivo del deficit 2017, alzandolo dall' 1,8% al 2,4%, a causa delle emergenze terremoto e migranti. La Commissione europea ha replicato chiedendo al governo una manovra aggiuntiva per il 2017 pari a 0,2 punti di Pil, circa 3,4 miliardi. Il governo si è impegnato a farla entro aprile, promettendo tra l' altro l' aumento delle accise, che però Renzi ha bocciato. Un miliardo dovrebbe arrivare dall' estensione dello split payment (lo Stato trattiene l' Iva ai fornitori) alle società pubbliche. Un altro miliardo dai tagli ai ministeri. Resta in ballo, nonostante il no già espresso dal Pd, un ritocco delle accise ma non sui carburanti, bensì solo su alcol e sigarette.

 

PRIVATIZZAZIONI, DIVISI SULLA RIPARTENZA

POSTE ITALIANE POSTE ITALIANE

Nel 2016 le privatizzazioni si sono quasi fermate (solo Enav). Con il prossimo Def il ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan, vorrebbe rilanciarle, per assicurare entrate pari ad almeno 8 miliardi di euro l' anno. Nel menù rientrano anche Poste e Ferrovie. Ma su entrambe si sono scatenati i mal di pancia del Partito democratico. E perplessità sono state avanzate da almeno due ministri, Delrio (Trasporti) e Orlando (Giustizia) e dal sottosegretario allo Sviluppo, Giacomelli, tutti del Pd. I timori riguardano in sostanza le sorti e l' universalità del servizio pubblico postale e di quello ferroviario. Padoan invece ritiene il rilancio delle privatizzazioni indispensabile per evitare la procedura d' infrazione sul debito.

 

PER NON ALZARE L’IVA SERVONO 20 MILIARDI

RENZI EUROPA TASSE RENZI EUROPA TASSE

L' incubo di Padoan sono le «clausole di salvaguardia» che, a dire il vero, egli stesso con l' avallo dell' ex premier ha previsto per il 2018. Per disinnescare l' aumento dell' Iva dal 10 al 13% e dal 22 al 25% a partire dal prossimo primo gennaio, il governo deve trovare 19,5 miliardi.

 

Evasione Fiscale Evasione Fiscale

Una parte di queste risorse, circa la metà, verranno dall' aumento dell' indebitamento. Il deficit per il 2018 non sarà infatti più l' 1,2% del Pil come indicato nella nota di aggiornamento del Def, ma salirà intorno al 2%. La commissione europea preme affinché il prelievo fiscale venga spostato dalle persone alle cose, cioè sull' Iva. A Padoan potrebbe far comodo un minimo aumento delle aliquote. Il partito di Renzi si oppone perché teme di perdere voti.

 

IL RISCHIO INFRAZIONE PER I TROPPI DEBITI

DEBITO PUBBLICO DEBITO PUBBLICO

A maggio la commissione europea darà il giudizio finale sui conti pubblici italiani e deciderà se aprire una procedura d' infrazione per debito eccessivo. L' Italia è al secondo posto in Europa per debito pubblico, dopo la Grecia. A gennaio è arrivato a 2.250 miliardi di euro.

 

Secondo le regole europee del Fiscal compact il debito pubblico italiano dovrebbe essere quest' anno pari al 126,6% del Pil, invece la commissione Ue stima che sarà del 133,1% quest' anno e nel 2018, contro il 132,8% del 2016. Per l' Italia è indispensabile invertire la tendenza alla crescita. Padoan è impegnato su questo fronte, consapevole dei rischi che si corrono sui mercati. Renzi, ancora ieri, ha definito «stupide» le regole del Fiscal compact.

 

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT – IL DIAVOLO TRA DUE FUOCHI. IL MATRIMONIO TRA LOPETEGUI E IL MILAN È A UN PASSO. L’ACCORDO ECONOMICO È STATO TROVATO. MA PER L’ARRIVO DEL BASCO AL POSTO DI STEFANO PIOLI MANCA L'OK DI IBRAHIMOVIC, NOMINATO DA CARDINALE SUO PLENIPOTENZIARIO NEL CLUB – ZLATAN SPINGE PER ANTONIO CONTE, SOLUZIONE PIÙ GRADITA ALLA PIAZZA, IN CERCA DI UN MISTER CON GLI ATTRIBUTI (E LOPETEGUI IN SPAGNA È DETTO “EL CAGON”…) – RIUSCIRÀ IBRA A CONVINCERE LA SOCIETÀ A PUNTARE SU UN TECNICO DALLA PERSONALITÀ STRARIPANTE E MOLTO COSTOSO?

UN PUCCINI ALL’IMPROVVISO! – SCOOP! UN BRANO INEDITO DI GIACOMO PUCCINI SARA’ ESEGUITO PER LA PRIMA VOLTA AL LUCCA CLASSICA MUSIC FESTIVAL, IL PROSSIMO 28 APRILE – COMPOSTO NEL 1877 DA UN GIOVANE PUCCINI, S’INTITOLA “I FIGLI DELL’ITALIA BELLA – CESSATO IL SUO DELL’ARMI”: ERA RIMASTO A LUNGO “NASCOSTO”, POI DISPONIBILE SOLO IN FORMA INCOMPIUTA E, INFINE, RIPORTATO ALLA LUCE NELLA SUA INTEGRITA’ GRAZIE AL CENTRO STUDI PUCCINI – IL MISTERO DIETRO ALLA PARTITURA E I DIRITTI AQUISITI ORA DAL CONSERVATORIO “LUIGI BOCCHERINI” DI LUCCA...

MADONNA? EVITA-LA! – QUELLA VOLTA CHE MADONNA VENNE A ROMA PER LA PRIMA DI “EVITA’’ E SI INCAZZÒ FACENDO ASPETTARE IL PUBBLICO PER UN’ORA E MEZZO - IL PATTO ERA CHE SUA FIGLIA, LOURDES, VENISSE BATTEZZATA NEGLI STESSI GIORNI DAL PAPA ALLA PRESENZA DEL PADRE, CHE SI CHIAMAVA JESUS - IL PRODUTTORE VITTORIO CECCHI GORI CONOSCEVA UN CARDINALE: “PRONTO, AVREI MADONNA, L’ATTRICE, CHE VORREBBE BATTEZZARE LA FIGLIA, LOURDES, COL PADRE, JESUS… E SE FOSSE DISPONIBILE IL PAPA…” – VIDEO

DAGOREPORT - CON AMADEUS, DISCOVERY RISCHIA: NON È UN PERSONAGGIO-FORMAT ALLA STREGUA DI CROZZA E FAZIO. È SOLO UN BRAVISSIMO CONDUTTORE MA SENZA UN FORMAT FORTE CHE L’ACCOMPAGNI, SARÀ DURISSIMA FAR DIGITARE IL TASTO 9. NELLA TV DI OGGI I PRODUTTORI DI CONTENUTI VENDONO CHIAVI IN MANO IL PACCHETTO FORMAT+CONDUTTORE ALLE EMITTENTI - ALLA CRESCITA DI DISCOVERY ITALIA, NEL 2025 SEGUIRA' ''MAX'', LA PIATTAFORMA STREAMING DI WARNER BROS-HBO CHE PORTERÀ A UNA RIVOLUZIONE DEL MERCATO, A PARTIRE DALLA TORTA PUBBLICITARIA. E LE RIPERCUSSIONI RIMBALZERANNO SUI DIVIDENDI DI MEDIASET E LA7 - A DIFFERENZA DI RAI E IN PARTE DI MEDIASET, DISCOVERY HA UNA STRUTTURA SNELLA, SENZA STUDI DI REGISTRAZIONE, SENZA OBBLIGHI DI ASSUNZIONI CLIENTELARI NÉ DI FAR TALK POLITICI - LIBERI DI FARE UN CANALE5 PIÙ GIOVANE E UN’ITALIA1 PIÙ MODERNA, IL PROSSIMO 9 GIUGNO DOVRANNO DECIDERE SE FARE O MENO UNO SPAZIO INFORMATIVO. NEL CASO IN CUI PREVARRA' IL SÌ, SARÀ UN TG MOLTO LEGGERO, UNA SORTA DI ANSA ILLUSTRATA (E QUI RICICCIA L'OPZIONE ENRICO MENTANA)    

DAGOREPORT – L’INTELLIGENCE DI USA E IRAN HANNO UN PROBLEMA: NETANYAHU - L'OPERAZIONE “TERRORISTICA” CON CUI IL MOSSAD HA ELIMINATO IL GENERALE DELLE GUARDIE RIVOLUZIONARIE IRANIANE NELL'AMBASCIATA IRANIANA A DAMASCO E LA SUCCESSIVA TENSIONE CON TEHERAN NON È SPUNTATA PER CASO: È SERVITA AL PREMIER ISRAELIANO A "OSCURARE" TEMPORANEAMENTE LA MATTANZA NELLA STRISCIA DI GAZA, CHE TANTO HA DANNEGGIATO L'IMMAGINE DI ISRAELE IN MEZZO MONDO - NETANYAHU HA UN FUTURO POLITICO (ED EVITA LA GALERA) SOLO FINCHÉ LA GUERRA E LO STATO D'ALLARME PROSEGUONO...