tefaf 2016

IL MERCATO DELL’ARTE NEL MONDO VALE QUASI QUANTO IL PIL ITALIANO, EPPURE GALLERIE ED OPERATORI FATICANO AD AVERE I PRESTITI – MERCATO FLORIDO, INVECE, NEGLI STATES – IL CREDITO NELL’ARTE OGGI VALE INTORNO AI 20 MILIARDI DI DOLLARI

 

Bettina Bush per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

Tefaf

Analizzare le relazioni della finanza con il mercato dell' arte, che cresce a ritmi impressionanti, non è impresa semplice. Come fanno i protagonisti del settore, galleristi, e mercanti, a finanziare le loro attività, assediati da record di vendite impreviste che si alternano a periodi di calma? Come funziona il credito nel mondo dell' arte?

 

Aspetti di cui si parla molto ma si sa poco, al centro del nuovo report realizzato da Tefaf, la fiera internazionale d' arte e di antiquariato che si fa ogni anno a Maastricht, arrivata alla sua 31a edizione, e che dal 2016 ha coinvolto anche New York con due eventi, il Tefaf Spring dal 4 all' 8 maggio, a cui seguirà il Tefaf Fall in autunno, sempre alla Park Avenue Armony di New York.

 

Tefaf2

Art Dealer Finance, questo è il titolo dell' analisi, è stata realizzata intervistando 142 operatori del settore, presenti a Tefaf, per fare il focus sull' art -financing industry, per scoprire i rischi a cui ogni prestito è soggetto, per trovare nuove possibili relazioni tra il mondo della finanza e quello dell' arte, seguendo i pareri di esperti del settore, tra questi Michael Plummer, managing Director di Tefaf Nw York, e uno dei fondatori di Artvest; Adriano Picinati di Torcello, Global Art & Finance coordinator di Deloitte; Evan Beard di US Trust; Andrea Danese e Nigel Glenda di Athena Art Finance, Freya Stewart di Fine Art Group, solo per citarne alcuni.

 

Tefaf1

Soprattutto un nuovo capitolo nella storia dei report di Tefaf, ritenuti da sempre un punto di riferimento indispensabile per quantificare i dati del mercato dell' arte, che dall' anno scorso ha cambiato strategia, con analisi approfondite e mirate come quella del 2017 firmata da Rachel Pownall, professoressa di Economia e Commercio dell' Università di Maastricht, che era dedicato esclusivamente all' Art Market. Quest' anno il report è stato presentato il 4 maggio da Anders Petterson, fondatore di Art Tactic, poi è stato commentato in una tavola rotonda moderata da Tim Schneider, giornalista di Artnet e fondatore di Gray Market, sempre personalità conosciute nel mondo internazionale dell' arte.

 

TEFAF NIGHT FISHING

Il perno di questo studio è come si finanzia l' arte e a quali fondi possono attingere gli operatori. Emerge subito che il valore dei prestiti o finanziamenti per gallerie e altri operatori del settore, oggi corrisponde solo a una piccola fetta del più globale art-secured lending market, ovvero i prestiti concessi in cambio di una valutazione di opere artistiche prese a garanzia: a gallerie e dealer è andato tra 1,4 a 2,1 miliardi di dollari, ovvero meno del 10 % del mercato del credito globale dell' arte che nel 2017 è stato tra i 17 e i 20 miliardi di dollari.

 

Un discorso a parte riguarda gli Usa, dove l' utilizzo del credito è molto più sviluppato, grazie a un chiaro regolamento giuridico che controlla ogni passaggio, chiamato Uniform Commercial Code che consente a chi richiede il prestito, di mantenere il possesso dell' opera d' arte. Un aspetto non da poco che facilita il mercato, e che non è chiaro in Europa, dove c' è un quadro giuridico molto frammentato.

 

PRESTITI MERCATO ARTE

Insomma ogni paese ha le sue regole, ma anche l' arte è considerata in modo diverso dalla finanza, esistono periodi storici più appetibili e altri meno: tra le gallerie che riescono a ottenere più credito ci sono quelle che si occupano di arte impressionista, moderna, del dopoguerra e contemporanea. Non a caso questi sono i periodi più richiesti dal pubblico, e quelli dove le case d' aste, tra queste Sotheby' s, Christie' s e Phillips, nel 2017 hanno registrato il 50% del loro giro di affari, che nel 2016 era del 46%, confermando un trend in crescita.

 

MERCATO ARTE

Il vero nodo rimane quello della imprevedibilità delle vendite, un rischio non da poco che il mondo della finanza fatica ad assumersi. Motivo che spinge gli operatori del settore a usare i propri utili, a rivolgersi a investitori privati, e meno alle banche per ottenere il credito. Eppure dal 2000 al 2017 il mercato dell' arte si è trasformato da settore di nicchia a un' industria internazionale con molti zeri: secondo l' Art Market Report di Art Basel il giro di affari dell' arte nel 2017 ha superato i 63 miliardi di dollari.

 

Negli ultimi anni ci sono state importanti trasformazioni come la comparsa di una nuova popolazione di High Net Worth Individuals, ovvero persone che posseggono un importante patrimonio netto, e che hanno imposto nuove regole. Sono loro che hanno determinato la crescita del mercato del contemporaneo, anche il segmento più richiesto nelle aste internazionali, a partire dal 2004.

 

BANCHE

Nel report del 2017 di Deloitte Art & Finance il 50% dei collezionisti intervistati ha spiegato che la motivazione dei loro acquisti in opere d' arte era guidata dal rendimento dell' investimento, e il 36% dei collezionisti lo ha fatto anche per diversificare. Ormai è chiaro che l' arte è diventata un valore economico, e non un semplice oggetto estetico, soprattutto quando si considerano opere che si avvicinano al mezzo miliardo di dollari.

 

Sempre da un rapporto Deloitte Art & Finance del 2017 si osserva che i beni dell' arte hanno una dotazione patrimoniale di 1.62 trilioni di dollari, con una potenziale crescita a 2.71 trilioni di dollari nel 2026. Cifre a tanti zeri di un mercato in cui il credito dipende dalla crescita economica globale, dall' aumento della classe dei nuovi super ricchi ma che non è mai privo di incognite, perché come ricorda Evan Beard dell' US Trust, se l' arte è qualcosa di tangibile, non lo è il suo valore, basato su delle convinzioni.

Ultimi Dagoreport

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…