john elkann olanda paradiso fiscale

OLANDA, IL PARADISO FISCALE DELL'UNIONE EUROPEA – DALLE BANCHE DI AMSTERDAM OGNI ANNO TRANSITANO 4.500 MILIARDI DI EURO, PIÙ DEI PIL DI ITALIA E FRANCIA MESSI INSIEME – SONO IL FRUTTO DELLE ATTIVITÀ DELLE MULTINAZIONALI DI TUTTO IL MONDO CHE DIROTTANO NEI PAESI BASSI FIUMI DI DENARO GRAZIE ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI – ECCO COME 15MILA SOCIETÀ RIESCONO A FREGARE IL FISCO GRAZIE ALLA (DE)TASSAZIONE OLANDESE...

Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi per “Il Sole 24 Ore” del 13 dicembre 2018

 

OLANDA PARADISO FISCALE

La rotta più breve per trasferire i ricchi utili delle multinazionali dall’Europa agli Stati Uniti passa obbligatoriamente per lo scalo di Amsterdam. Nel 2016 […]  dall’Olanda sono transitati per pure ragioni fiscali 4.500 miliardi di euro. Sono il frutto delle attività delle multinazionali di tutto il mondo nei singoli paesi europei dove solo una parte degli utili viene tassata.

 

La gran parte dei flussi viene dirottata in Olanda dove molte multinazionali hanno sede fiscale, grazie a tutte le agevolazioni tributarie che il paese è in grado di offrire.

Per dare l’idea dell’imponenza della cifra che passa attraverso il cielo olandese, basti pensare che il Pil italiano sommato a quello francese sfiora 4.300 miliardi di euro. Per offirre un altro paragone, i 4.500 miliardi sono pari a 5,4 volte il Prodotto interno lordo dei Paesi Bassi.

AMSTERDAM

 

A descrivere per la prima volta questo scenario è lo stesso governo olandese in un documento inviato […] al Parlamento dell’Aja. Ma le sorprese non finiscono qui. Per la prima volta il governo olandese rende anche noto che nel paese ci sono circa 15mila società “bucalettere”, vale a dire cassette postali dietro le quali la maggior parte delle volte non esiste una vera e propria struttura organizzata né tantomeno unità produttive.

 

In sostanza, dividendi, royalties e diritti intellettuali – grazie ad un fisco amico dellle società e delle multinazionali – vengono “blindati” in Olanda invece che nei singoli paesi europei. Il governo olandese stima che di questi 4.500 miliardi l’imponibile per il fisco dei Paesi Bassi è stato nel 2016 di soli 199 miliardi.

 

JOHN ELKANN

Il documento – che porta la firma del ministero delle Finanze dell’Aja – è stato paradossalmente preparato per «monitorare gli effetti dell’evasione fiscale e le misure di pianificazione che si avvicinano all’elusione fiscale» proprio nel paese che fa dell’aggressività tributaria una delle sue armi di attrazione di massa, come sottolineato a marzo 2018 dalla Commissione europea.

 

L’Olanda è monitorata dalla Ue insieme ad altri sei paesi: Lussemburgo, Belgio, Irlanda, Cipro, Malta e Ungheria. Non è dunque un caso se, camminando per i canali di Amsterdam, è facile imbattersi in palazzi sedi di multinazionali o in grosse insegne che richiamano i brand più famosi al mondo, dal tempo libero, a internet, ai generi di largo consumo.

 

OLANDA PARADISO FISCALE

 

Per esempio, a Prins Bernhardplein 200, circa quattro chilometri dal centro di Amsterdam, si staglia un palazzo moderno in vetro e cemento dove sono ospitate ben 2.812 società di tutto il mondo, Italia compresa. 

 

Anche fuori Amsterdam è un brulicare di grandi gruppi internazionali. A pochi passi dalla stazione di Leiden, quasi nascosta, c’è la sede centrale di Ikea, la multinazionale che fa della sua radice e dell’orgoglio svedese i suoi punti di forza. I soldi degli acquirenti di mobili in tutta Europa finiscono qui perché è proprio qui – e non in Svezia – che Ikea ha deciso di spostare la sede fiscale, cedendo al fascino del fisco amico dei Paesi Bassi. 

 

JOHN ELKANN

Un caso isolato? No. Basta fare ancora pochi chilometri e a Rotterdam – questa volta in un palazzo molto appariscente – c’è una delle due sedi centrali di Unilever, la multinazionale anglo-olandese che ha l’altro centro di gravità a Londra. 

[…]

 

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)