alberto e susanna vitaloni

PATATE E FIGLI MASCHI - LOTTA NELLA FAMIGLIA CHE CONTROLLA IL GRUPPO SAN CARLO, 315 MILIONI DI FATTURATO L'ANNO: I FIGLI MASCHI AVEVANO PRESENTATO UN ESPOSTO PER CIRCONVENZIONE D'INCAPACE DOPO CHE IL PADRE AVEVA ASSEGNATO LA QUOTA DI CONTROLLO ALLA LORO SORELLA. MA LA PROCURA DÀ RAGIONE AL PATRON 83ENNE, FIGLIO DEL FONDATORE DEL COLOSSO CHE DETIENE IL 60% DEL MERCATO ITALIANO DEGLI SNACK SALATI

Luigi Ferrarella per il ''Corriere della Sera''

 

 

susanna vitaloni

I due figli maschi contro il patron del marchio San Carlo, i fratelli contro la sorella tacciata in ipotesi persino di circonvenzione di incapace o di violenza privata dopo la malattia del padre, in una «guerra delle patatine» che vale il controllo di un gruppo alimentare da 315 milioni di fatturato l’anno e 2.200 dipendenti: e alla fine è l’«arbitro» togato, cioè la Procura della Repubblica e il Tribunale civile di Milano, a risolvere la disfida familiare e a dare ragione (almeno per ora) all’anziano capofamiglia e alla figlia da lui individuata come futura guida dell’impero.

 

alberto vitaloni

Il contenzioso nasceva dalla convinzione dei figli Francesco e Michele Vitaloni circa il deteriorarsi (fino a interruzione) dei rapporti con il padre Alberto, 83enne figlio del fondatore Francesco nel 1936, e presidente del colosso che detiene il 60% del mercato italiano degli snack salati, sponsor della nazionale di calcio e della squadra di moto «Sic 58» voluta dal papà dello scomparso campione Marco Simoncelli: e nasceva in particolare dall’idea che le mutate scelte paterne circa gli assetti azionari in famiglia fossero dipese da manipolazione e condizionamento riconducibili alla loro sorella Susanna.

 

alberto e susanna vitaloni

 

In particolare i figli maschi lamentavano che il padre, dopo aver donato il 18 marzo 2016 a ciascuno dei tre figli tre identiche quote del 15%, e dopo un patto di sindacato con vincoli bilancianti l’equilibrio per 5 anni, il 21 ottobre 2016 (un mese dopo la morte della moglie Laura) avesse invece donato alla figlia Susanna la nuda proprietà di un ulteriore 35,04%, così dandole la maggioranza (50,04%) del controllo di «Unichips Finanziaria spa», holding a sua volta controllante il 100% di «San Carlo Gruppo Alimentare spa» e gli altri marchi «Pai, Flodor, Crecs, Highlander, Autentica Trattoria, Wacko’s»: un cambio di scelta che i figli adombravano fosse frutto di una capacità di autodeterminazione del padre viziata dall’influenza della sorella e del suo entourage dopo l’ictus che nell’ottobre 2015 aveva duramente segnato il papà.

patate san carlo

 

Ma nel procedimento davanti alla giudice Enrica Manfredini della sezione «volontaria giurisdizione» del Tribunale civile, volto a esaminare la richiesta dei figli maschi di nominare un «amministratore di sostegno» per il padre, l’altro ieri è stata trasmessa dalla Procura la richiesta di archiviazione dell’esposto del 17 luglio 2017 dei figli, firmata dal pm Luisa Baima Bollone dopo una lunga istruttoria che ha acquisito le testimonianze (oltre che dei diretti interessati e dei rispettivi consulenti economici) di molte persone incaricate della cura di Vitaloni: infermieri, fisioterapisti, domestici, autisti, comandanti di barche.

 

patatine san carlo

La conclusione della Procura è che non emergano elementi tali da far ritenere le scelte pro-figlia del patron come frutto di circonvenzione operata dalla figlia o da terzi a suo danno, ma che al contrario esse siano conformi all’originaria volontà del padre, manifestata già prima della malattia ad esempio in un testamento del 2015.

 

Di certo la malattia (come evidenziato dal consulente dei figli, professor Picozzi) ha provato l’uomo colpito da perdurante afasia, ma essa – valuta la Procura – non ha inciso sulla sua capacità di autodeterminazione, perché Vitaloni (come evidenziato anche dal professor Angelo Giarda, il legale che l’ha seguito come potenziale “parte offesa” dei reati ipotizzati dall’esposto dei figli maschi) anche su argomenti complessi risulta in grado di compensare una efficace comunicazione attraverso segnali non verbali e circonlocuzioni.

patatine san carlo

 

Di fronte a questa richiesta di archiviazione in sede penale, e agli sforzi della giudice tutelare Manfredini di favorire una ricomposizione tra litiganti sinora confrontatisi per interposta legione di avvocati sui vari fronti (da Giarda a Giorgio De Nova, da Laura Hoesch a Paolo Barozzi dello studio Grande Stevens, da Vincenzo Mariconda allo studio di Giulia Bongiorno prima che diventasse ministro), l’altro ieri in Tribunale i figli hanno ritirato la propria richiesta di nominare al padre un «amministratore di sostegno».

 

CARLO CRACCO NELLO SPOT DELLE PATATINE

Resta in teoria ancora aperto un terzo fronte, quello davanti all’ottava sezione del Tribunale civile (giudice Angelo Mambriani), dove il padre dal giugno 2017 chiede ai figli maschi di pagargli una penale di 16,5 milioni per essersi resi asseritamente inadempienti rispetto al patto di sindacato con la propria condotta nell’assemblea del 23 maggio 2017: ma anche qui è possibile che in futuro sia stavolta il padre a deporre le armi giudiziarie contro i figli maschi nel quadro di una auspicata ricomposizione dei rapporti.

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - CON LA MOSSA DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA TRASMISSIONE TV DELL’EVENTO, IL PRESIDENTE DELLA FITP, L'IRRIDUCIBILE ANGELO BINAGHI, MOLLA UNO SCHIAFFONE AL GOVERNO MELONI CHE GLI AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE”, CIOÈ LA PARTECIPATA GOVERNATIVA A GUIDA MELONIANA, LA GESTIONE DI UN TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO – BINAGHI  SFRUTTERÀ I SOLDI DELL’ACCORDO CON MEDIASET PER GESTIRSI LE FINALS DA SOLO? LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...