giandomenico genta fondazione cuneo

SOFFRITTI D'INTERESSE - GIANDOMENICO GENTA, FIERO OPPOSITORE DELL’OPS DI INTESA SU UBI, È PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE DI “AUTOSTRADE” E, DA PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CARICUNEO, HA COMPRATO 50 MILIONI DI EURO DI TITOLI ATLANTIA - CON IL PIEDE IN DUE STAFFE, COME FA A VALUTARE LA BONTÀ DELL’INVESTIMENTO? E INFATTI FINORA NON È ANDATA GRANCHÈ BENE…

Fabio Pavesi per Dagospia

 

giandomenico genta victor massiah

Come molti degli azionisti di Atlantia, ha plaudito a quel rialzo monstre del titolo di oltre il 20% in una seduta, all’indomani dell’accordo con il Governo che ha scongiurato la revoca della concessione di Autostrade la controllata di Atlantia. Ma lui Giandomenico Genta non è un socio qualsiasi di Atlantia.

 

Genta, da presidente della Fondazione cassa di risparmio di Cuneo, azionista di Ubi con il 5,9% del capitale, ha comprato titoli Atlantia per 50 milioni di euro. Un investimento da cassettista come tanti che fanno le Fondazioni bancarie a caccia di rendimenti. Fin qui nulla di strano. Più singolare però è che Genta ricopre un ruolo non di poco in Autostrade. È presidente dal 2018 del Collegio sindacale della società. Uno e bino si direbbe.

fondazione cassa risparmio cuneo 1

 

Con la Fondazione che presiede compra titoli della società di cui è il massimo esponente tra i sindaci. Come valutare con il piede in due staffe la bontà dell’investimento?

Finora non è andata granchè bene, nonostante il rialzo post accordo. I titoli sono stati comprati e sono a bilancio a 22,7 euro per azione e oggi contano una perdita potenziale del 40%. Vuol dire che anziché 50 milioni quell’investimento in Atlantia ne vale oggi solo 30 milioni. Si potrà obiettare che il titolo può risalire e recuperare terreno. Sarà, ma difficile che torni ai fasti dei giorni dell’acquisto pre crollo del Ponte Morandi.

 

giandomenico genta

Certo Genta può dire che intanto ha incassato i dividendi. Sono poco più di 6 milioni in tre anni per un rendimento annuo del 4%. Buoni, ma non sufficienti a coprire le perdite sul prezzo di acquisto. E così con ogni probabilità visto che per Autostrade, e in fondo Atlantia, il bello è dietro le spalle la Fondazione di Cuneo dovrà rassegnarsi a contabilizzare probabili perdite sull’investimento in Atlantia cercato dal suo presidente che ha la doppia casacca. Presidente di una Fondazione bancaria che investe su un titolo in cui Genta ha un ruolo di grande responsabilità. Tutto lecito ci mancherebbe, ma forse opportunità vorrebbe che non si mischino le cose.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?