fca psa peugeot citroen fiat carlos tavares john elkann yaki

TUTTO PRONTO PER LE NOZZE TRA PEUGEOT-FCA? RESTA IL NODO DELLA PRODUZIONE IN ITALIA - MIKE MANLEY AVEVA ANNUNCIATO L'ESAURIMENTO DEI MODELLI FIAT 500 E PANDA. OVVERO UN BRUTTO SEGNALE PER GLI STABILIMENTI DI MIRAFIORI E DI POMIGLIANO - I SINDACATI: “QUALCUNO SI È POSTO IL PROBLEMA DI CHIEDERE SE SI INTENDE MANTENERE E SVILUPPARE LA PRODUZIONE AUTOMOBILISTICA O SE CI SI ACCONTENTERÀ INVECE DI DESTINARE BUONA PARTE DELLA REALTÀ ITALIANA DI FCA A DIVENTARE SOLO UN FRUITORE DI CASSA INTEGRAZIONE?"

Ettore Bofano per il “Fatto quotidiano”

 

manley elkann

“L' America è sistemata", potrebbe dire John Elkann: che non vede l'ora, spiegano, di ratificare la fusione con Peugeot. Nei giorni scorsi, infatti, Fca Usa ha concluso l' accordo col sindacato dei metalmeccanici Uaw (lo stesso che un esposto di General Motors accusa di essersi fatto corrompere, ai tempi di Sergio Marchionne) per il nuovo contratto di lavoro: 9 miliardi di dollari per investimenti nei prossimi 4 anni e quasi 8 mila posti in più.

 

mike manley

Nel panorama internazionale del futuro colosso dell'auto, Peugeot-Fca, le cose vanno bene anche in Germania, dove la casa francese Psa, al momento dell' acquisto di Opel da GM (2017), aveva offerto precise rassicurazioni alla cancelliera Merkel e ai Lander sul mantenimento degli impianti produttivi: un impegno poi sempre rispettato. Scenario altrettanto favorevole per le future "nozze" è, infine, quello francese: dove, ancora una volta, il governo transalpino (che partecipa con una presenza non secondaria al capitale di Psa) ha preteso garanzie prima di dare il proprio benestare all' avvio del percorso per un' intesa con il gruppo di Elkann, sia pure di fronte a un già evidente sbilanciamento a favore di Parigi negli organi di controllo della nuova realtà.

 

mike manley john elkann

Vento in poppa, dunque, in vista dell'annuncio (promesso entro Natale) del primo atto formale propedeutico al closing finale, subordinato al via libera delle autorità dell' antitrust degli Stati interessati? Non la pensano tutti così, almeno a Torino, dove si sottolinea come esista un' ultima "piazza" che andrebbe analizzata prima di festeggiare.

 

L'Italia, appunto, che (anche se ormai la sede legale di Fca è in Olanda e quella fiscale è stata trasferita a Londra, sollevando la contestazione, per una presunta evasione fiscale miliardaria, da parte dell'Agenzia delle Entrate) dovrebbe avere una potenzialità produttiva di un milione e 400 mila vetture all' anno in cinque stabilimenti, ma è ferma a 800 mila ed è dominata dal continuo ricorso agli ammortizzatori sociali.

mike manley a ginevra

 

Sotto la Mole, da almeno quattro settimane, sono presenti una trentina di manager e analisti di Psa, con scambi continui tra Parigi e Torino, incontri ufficiali e anche cene riservate in case private. I temi che tengono banco sono soprattutto quelli di diritto commerciale e finanziario, ma una parte dei delegati di Psa sta lavorando anche per capire la situazione italiana di Fca in vista del futuro piano industriale del nuovo gruppo, affidato al prossimo amministratore delegato unico, il franco-portoghese Carlos Tavares, attuale leader dell'azienda francese.

 

FIAT POMIGLIANO

"Le cose, al momento, appaiono molto nette - dice Giorgio Airaudo, da anni esponente e dirigente della Fiom-Cgil del Piemonte - Il successore di Marchionne, Michael Manley, aveva annunciato la progressiva uscita dalla produzione del segmento A: in altre parole, l'esaurimento dei modelli Fiat 500 e Panda. Significa, senza alternative, un brutto segnale per gli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano".

 

FIAT POMIGLIANO

Ma è tutto davvero così incerto e negativo? "Credo sia necessario applicare il modello francese e quello tedesco. Lì i governi nazionali si sono mossi e hanno preteso garanzie. Qui che cosa si sta facendo? Corrono voci di comunicazioni tra Elkann e il premier Conte, anche in occasione dell' acquisizione del gruppo editoriale Gedi. Qualcuno ha provato davvero a esercitare una moral suasion prima che tutto sia fatto e il ruolo di Tavares diventi decisivo? Qualcuno si è posto il problema di chiedere se si intende mantenere e sviluppare la produzione automobilistica o se ci si accontenterà invece di destinare buona parte della realtà italiana di Fca a diventare solo un fruitore di cassa integrazione?".

 

carlos tavares 1

Per Airaudo i giochi saranno chiari quando Tavares annuncerà se e quali modelli saranno assegnati alla produzione italiana. "Ma l' abbandono del segmento A, se sarà confermato, sembra indicare una sola strada possibile. Un ritorno alla produzione nel settore B, quello un tempo incentrato sulla Punto. Fca aveva detto che ciò non era possibile perché sarebbero serviti almeno un miliardo di euro per realizzare la nuova piattaforma. Ora la piattaforma c' è: è quella di Peugeot per la sua 208. Le potenzialità di una nuova Punto potrebbero raggiungere le 200-300 mila vetture all' anno.

john elkann

 

Oggi quel segmento è guidato dalla Renault Clio (330 mila vetture) e presidiato dalla Opel Corsa, dalla Peugeot 208 e dalla Nissan Yaris. La sorte di Mirafiori e Pomigliano si gioca qui, con la possibilità di nuovi modelli in quel segmento, mentre la trasformazione a Torino della piattaforma della Mito per la 500 elettrica, per ora, resta una scommessa in divenire". Altrimenti? "Altrimenti anche le nozze con Psa confermeranno che in Italia, come disse un giorno Marchionne a Detroit, a Fca conviene non licenziare gli operai, ma mantenerli in cassa integrazione."

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…