1. CINQUE ANNI, DUE DISCHI E UN PAIO DI INTUIZIONI AZZECCATE: TANTO È SERVITO AL DUO ITALIANO DEGLI M+A PER PASSARE DALLE SALE PROVE DI FORLÌ AL PALCO DEL FESTIVAL ROCK PIÙ FAMOSO DEL MONDO, QUELLO DI GLASTONBURY, EVENTO DELL’ESTATE INGLESE IN PROGRAMMA NEL SOMERSET FINO A DOMANI, CON IN CARTELLONE NOMI COME METALLICA, ARCADE FIRE, KASABIAN, LANA DEL REY E ROBERT PLANT 2. MUSICA E FANGO - PER INIZIARE IL FESTIVAL È STATO INAUGURATO DA PIOGGE TORRENZIALI. I CAMPEGGIATORI SONO CORSI DENTRO LE LORO TENDE LA NOTTE PRIMA QUANDO I NUVOLONI NERI AVEVANO COPERTO IL CIELO SOPRA LA WORTHY FARM A PILTON NEL SOMERSET. IL CATTIVO TEMPO NON HA SPENTO GLI ENTUSIASMI DEI TANTISSIMI VENUTI AD ASSISTERE ALLE ESIBIZIONI, ANZI LA FELICITÀ ERA BEN VISIBILE SUI VOLTI DI TUTTI MENTRE SI FANNO STRADA NEL FANGO CON I LORO PONCHOS ANTIPIOGGIA

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Dagotraduzione "http://www.dailymail.co.uk"

 

Per iniziare il Festival di Glastonbury è stato inaugurato da piogge torrenziali. I campeggiatori sono corsi dentro le loro tende la notte prima quando i nuvoloni neri avevano coperto il cielo sopra la Worthy Farm a Pilton nel Somerset, Inghilterra.

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Dalle 10 del mattino, oggi, una tempesta a iniziare a ricoprire un'area di 1200 acri e imperverserà per tutta la notte, anche durante le esibizioni musicali di Lily Allen, Haim e Mia.

 

Ma le temperature non saranno rigide, saranno attorno ai 17 gradi. Il Met Office, l'ufficio di controllo metereologico britannico, a diramento un allerta gialla annunciando tuoni, pioggia e locali allagamenti.

 

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Il cattivo tempo non ha spento gli entusiasmi dei tantissimi venuti ad assistere alle esibizioni, anzi la felicità era ben visibile sui volti di tutti mente di fanno strada nel fango con i loro ponchos antipioggia.

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2. SORPRESA A GLASTONBURY DUE ESORDIENTI DI FORLÌ AL MEGA-FESTIVAL DEL ROCK

Andrea Morandi per Repubblica.it

 

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Cinque anni, due dischi e un paio di intuizioni azzeccate: tanto è servito al duo italiano degli M+A per passare dalle sale prove di Forlì al palco del festival rock più famoso del mondo, quello di Glastonbury, evento dell’estate inglese in programma nel Somerset fino a domani, con in cartellone nomi come Metallica, Arcade Fire, Kasabian, Lana Del Rey e Robert Plant.

 

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«E pensare che ci hanno iscritto qualche mese fa senza che noi nemmeno lo sapessimo» ride Michele Ducci, metà degli M+A assieme a Alessandro Degli Angioli «Poi, quando lo scorso aprile ci hanno convocato per ascoltarci dal vivo e capire se eravamo adatti a suonare a Glastonbury
assieme agli altri, abbiamo preso un volo per Londra all’ultimo momento, convinti che sarebbe stato un viaggio inutile e che non ci avrebbero mai preso».

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E invece così non è stato: folgorati dal loro raffinato electro-pop cantato in inglese, i selezionatori del festival hanno immediatamente inserito nel programma gli M+A, tanto che domani i due si ritroveranno sul West Holts Stage, lo stesso palco dove poco prima si esibiranno Bryan Ferry, Goldfrapp e Disclosure.


«Come la stiamo vivendo?» prosegue Ducci, che ha solo 22 anni ed è il cantante del gruppo «Piuttosto bene, siamo arrivati qui ieri ed è già un delirio assoluto, ci sono migliaia di band e artisti, gente ovunque. L’unico problema è che non essendo abituati a eventi del genere è una situazione non facile da gestire, ma è fantastico il solo esserci. Siamo anche reduci da due concerti a Oxford e Camden nei giorni scorsi che sono andati molto bene: al pubblico inglese sembra piacere la nostra musica».

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Aggiungeteci anche che il Guardian la settimana scorsa ha eletto gli M+A come Band of the Week («Sembrano i primi Pet Shop Boys», il commento) e ce n’è abbastanza per montarsi la testa, considerando anche che il loro ultimo disco — l’ottimo These days — è stato pubblicato perfino in Giappone e negli Stati Uniti e che i due romagnoli a agosto sono stati invitati anche a un altro Festival, quello di Treviri, in Germania.

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«E pensare che al liceo musicale di Forlì non volevano nemmeno farci registrare il pianoforte per il disco l’anno scorso» ride Ducci «Ma la verità è che abbiamo avuto le idee chiare fin da subito, da quando abbiamo cominciato a suonare nel 2009. Facciamo brani in inglese, così ci siamo subito trovati un’etichetta con base a Londra (la Monotreme, ndr) per ragionare al di fuori dai confini nazionali e provare a fare le cose in grande. Finora ci è andata bene. Differenze con l’Italia? Non tante, le dinamiche sono molto diverse, però in Inghilterra se a qualche radio o a qualche giornalista piace la tua musica, si lancia subito, ha il coraggio di segnalare nomi nuovi. Nel nostro Paese invece c’è un po’ più timore sui gruppi emergenti, nessuno si spende nell’indicare nuovi talenti...».

 

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