2018picasso

“NON VOGLIO VIVERE COME SE FOSSI GIÀ MORTO”: BANDERAS PARLA DELL'INFARTO E SI PRESENTA IL SUO ‘GENIUS: PICASSO’ (DAL 10 MAGGIO SU ‘NATIONAL GEOGRAPHIC’) - SULLA MORTE DELLA MADRE: ‘È SVANITA. AVEVA L’ALZHEIMER, DA TRE ANNI ERA COME UNA PIANTA. HO AVUTO TRE GIORNI PER PIANGERE E PER FARE IL FUNERALE, POI SONO TORNATO SUL SET. QUANDO CI LASCIO' MIO PADRE FU PIÙ DURA PERCHÉ…’

antonio banderas nei panni di picasso

 

Margherita Corsi per Vanity Fair

 

Antonio Banderas si tocca la testa rasata e la fronte senza sopracciglia: «Volevo diventare una tela bianca su cui dipingere Picasso». Si sente che ha preso sul serio il ruolo di protagonista in Genius: Picasso, dal 10 maggio alle 20.55 su National Geographic, la seconda stagione della serie prodotta da Ron Howard che, dopo Einstein, racconta la vita del pittore (e le sue donne, fra cui Marie-Thérèse Walter, interpretata da Poppy Delevingne), nato a Malaga come Banderas. «Ho sentito una grande responsabilità, è il mio eroe da quando avevo 5 anni. Mia madre mi portava a scuola e ci fermavamo sempre davanti alla sua casa», racconta. «Ma è stata dura a livello fisico».

picasso

 

Perché?

«Sul set a Malta faceva molto caldo e mi bucavano il viso con un ago per far uscire il sudore e impedire che mi gonfiassi. Mi svegliavo alle due e mezza del mattino perché servivano 5 ore per truccarmi, poi giravamo fino a sera. I copioni continuavano ad arrivare, non avevo più una vita».

 

Le è pesato?

antonio banderas nei panni di picasso

«È stato difficile. Ho chiesto scusa a mia figlia Stella perché è lei la mia creazione migliore, ma mi perdo tante cose. È pesante starmi vicino per chi mi vuole bene».

antonio banderas nei panni di picasso

 

Anche per la sua fidanzata Nicole Kempel?

«Lei non è un’attrice e ne sono felice, niente nevrosi a casa. Lavora nel settore bancario, è dolce e mi dà la tranquillità di cui ho bisogno. Ormai ho quasi 60 anni (57, ndr)».

 

Sua madre è morta durante le riprese.

«Dico sempre che è svanita: aveva l’Alzheimer, da tre anni era come una pianta. Ho avuto tre giorni per piangere e fare il funerale a Barcellona, poi sono tornato sul set. La morte di mio padre è stata più dura: il cancro se l’è preso in due mesi, eravamo molto uniti».

 

Com’è cambiata la sua vita dopo l’infarto dell’anno scorso?

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«Ho smesso di fumare, prendo le medicine e mi alleno. Ma non rinuncio a niente, non voglio vivere come se fossi già morto».

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