vladimir putin europa confine dr esercito militari

LA RUSSIA SI STA PREPARANDO AD ANNI DI GUERRA CON L’EUROPA. E NOI STIAMO A FARCI LE PIPPE SULLO ZERO VIRGOLA DI PIL PER LE ARMI – UN’INCHIESTA DELLA TV DANESE “DR” RIVELA CHE PUTIN STA RIORGANIZZANDO IL PROPRIO DISPOSITIVO MILITARE LUNGO TUTTO IL CONFINE CON L’EUROPA SETTENTRIONALE, IN VISTA DI UN LUNGO CONFRONTO DI LARGA SCALA CON LA NATO – NUOVE BASI, AUMENTO DELLA CAPACITÀ LOGISTICA, TRASFORMAZIONE DELLE FORZE DA BRIGATE A DIVISIONI – LA FASE PIÙ PERICOLOSA SONO I PROSSIMI 2-3 ANNI: UN’EVENTUALE FINE DEI COMBATTIMENTI IN UCRAINA, UNITA ALL’IMPREPARAZIONE DEGLI ESERCITI EUROPEI, SAREBBE UN’OPPORTUNITÀ IRRIPETIBILE PER IL CREMLINO

Estratto dell’articolo di Giorgio Rutelli per www.adnkronos.com

 

DISPIEGAMENTO DI FORZE RUSSE AL CONFINE CON L EUROPA

La Russia non si starebbe preparando soltanto a sostenere la guerra in Ucraina. Secondo una lunga inchiesta della tv pubblica danese DR, realizzata insieme alle omologhe svedese Svt, norvegese Nrk e al media estone Delfi, Mosca starebbe riorganizzando in profondità il proprio dispositivo militare lungo il confine con l’Europa settentrionale, dall’Artico al Baltico, in vista di un possibile confronto di larga scala con la Nato.

 

È questa la sostanza più rilevante del lavoro giornalistico intitolato “Krigsplan Europa”, “Piano di guerra Europa”: nuove basi, ampliamento di strutture esistenti, ricostituzione di grandi unità militari, aumento della capacità logistica e trasformazione delle forze russe da brigate a divisioni. Non un semplice rafforzamento difensivo, ma una riorganizzazione pensata per sostenere operazioni prolungate e ad alta intensità.

vladimir putin e le sanzioni europee

 

Il punto più delicato riguarda i tempi. Le fonti consultate da DR indicano nei prossimi uno-tre anni la fase potenzialmente più pericolosa per l’Europa, soprattutto nel periodo immediatamente successivo a un’eventuale fine dei combattimenti in Ucraina. In quello scenario, Mosca potrebbe disporre di un esercito temprato dal conflitto, di un’economia già convertita alla produzione bellica e di una capacità di mobilitazione più rapida rispetto al ritmo con cui i Paesi europei stanno ricostruendo le proprie difese.

 

[…] La conclusione che emerge è netta: la Russia sta rafforzando l’intero arco di confine con la Nato nel Nord Europa, dalla Norvegia e dalla Finlandia fino alla Lituania. L’allargamento dell’Alleanza a Finlandia e Svezia ha trasformato quell’area in uno dei fronti più sensibili della sicurezza europea. Mosca, secondo l’inchiesta, sta rispondendo con una riorganizzazione militare strutturale.

 

VLADIMIR PUTIN - GUERRA IBRIDA CONTRO L'EUROPA

[…] Il passaggio più significativo non riguarda soltanto il numero dei soldati, ma il tipo di forze schierate. Mosca starebbe trasformando unità organizzate in brigate, composte indicativamente da circa 4.000 uomini, in divisioni, che possono arrivare a circa 10.000 soldati ciascuna.

 

La differenza è sostanziale. Le brigate sono più leggere e flessibili. Le divisioni, invece, sono pensate per operazioni di combattimento di maggiore durata, con artiglieria, logistica, supporto pesante e capacità di condurre una guerra convenzionale su vasta scala. È per questo che gli esperti consultati dall’inchiesta leggono il cambiamento come un segnale politico e militare: […] si tratta di un […] assetto compatibile con scenari di guerra ad alta intensità.

GAS RUSSIA UNIONE EUROPEA

 

Secondo Marko Eklund, quando le operazioni in Ucraina saranno terminate, la Russia potrebbe arrivare a schierare circa 115.000 soldati nelle aree di confine con l’Europa settentrionale. A questi si aggiungerebbe la possibilità di mobilitare rapidamente centinaia di migliaia di veterani del conflitto ucraino, spostandoli da altre aree del territorio russo verso il fianco nordico e baltico.

 

[…]

 

Il passaggio centrale riguarda la cosiddetta finestra di vulnerabilità. Secondo le fonti di DR, la fase più rischiosa potrebbe aprirsi subito dopo la fine o il congelamento della guerra in Ucraina. Il motivo è semplice: in quel momento la Russia potrebbe disporre di forze combattenti esperte, di industrie militari ancora in pieno regime e di un vantaggio temporale rispetto al riarmo europeo.

attacco delle forze speciali ucraine alla sede dell fsb a kherson 3

 

Un capo dell’intelligence nordica, citato dall’inchiesta, spiega che Mosca potrebbe decidere di agire non quando sarà al massimo della propria preparazione, ma quando l’avversario sarà ancora troppo debole. Il fattore decisivo, dunque, non sarebbe solo la forza assoluta della Russia, ma il divario temporaneo tra la sua capacità di mobilitazione e la lentezza con cui l’Europa sta colmando i propri vuoti militari.

 

Il generale norvegese Eirik Kristoffersen, capo delle forze armate di Oslo, ha indicato in due-tre anni l’orizzonte del peggior scenario possibile. La sua valutazione parte dalla constatazione che la produzione militare russa non è in calo, ma al contrario resta su livelli molto elevati. Finché l’Europa non avrà aumentato in modo sostanziale la propria produzione di munizioni, sistemi di difesa, mezzi terrestri, capacità aeree e tecnologie avanzate, Mosca potrebbe conservare un vantaggio operativo.

VLADIMIR PUTIN E LE CASE DELLE SPIE RUSSE IN EUROPA - DAILY TELEGRAPH

 

[…] La possibilità che la Russia sposti forze veterane dall’Ucraina verso il confine nordico e baltico viene considerata dagli apparati di sicurezza della regione come una delle variabili principali dei prossimi anni. Non significa che un conflitto sia inevitabile. Significa che l’Europa deve prepararsi a uno scenario in cui Mosca possa usare la pressione militare come strumento di intimidazione, coercizione politica o, nel caso peggiore, aggressione diretta.

 

[…] L’inchiesta […] mette in evidenza anche le debolezze della risposta europea. Un alto ufficiale Nato interpellato da DR indica una serie di lacune: forze convenzionali insufficienti su terra, mare e aria; accesso limitato alle capacità spaziali; carenza di sistemi unmanned, cioè droni e piattaforme senza equipaggio; difficoltà nella protezione aerea di infrastrutture civili e militari.

 

baltico estonia lituania lettonia

Quest’ultimo punto viene indicato come il maggiore “buco” nelle capacità europee. In uno scenario di guerra moderna, aeroporti, porti, centrali energetiche, reti ferroviarie, nodi digitali, basi militari e infrastrutture logistiche diventerebbero obiettivi prioritari. La difesa aerea europea, pur rafforzata negli ultimi anni, resta frammentata e non sempre sufficiente a coprire un conflitto ad alta intensità su più fronti.

 

La questione si intreccia con il ruolo degli Stati Uniti. Da Washington arriva da tempo un messaggio chiaro: l’Europa deve assumersi una quota maggiore della propria sicurezza. Anche senza immaginare un ritiro americano dalla Nato, l’ipotesi che gli Stati Uniti siano impegnati contemporaneamente in altri teatri, a partire dall’Indo-Pacifico, obbliga gli europei a ragionare su una maggiore autonomia operativa nella deterrenza verso Mosca.

 

[…]

 

attacco russo a kiev 10 ottobre 2025 1

Il quadro delineato da DR si inserisce in un filone più ampio di analisi strategiche analizzate dall’Adnkronos. Il Sipri, istituto svedese tra i più autorevoli nel monitoraggio della spesa militare globale, ha documentato l’aumento della spesa russa per la difesa e il peso crescente dell’economia di guerra. L’International Institute for Strategic Studies, nel Military Balance, ha seguito la ricostituzione di unità e comandi russi orientati verso il fianco nordico e baltico.

 

Anche il Finnish Institute of International Affairs ha analizzato la riorganizzazione militare russa nel Nord, collegandola direttamente all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. La Rand Corporation, nei suoi lavori sulla deterrenza nel fianco orientale dell’Alleanza, ha più volte sottolineato la vulnerabilità dei Paesi baltici nelle prime fasi di un eventuale conflitto. L’European Council on Foreign Relations ha invece richiamato l’attenzione sulla differenza di percezione tra Est e Ovest dell’Europa: per i Paesi di frontiera la minaccia è immediata, mentre in molte capitali occidentali e meridionali viene ancora percepita come più lontana.

 

navi russe nel mar baltico

Il Kiel Institute for the World Economy ha documentato la resilienza dell’economia russa nonostante le sanzioni e la capacità di mantenere alta la produzione di armamenti. È un elemento importante perché riduce l’efficacia dell’idea secondo cui la pressione economica, da sola, possa contenere nel breve periodo la minaccia militare russa.

 

[…] Il generale danese Brian Nissen, che in caso di conflitto avrebbe responsabilità nel comando di una forza fino a 150.000 soldati per la difesa dei Paesi baltici e di parte della Polonia, ha descritto l’eventuale scontro con la Russia come una guerra multidimensionale: terra, aria, mare, spazio e cyberspazio. Una guerra per la sopravvivenza delle democrazie europee e del loro modo di vivere.

 

Sono parole dure, ma spiegano il cambio di linguaggio avvenuto negli ultimi anni nelle capitali del Nord e dell’Est Europa. Dopo l’invasione dell’Ucraina, la minaccia russa non viene più letta soltanto come pressione diplomatica o guerra ibrida. Viene considerata anche come possibilità convenzionale, da prevenire attraverso la deterrenza.

 

danni dopo il bombardamento russo su kiev 28 agosto 2025 foto lapresse 5

Questo non significa che il conflitto tra Russia e Nato sia inevitabile. Al contrario, l’obiettivo della deterrenza è proprio impedire che lo diventi. Ma per funzionare, la deterrenza deve essere credibile. E la credibilità dipende da capacità militari reali, tempi rapidi di risposta, scorte sufficienti, produzione industriale, difesa aerea, intelligence, logistica e unità politica.

 

[…]

 

Il messaggio più scomodo dell’inchiesta DR riguarda l’Europa più che la Russia. Mosca si sta adattando a una lunga stagione di confronto con l’Occidente. L’Europa, invece, sta ancora cercando di trasformare la consapevolezza politica in capacità militare. Il divario tra questi due tempi è il punto di maggiore vulnerabilità.

 

danni dopo il bombardamento russo su kiev 28 agosto 2025 foto lapresse 6

Per anni la sicurezza europea si è fondata sulla superiorità tecnologica occidentale, sulla protezione americana e sull’idea che una guerra convenzionale ad alta intensità nel continente fosse improbabile. L’Ucraina ha smentito questa illusione. Ora il fronte nordico e baltico costringe l’Alleanza a misurarsi con una seconda domanda: cosa accadrebbe se la Russia, dopo l’Ucraina, decidesse di testare la coesione della Nato proprio nel punto in cui il riarmo europeo non è ancora completo?

 

La risposta non è scritta. Ma secondo DR, intelligence nordiche e ufficiali Nato concordano su un punto: il tempo a disposizione non è infinito.

articolo del financial times sui confini tra europa e russia 2

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO