giorgia meloni donald trump

SALUTAME A DONALD! GIORGIA MELONI SCARICA DI NUOVO TRUMP: “ALCUNE COSE CHE SONO STATE DETTE NEI NOSTRI CONFRONTI NON LE CONSIDERO CORRETTE” – A DUE GIORNI DALLA VISITA DEL SEGRETARIO DI STATO USA, MARCO RUBIO, LA DUCETTA RIBADISCE LA STIZZA VERSO L’EX ALLEATO “NUMBER ONE”. HA CAPITO CHE GLI ITALIANI ODIANO IL TYCOON (L’80% DEGLI ELETTORI SI OPPONE AL PRESIDENTE USA) E NON AVREBBE ALCUNA CONVENIENZA  A MOSTRARSI CORDIALE CON GLI STATI UNITI – WASHINGTON STA PERDENDO LA SUA “RETE” SOVRANISTA: DOPO LA SCONFITTA DI ORBAN IN UNGHERIA, L’ITALIA ERA RIMASTA L’UNICA ALLEATA DEL MONDO “MAGA”. SI SONO GIOCATI PURE QUELLA (LA VISITA DI RUBIO SERVE, IN TEORIA, A RICUCIRE)

SE IL GELO CON GLI USA CONTINUA

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “la Stampa”

 

emmanuel macron giorgia meloni vertice comunita politica yerevan, armenia

Se dovevano essere concilianti, […] le parole di Meloni ieri non lo sono state di certo. Definire "non corrette" le cose dette e ripetute da Trump in questi giorni, e accompagnate dalla minaccia di riservare all'Italia lo stesso trattamento rivolto alla Germania, con il ritiro di cinquemila soldati Usa dalle basi e la conseguente riduzione dei sistemi di difesa, non rappresenta proprio un viatico per la distensione tra i due Paesi.

 

Anche se corrisponde alla verità, dato che l'ipotesi di coinvolgere la Nato in Iran era alquanto confusa.

 

Viene da chiedersi se la premier stia cercando davvero o no una pacificazione con lo storico alleato atlantico, con il quale fino a due mesi fa coltivava un rapporto di amicizia, con l'obiettivo di costruire "un ponte" tra Europa e Usa.  Ponte franato dopo le conseguenze economiche della guerra […].

meme donald trump giorgia meloni 7

 

Ma ci sono altre ragioni per cui Meloni valuta con cautela l'eventuale riavvicinamento a Trump. La prima è che il tycoon della Casa Bianca è in cima alla lista dei personaggi più odiati nei sondaggi, che fotografano fino all'ottanta per cento di opposizione degli elettori italiani a Trump.

 

In altre parole Meloni […] non avrebbe alcuna convenienza in questo momento a una ripresa di cordialità con il Presidente. La seconda ragione è che il prezzo più prevedibile del riavvicinamento sarebbe garantire gli impegni per il riarmo che l'Italia, come l'Europa, hanno preso, ma che rischiano di passare in secondo piano di fronte all'incalzare della crisi economica.

 

Presentarsi con un piano di investimenti nel riarmo […] alla vigilia delle elezioni politiche significherebbe offrire all'opposizione una formidabile occasione per costruire la campagna per le elezioni del 2027 basandola […] sul "no" alla guerra […] e sulle necessità più urgenti delle fasce di popolazione colpite dal rialzo dei prezzi. […] Dopo la svolta "social" della premier, assisteremo dunque a una curvatura pacifista dell'azione del governo? A questo punto non si può escludere nulla.

 

giorgia meloni parlotta con keir starmer al vertice della comunita politica europea a yerevan, in armenia

MELONI SFIDA TRUMP “L’ITALIA HA SEMPRE MANTENUTO GLI IMPEGNI”

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “la Stampa”

 

Alla fine, sotto la pioggia sottile del Caucaso, Giorgia Meloni esce dal ventre di cemento del Karen Demirchyan con lo stesso passo veloce con cui era entrata. […] Fuori, sul tappeto rosso, resta una sola domanda. Sempre quella: Donald Trump. «L'elefante nella stanza», lo definisce Emmanuel Macron. E non serve molto altro per capire il clima.

Meloni non gira intorno.

 

marco rubio giorgia meloni jd vance - foto lapresse

«Non lo so cosa accadrà», dice del possibile disimpegno americano in Europa, a partire dalle basi Nato italiane. «È una scelta che non dipende da me e che non condividerei». Poi affonda, senza più smussare come un tempo: «L'Italia ha mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti». Afghanistan, Iraq, i caduti italiani.

 

E quelle parole di Trump mai ritirate, mai chiarite.

«Alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette», aggiunge, «anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo».

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

 

Traduzione, senza diplomazia: Washington ha deciso da sola in Medio Oriente, adesso non può bussare alla porta pretendendo allineamento. È un cambio di tono. Dopo mesi passati a cucire, a tenere insieme, Meloni irrigidisce la linea.  […]

 

LA MISSIONE DI RUBIO NON PERDERE L'ITALIA DOPO IL FLOP IN UNGHERIA

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

Nella missione del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in Italia ci sono due livelli. Il primo è il piano diplomatico e la continua tessitura delle relazioni con un alleato storico. […] C'è poi il fronte politico, cui il Dipartimento di Stato formalmente non interviene e che ingloba scenari più complessi.

 

Si fa notare, su questo secondo aspetto, infatti da fonti vicine all'Amministrazione come a Washington la sconfitta di Viktor Orban sia stata vissuta senza dare troppa enfasi in pubblico, ma che dietro le quinte i più accorti abbiano notato come l'uscita di scena del capostipite dei sovranisti europei con profonde connessioni nel mondo dei think tank e della politica statunitense potesse rappresentare un problema di maggior portata. Fra l'altro quella sconfitta era stata colta con una certa sorpresa.

 

viktor orban jd vance budapest

Quando Rubio andò a Budapest a metà febbraio, era rientrato confidando nell'ennesima affermazione di Orban. E anche la missione in Ungheria di Vance, il weekend antecedente il voto, era avvenuta nella convinzione che «l'America avrebbe dato la spinta necessaria a Orban».

 

[…] La popolarità di Trump nel Vecchio Continente è bassa, gli alleati politici non sono disposti a immolarsi per lui. Ricucire ad ogni livello con Giorgia Meloni è quindi anche per l'entourage di Trump – al netto delle sue esternazioni che un autorevole membro del suo Gabinetto in passato bolla come «lasciano il tempo che trovano» – importante per avere una sponda oltre Atlantico.

 

giorgia meloni al vertice della comunita politica europea a yerevan, in armenia

A sottolineare quanto il viaggio del segretario di Stato (6-8 maggio) sia delicato c'è anche il fatto che raramente il capo della diplomazia compie una missione in Europa con l'obiettivo di visitare un solo Paese, per quanto importante e per quanto ospiti il Vaticano, o senza unirvi altri appuntamenti come un summit internazionali. In Francia e Turchia Rubio ci andrà questa estate, ma per gli appuntamenti di G7 e vertice Nato.

 

È quindi, questa missione, un segnale di attenzione, e di preoccupazione allo stesso momento, per la direzione che l'Italia potrebbe prendere e Washington vuole contenere i "danni" al massimo livello possibile.

 

[…] Un secondo aspetto che si evidenzia è la scelta di Rubio come tessitore anziché dell'altro cattolico di peso dell'Amministrazione, JD Vance. Nella polemica con Papa Leone XIV, JD Vance non ha esitato a schierarsi con Trump rinfocolando gli attacchi al Santo Padre. Il 14 aprile aveva consigliato al primo Papa americano di «essere molto, molto cauto», quando parla di questioni teologiche.

giorgia meloni con papa leone  xiv

 

[…] Vance aveva citato la Seconda Guerra mondiale sostenendo che «Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti».

 

Vance insomma non viene visto come il volto perfetto per portare ramoscelli di pace. Rubio ha invece altri carismi, anche la scaltrezza e l'esperienza politica. Sono doti utili non solo per parlare con Meloni con cui ha un ottimo feeling sin da quando si incontrarono a Mar-a-Lago nel gennaio del 2025 e lui le raccontò delle sue origini (in parte) italiane; ma anche con il Papa e rassicurare così gli oltre 60 milioni di cattolici americani in vista del voto di Midterm.

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO