
A VOLTE RITORNANO – LA PERTOSSE, UNA MALATTIA CHE SEMBRAVA SOTTO CONTROLLO, FA DI NUOVO PAURA – TRA IL 2020 E IL 2024 L’OSPEDALE PEDIATRICO MEYER È PASSATO DA 28 A 259 RICOVERI L’ANNO DI BAMBINI – LE VACCINAZIONI SONO IN CALO DA ANNI, SOPRATTUTTO I RICHIAMI TRA I RAGAZZINI TRA I 12 E I 18 ANNI: “PER RIDURRE I RICOVERI NON BASTA RISPETTARE I CALENDARI VACCINALI. BISOGNA FARE I RICHIAMI IL PRIMA POSSIBILE” – NON AIUTA IL CLIMA OSTILE NEL GOVERNO MELONI CONTRO I VACCINI...
Estratto dell’articolo di Elena Dusi per “la Repubblica”
La pertosse sembrava una malattia sotto controllo. Tra 2016 e 2019 l'ospedale pediatrico Meyer aveva ricoverato 28 bambini a Firenze. Poi nel 2024 è arrivata la fiammata: 259 casi in un anno, oltre nove volte tanti. Non tutti erano neonati, i pazienti in cui la pertosse mette più a rischio la vita. Una buona metà erano adolescenti.
In loro la malattia si manifesta in genere con tosse forte e stizzosa, ma nulla più. Ben 136 ragazzi fra 12 e 16 anni invece l'anno scorso hanno avuto bisogno di un ricovero al Meyer.
La fiammata ha stupito i medici fiorentini, che ieri hanno pubblicato la loro analisi dell'epidemia sulla rivista europea di malattie infettive Eurosurveillance. Il primo autore dello studio è l'immunologo Francesco Nieddu. «Per ridurre i ricoveri – scrivono i medici – non basta rispettare i calendari vaccinali. Bisogna fare i richiami il prima possibile».
Una prima copertura contro la pertosse avviene con tre dosi nel primo anno d'età. La protezione del vaccino svanisce però con il tempo. I richiami sono previsti a 5 anni e poi tra i 12 e i 18.
ospedale pediatrico meyer di firenze
La maggior parte dei ricoverati al Meyer rientrava proprio nella fascia d'età 12-18. Pensando di avere tempo, i ragazzi hanno rimandato il richiamo, salvo poi ritrovarsi contagiati.
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Grazie alla rete Inf-Act, che raccoglie i dati sull'infezione di 11 centri italiani, fra cui il Meyer, Guarino e i colleghi hanno descritto sempre su Eurosurveillance l'epidemia di pertosse del 2024 su scala nazionale. Il bilancio è di 4 piccole vittime, il decuplo dei contagi rispetto al 2023, un aumento di 8 volte dei ricoveri e alcune decine di neonati in terapia intensiva.
«Da anni le vaccinazioni contro la pertosse erano andate calando» spiega Guarino. «Nel 2024 il numero di persone suscettibili alla malattia era diventato talmente alto da causare l'epidemia. In ospedale abbiamo visto i casi gravi, ma la pertosse, molto contagiosa, ha circolato anche fra persone adulte e sane».
Uno dei buchi del sistema delle vaccinazioni in Italia è dunque quello degli adolescenti. In Toscana, regione con uno dei tassi di immunizzazione più alti d'Italia, il 97,7% dei bambini di 2 anni riceve le prime tre dosi, contro la media italiana del 94,8%. A 16 anni la copertura scende però al 75,8%, mentre la media nazionale è del 68,4%.
Una seconda falla riguarda le donne in gravidanza. «A tutte è raccomandato di vaccinarsi, perché l'infezione trasmessa a un neonato è maledettamente seria» spiega il pediatra di Napoli. «Il tasso di mortalità nei lattanti è del 2%». Fra i pazienti ricoverati al Meyer nel 2024, 20 avevano meno di 2 mesi: erano troppo piccoli per essere vaccinati. Nessuna delle loro madri si era immunizzata.
Secondo la Società Italiana di Pediatria «nel 2024 il 95% delle madri dei bambini contagiati a meno di 4 mesi di età non erano vaccinate. L'80% non aveva neanche ricevuto informazioni sulla disponibilità della vaccinazione prenatale».
Un tasso di vaccinazione insufficiente (il 95% è la soglia minima fissata dal piano nazionale di prevenzione vaccinale, con Sicilia e provincia di Bolzano sotto al 90%), mancanza di dati nazionali sulla copertura in gravidanza e distrazione durante l'adolescenza sono le tre maglie slabbrate che permettono a un batterio contagioso come Bordetella pertussis di continuare a uccidere dei neonati in Italia, nonostante l'offerta di vaccini gratuiti.
ORAZIO SCHILLACI - FOTO LAPRESSE
Il clima ostile ai vaccini – evidente dall'inserimento di due medici No vax nella commissione Nitag (Gruppo tecnico consultivo sulle vaccinazioni) che supporta il Ministero della Salute nelle scelte sui vaccini raccomandati– si traduce dunque in vittime, spesso fra i più piccoli e fragili. «Ho visto bambini morire di morbillo. È pazzesco» ricorda Guarino. [...]