matteo salvini giorgia meloni zaia vannacci

A SALVINI È ESPLOSO IL PARTITO IN MANO – L’EFFETTO VANNACCI MANDA FUORI GIRI IL SEGRETARIO DELLA LEGA, CHE CONVOCA PARLAMENTARI E BIG DEL PARTITO PER UN RITIRO DI DUE GIORNI. ZAIA SI CHIAMA SUBITO FUORI: “NON CI SONO, GRAZIE” – L’EX TRUCE DEL PAPEETE ASSISTE INERME AL CROLLO NEI SONDAGGI, E ALL’ASCESA DEL GENERALE AL CONTRARIO, CHE FA ACQUISTI TRA I LEGHISTI (ULTIMO INGRESSO, LAURA RAVETTO). IL VERO SOGNO DI SALVINI È CHE SI ARRIVI ALLA NASCITA DI UN GOVERNO TECNICO, MAGARI GUIDATO DA MARIO DRAGHI: POTREBBE ANDARE ALL’OPPOSIZIONE E RECUPERARE IL CONSENSO, COME FECE GIORGIA MELONI NEL 2021-2022. IL MINISTRO DEI TRASPORTI HA RIARMATO LA "BESTIA", RICICCIANDO LE BATTAGLIE CONTRO L'IMMIGRAZIONE E L'EUROPA, IN PARTICOLARE IL MES (A BRUXELLES STUDIANO IL TRAPPOLONE: SÌ AL FONDO SALVA STATI IN CAMBIO DI MAGGIORE FLESSIBILITÀ SUI CONTI)...

 

 

SALVINI PORTA LA LEGA IN RITIRO IL 19 E 20 GIUGNO, ZAIA DÀ BUCA: «NON CI SONO»

Estratto dell’articolo di Francesco Bechis per www.ilmessaggero.it

luca zaia salvini

 

Pronti, via. Matteo Salvini porta la Lega in ritiro. […] «Cari colleghi, su indicazione del capogruppo vi informo che nelle giornate di venerdì 19 e sabato 20 giugno verrà organizzata una due giorni di incontri insieme al Segretario federale Matteo Salvini per mettere a punto proposte e programmi». Questo il messaggio atterrato poco fa nella chat dei parlamentari.

 

[…]   La legge elettorale, Trump e Netanyahu, le amministrative e soprattutto la sfida di Roberto Vannacci, il generale del Mondo al Contrario che sta svuotando un pezzo alla volta le truppe leghiste (l'ultimo acquisto è Laura Ravetto). Menù ricchissimo.

 

ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI

Mare o montagna? «Il luogo è ancora in  via di definizione […]», fanno sapere dal partito. […]  Uno alla volta i big del Carroccio hanno risposto con i "pollicioni" alzati. Finché non è arrivato il primo, illustre forfait. «Io non ci sono. Grazie». Firmato Luca Zaia.

 

IL NO DI SALVINI AL RITORNO DEL MES

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

Per ora è solo sussurrata l’ipotesi di uno scambio tra l’ingresso nel Mes il Sistema Salvastati europeo a cui l’Italia è la sola a non aver aderito - e una maggiore flessibilità come quella chiesta fin qui senza risultati a Bruxelles da Meloni e Giorgetti, per affrontare l’emergenza economica legata alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz. Ma al solo sentirne parlare, la maggioranza s’è di nuovo divisa, con Salvini fortemente contrario, Tajani favorevole e Meloni nel mezzo.

 

meloni tajani

[...] A una prima occhiata il Mes si prestava ai timori che il Capitano del Carroccio voleva infondere ai suoi elettori, lasciando loro credere che l’accettazione del Sistema Salvastati avrebbe imposto ai propri membri la sottomissione a regole economiche stringenti e la rinuncia per l’Italia alla propria autonomia decisionale.

 

Da allora a oggi Meloni, si potrebbe dire, di strada sul percorso europeista ne ha fatta, spostandosi a poco a poco su una linea di avvicinamento alla Presidente della Commissione Von der Leyen, sia pure tenendo sotto controllo l’amico Matteo e le sue libere uscite.

 

LUCA ZAIA - UMBERTO BOSSI - MATTEO SALVINI

Cosa che ha reso possibile condividere molte decisioni prese nei vertici europei, ma senza smettere di tenere la coda dell’occhio ben piantata sui movimenti dell’alleato leghista. Il quale, specie dopo aver subito la scissione da parte di Vannacci e la nascita del suo movimento, che sta diventando una sorta di asilo politico per leghisti delusi, teme che il generale possa portargli via voti, e per questo s’è assestato su una linea estremistica.

 

Nulla di tutto ciò può far piacere a Meloni, che si trova a gestire la fase più difficile della sua legislatura alla guida del governo.

 

LAURA RAVETTO

Se cerca comprensione a Bruxelles, sa di dover mettere sul tavolo la moneta di un maggiore moderatismo, che in una campagna elettorale lunga e complicata rischia di essere davvero difficile da pagare.

 

LAURA RAVETTO - RAVETTO "LEGHISTI INCOERENTI STO CON VANNACCI PER LA SICUREZZA"

Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

Laura Ravetto, perché è passata con Vannacci?

«Per coerenza. Non potevo più restare in un partito che dice delle cose e fa l'esatto contrario».

 

Qualche esempio?

laura ravetto sbrocca contro la giornalista maria elena scandaliato di rai news 10

«La Lega manda in tv una campionessa delle urla contro l'islam e poi candida islamici in Lombardia e in Piemonte, nel nome di Allah. È un partito che si lamenta della sicurezza e poi ha un sottosegretario all'Interno. E con tutto il rispetto, l'ultimo decreto sicurezza è stato timido, senza lo scudo penale, senza niente per far sì che la difesa sia sempre legittima, senza soldi per le assunzioni.

 

Un ex ministro come Centinaio ha promesso per anni di difendere i balneari e poi si stanno piegando alle norme Ue. Si sono piegati anche sulle spese militari, a parte le chiacchiere di Borghi. Il capogruppo Romeo è quello che tra Calenda e Vannacci preferisce Calenda. Sono più coerente io o lui? Sto parlando di colleghi, ci tengo a precisarlo, che mi hanno criticata in questi giorni. Dunque, me lo faccia dire, ringrazio Vannacci per avermi accolta».

RAVETTO - MEME BY EMILIANO CARLI

 

Cosa l'ha delusa di Salvini?

«Mi ha deluso un partito che faceva promesse chiare agli elettori e poi, al governo, non le ha mantenute.

 

Vannacci ha alcune linee rosse chiare. Ho fatto questa scelta anche perché sono una mamma e voglio che mia figlia cresca in una nazione sicura e non di chi la vuole con il burqua».

 

Il suo ex Capitano è arrivato a fine corsa?

«Non so se sia Salvini o il partito, non voglio infierire. Il punto sono le battaglie a cui si è rinunciato».

 

[…] C'è aria di elezioni anticipate? Salvini non sembra escluderle.

«La decisione non è nella disponibilità di Salvini e lo sa benissimo. È costretto a fughe in avanti, perché deve far fronte alla continua crescita di Fn e all'emorragia dei suoi nei territori. Noi siamo pronti».

antonio tajani e giorgia meloni alla camera foto lapresse

laura ravettolaura ravetto sbrocca contro la giornalista maria elena scandaliato di rai news 12laura ravetto sbrocca contro la giornalista maria elena scandaliato di rai news 14laura ravetto sbrocca contro la giornalista maria elena scandaliato di rai news 13

giorgia meloni antonio tajani patrizia scurti funerale umberto bossi foto lapresse

giorgia meloni matteo salvini

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