luca zaia roberto vannacci matteo salvini

SALVINI SI È INFILATO IN UN VICOLO CIECO – MARCELLO SORGI: “VUOLE EVITARE L’ELEZIONE DI ZAIA ALLA SEGRETERIA. PUÒ E RESISTERE ALLA CONVOCAZIONE DI UN CONGRESSO. OPPURE PRENDERE TEMPO, SPERANDO CHE MELONI GLI RESTITUISCA IL VIMINALE. MA ANCHE ASPETTARE POTREBBE RIVELARSI UN ERRORE” – IL FATTORE VANNACCI: “SE IL GENERALE NEGOZIA UN'ALLEANZA, DIVENTA PARTNER STRATEGICO DEL CENTRODESTRA. E SE INVECE LA RIFIUTA, RISCHIA DI PORTARE L'INTERA COALIZIONE VERSO LA SCONFITTA...” - LA CENA A 4 GIORGETTI-ZAIA-FEDRIGA-FONTANA E LA PAVIDITÀ DEI "NORDISTI", CHE STRAPARLANO MA HANNO SEMPRE APPROVATO PUBBLICAMENTE LE DECISIONI DI SALVINI (COMPRESO L'INGRESSO DI VANNACCI). E ORA FRIGNANO...

IL DESTINO SEGNATO DI SALVINI

Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”

 

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

Alla base della spaccatura interna della Lega c'è il problema delle liste per le elezioni politiche del 2027, più che la testa di Salvini. Nessuno è interessato a farla cadere adesso, anche perché si aprirebbe una semicrisi, o addirittura una crisi al vertice del governo, il leader del Carroccio essendo, oltre che ministro, vicepresidente del consiglio.

 

L'ipotesi del partito federale, nordista al Nord e sovranista nel resto del Paese, punta essenzialmente a questo: poiché la Lega, ai livelli attuali, si avvierebbe a perdere circa la metà dei parlamentari, i posti sicuri per deputati e senatori settentrionali verrebbero decisi al Nord. E la convivenza tra le due anime verrebbe assicurata dall'elezione di Zaia, il Doge veneto, alla vicesegreteria, che Salvini vuole evitare.

 

luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana

Non a caso prende tempo, perché si rende conto che accettare questa proposta equivarrebbe a una sorta di commissariamento. Il Capitano, certo, può appellarsi allo statuto interno che si è costruito su misura, e resistere alla convocazione di un congresso straordinario in cui la sua leadership, incontrastata per tredici anni, verrebbe rimessa in discussione. [...] Oppure prendere tempo, sperando che in autunno Meloni gli restituisca il Viminale.

 

Ma anche aspettare potrebbe rivelarsi un errore.

 

Da adesso in poi pesa infatti sul capo di Salvini l'esito del confronto con Vannacci [...]. Al ritmo attuale il partito, quotato al 5 per cento, a meno di un punto dalla Lega in caduta libera, si avvia ad accostarla e a superarla. Divenendo un partner indispensabile per Meloni, senza il quale il centrodestra [...] correrebbe davvero il rischio di perdere. Se le cose dovessero andare così, difficilmente Salvini potrebbe ancora resistere in sella o trattare con Meloni per escludere l'allargamento [...] della coalizione a Vannacci.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 3

Il generale, se negozia un'alleanza, diventa partner strategico del centrodestra. E se invece la rifiuta, per raccogliere il massimo possibile dei voti, rischia di portare l'intera coalizione composta da Meloni, Tajani e Salvini verso la sconfitta.

 

LEGA, LA CENA «A 4» CON GIORGETTI I TIMORI PER LO STALLO SULLA SVOLTA

Estratto dell’articolo di Cesare Zapperi per il “Corriere della Sera”

 

Non erano quattro amici al bar, ma quattro tra i maggiori esponenti della Lega nordista. Giancarlo Giorgietti, Massimiliano Romeo, Riccardo Molinari e Attilio Fontana attovagliati alla cena di gala alla Fiera di Bergamo dell’Accademia dello sport per la solidarietà (associazione di beneficienza che raccoglie fondi con tornei di tennis dei vip: sportivi, politici, imprenditori). Due seduti ad un tavolo e due ad un altro, ma prima e dopo c’è scappato un minivertice [...].

 

meloni e salvini qualche anno fa

Comune è la preoccupazione per lo stallo che si è creato quando pareva ci potesse essere una svolta con un coinvolgimento nella guida del partito di Luca Zaia. Come pareva evidente già nei giorni scorsi, il Consiglio federale che avrebbe dovuto tenersi mercoledì prossimo quasi sicuramente non ci sarà: non è ancora stato convocato, Zaia e Fedriga hanno fatto sapere che hanno altri impegni, lo stesso Salvini sembra non sia più convinto alla nomina a vicesegretario dell’ex governatore veneto. Tre indizi che fanno una prova: la Lega è in un limbo, oscillante tra una leadership messa fortemente in discussione e una alternativa che non si palesa.

 

Di questo hanno parlato i quattro protagonisti della serata bergamasca. Tutti molto critici con il segretario, tutti convinti che il Carroccio abbia imboccato un sentiero scosceso che porta verso un burrone elettorale.

 

LUCA ZAIA - UMBERTO BOSSI - MATTEO SALVINI

Tutti persuasi, però, che se nessuno tra quanti propugnano un ritorno alla Lega delle origini si fa avanti, non si pone alla testa di una possibile svolta, correndo ovviamente anche il rischio di non riuscire nell’operazione, per il partito sarà estremamente improbabile invertire la rotta verso il baratro.

 

Servirebbe un atto di coraggio per sfidare Salvini che, dal canto suo, come dimostrano le uscite del suo fedelissimo Armando Siri che tanto fanno arrabbiare i governatori, ricorda a tutti che quando in passato sono state fatte le scelte, dalla svolta nazionalista al sostegno al governo Draghi, nessuno ha alzato il dito per dire no.

IL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK

 

Così come [...] un anno fa il congresso di Firenze (quello in cui fu consegnata la tessera a Roberto Vannacci, per intenderci) ha decretato la rielezione del segretario all’unanimità.

 

A Giorgetti, Romeo, Molinari e Fontana è chiara un’altra cosa. Che la stessa ipotesi [...]di chiedere a Giorgia Meloni di riportare Salvini al ministero dell’Interno non ha grande praticabilità, per ragioni diverse: politiche (servirebbe un rimpasto, non è detto che otterrebbe il via libera del capo dello Stato e soprattutto è da stabilire se a FdI giovi fare un favore alla Lega) e temporali.

 

matteo salvini e giorgia meloni - presentazione piano casa - foto lapresse

[...] E allora si torna allo stallo che è la condizione peggiore [...]

 

STALLO POLITICO PER LA LEGA SALVINI CERCA L’EXIT STRATEGY PUNTA SULLE FESTE DI PARTITO

Estratto dell’articolo di Francesca Del Vecchio per “La Stampa”

 

[...] Intanto è entrata in azione la pattuglia dei cosiddetti "pompieri". Parlamentari e dirigenti che lavorano per abbassare la tensione e riportare al centro il profilo di governo della Lega. Da giorni si moltiplicano le dichiarazioni che rivendicano risultati ottenuti dal partito nei territori del Nord grazie alla presenza nell'esecutivo.

 

Il capogruppo al Senato e segretario lombardo Massimiliano Romeo ricorda «i 287 milioni destinati dal Mit alla Lombardia per la viabilità». Gli fa eco il segretario dei giovani, Luca Toccalini che cita gli interventi sulla linea Milano-Tirano presentandoli come la dimostrazione dell'efficacia dell'azione leghista.

MATTEO SALVINI E MASSIMILIANO ROMEO

 

La stessa linea nelle parole del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, che individua nella capacità di governo la risposta all'avanzata di Vannacci. «Fn si alimenta con i nostri errori: dobbiamo rispondere facendo bene e facendo capire ai cittadini che il buon governo non si fa con le chiacchiere», ragiona il dirigente pavese. E non è un caso che Salvini abbia deciso di passare il fine settimana in Lombardia.

 

Stasera sarà a una festa della Lega nella Bergamasca, a Spirano, uno dei territori dove il malessere della base emerge con maggiore insistenza. Anche questo elemento viene osservato con attenzione dai dirigenti del partito. Perché la tensione non riguarda solo i rapporti tra i vertici. In vista della due giorni di Treviso del 4 e 5 luglio, alcuni gruppi di militanti stanno valutando iniziative di protesta per chiedere un rafforzamento del peso politico delle regioni settentrionali. Nulla di organizzato su larga scala, ma abbastanza per ricordare alla dirigenza che il confronto aperto tra Salvini e il fronte del Nord non è più solo una questione di organigrammi.

matteo salvini massimiliano fedriga

 

LUCA ZAIA CON UN CARTELLO CON IL NUMERO DI PREFERENZE OTTENUTE ALLE REGIONALI

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