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SALVINI, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO – ZAIA E FEDRIGA RESPINGONO L’OFFERTA DEL CAPITONE CHE, PER USCIRE DALL’ANGOLO, HA OFFERTO AI DUE BIG DEL NORD IL RUOLO DI VICE CON DELEGA AI TERRITORI – L’EX "DOGE" SPINGE PER UNO SPACCHETTAMENTO DEL PARTITO (SUL MODELLO TEDESCO CDU/CSU) CHE RESUSCITI LA VECCHIA LEGA NORD A CUI SOMMARE UNA LEGA DEL CENTRO-SUD, PROGETTO CHE SALVINI HA CASSATO. NÉ ZAIA NÉ FEDRIGA SONO DISPOSTI A FARE LE FOGLIE DI FICO DI UN PARTITO SEMPRE PIU’ SPACCATO: IL GOVERNATORE LOMBARDO ATTILIO FONTANA INSISTE SUL “RITORNO AL NORD” E CRESCE LA VOGLIA DI UN NUOVO CONGRESSO - NONOSTANTE LE PROTESTE (IL RADUNO DI TREVISO SARA’ “LA RESA DEI CONTI”) E IL TIMORE DI UN SORPASSO IMMINENTE DI VANNACCI, SALVINI NON HA INTENZIONE DI MOLLARE: ”NON PERDIAMO TEMPO CON IL CHIACCHIERICCIO”

 

1 - MEA CULPA SALVINI, MA IL NORD PENSA AL CONGRESSO 

Francesco Moscatelli per “la Stampa” - Estratti

 

luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana

L'autocritica non è una lingua che Matteo Salvini frequenta spesso. Per questo, quando lunedì sera davanti agli invitati alla cena leghista con manager e imprenditori a Milano ha riconosciuto che su Vannacci «ho fatto, abbiamo fatto degli errori», la frase ha attirato l'attenzione dei presenti. 

 

D'altronde, proprio mentre il segretario federale si sedeva a tavola insieme al collega Giancarlo Giorgetti, Swg diffondeva il sondaggio che Salvini non avrebbe mai voluto vedere: Futuro Nazionale dell'ex generale Roberto Vannacci raggiunge la Lega al 5, 3%.

 

Il punto è il bivio che lo attende dentro il suo partito, archiviata definitivamente l'ipotesi di un nuovo consiglio federale questa settimana per raggiungere una sintesi tra le richieste dei governatori di maggiore spazio di manovra al Nord e le istanze del centro-sud e del cerchio magico salviniano che premono perché nulla cambi, se non l'approdo al Viminale dello stesso Salvini al posto di Matteo Piantedosi. 

MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSE

 

Tutti attendono una nuova convocazione. C'è chi ipotizza che si arrivi addirittura alla due giorni di Treviso del 4 e 5 luglio senza incontri intermedi: «Così sarà davvero la resa dei conti».

«Matteo Salvini è stato eletto dal congresso un anno fa e ora sta ascoltando tutti poi deciderà lui cosa fare» replica il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti all'Ansa a proposito del futuro della Lega. E però non è un mistero che più d'uno inizi a invocare un nuovo congresso, anche perché i contenuti di quello andato in scena a Firenze lo scorso anno sarebbero ormai sorpassati dagli eventi. 

 

(…)

 

2 - ASSEDIO LEGA, OFFERTA DI SALVINI RESTA IL GELO DI ZAIA E FEDRIGA 

L. De Cic. per “la Repubblica” - Estratti

ZAIA - GIORGETTI - FONTANA - CALDEROLI - SALVINI - FEDRIGA

 

Dopo settimane mai così travagliate, con l'aggancio di Roberto Vannacci nei sondaggi e la sua stessa leadership finita in bilico, Matteo Salvini tenta l'ultima mossa, per rilanciare la "sua" Lega: ha sentito i big del Nord, in particolare Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, offrendo loro una «delega ai territori».

 

Non è però quello che chiedeva l'ex Doge del Veneto, in asse con il presidente del Friuli Venezia Giulia. Zaia spinge per uno spacchettamento del partito, che resusciti la vecchia Lega Nord a cui sommare una Lega del Centro-Sud, progetto che il leader ha valutato e alla fine cassato. La risposta dunque è stata tutt'altro che entusiasta, eufemismo. Anche se il segretario lavora ancora a un compromesso, che potrebbe essere annunciato la prossima settimana, forse senza neppure un federale (quello di ieri, come previsto, è saltato). 

 

MATTEO SALVINI LUCA ZAIA

Né Zaia né Fedriga sono disposti a fare le foglie di fico della crisi del Carroccio, accetterebbero il posto di vicesegretario solo con «margini operativi» veri. Quelli che Salvini non vuole cedere. Ecco perché, in un partito che solitamente è una falange, si moltiplicano nei territori gli sbuffi d'insofferenza.

 

I manifesti apparsi l'altro ieri a Milano - con la scritta «Grazie Matteo, ma ora Zaia segretario» - sono spuntati in sette città: da Napoli a Rovigo, da Parma a Firenze, Roma e L'Aquila. Li ha messi in piedi una rete che si è autobattezzata «Rifondazione Lega», che sarebbe espressione autonoma della giovanile. Profetizzano un «terremoto interno», spiegano a Repubblica in forma anonima, sarebbe insomma il primo tassello di «un'operazione più ampia». I leghisti, sostengono, «sanno che è ora di cambiare, occorre una nuova guida capace di riposizionare un partito ormai in decadenza».

Matteo Salvini e Luca Zaia

 

Può essere un fuoco di paglia, Salvini è sopravvissuto ad altre burrasche. Ma da qualche giorno nelle chat del Carroccio - e ne discutono anche diversi big di FdI - c'è la sensazione che il piano stavolta sia davvero inclinato.

 

A Mogliano Veneto, provincia di Treviso, nella due giorni del 4 e 5 luglio pensata dal vicepremier per fare team building, rischiano di esserci proteste. «Spunteranno le scope», sghignazzano gli avversari interni del segretario. E a proposito: qualcuno vorrebbe proporre a Salvini, se facesse un passo di lato, il ruolo di «presidente», come toccò a Bossi dopo le dimissioni del 2011. Il clima è questo.

 

Altre frizioni si sono registrate nel direttivo del partito lombardo, l'altro ieri. Con la richiesta del governatore Attilio Fontana e del segretario regionale Massimiliano Romeo del «ritorno al Nord» e le frecciate in replica dei salviniani per gli attacchi di questi giorni al leader.

 

fontana salvini zaia

Non a caso c'è chi ipotizza: con queste premesse, il raduno del Trevigiano salterà. Il leader però non sembra disposto a retromarce. Il simbolo leghista è depositato a suo nome. Chiunque lo sfidi, se perdesse la disputa, dovrebbe accettare di fondare un partito altrove. «Voglio vincere le prossime Politiche», l'ultimo rilancio del segretario l'altro ieri a Milano, nella cena (da 2.500 euro a persona) con trecento imprenditori e diversi colonnelli leghisti, da Armando Siri a Edoardo Rixi.

 

Più Giancarlo Giorgetti, che ieri con l'Ansa commentava così le tribolazioni interne: «Matteo Salvini è stato eletto dal congresso un anno fa e ora sta ascoltando tutti, poi deciderà lui cosa fare...». Nonostante le difficoltà e il timore di un sorpasso imminente di Vannacci, Salvini non ha intenzione di mollare: «Parliamo delle cose fatte al governo - ripeteva alla platea meneghina - Non perdiamo tempo con il chiacchiericcio».

 

LUCA ZAIA MATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA

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