bonelli schlein meloni fratoianni conte

SCHLEIN E CONTE SI DEVONO DARE UNA SVEGLIATA (GLIELO CHIEDE L’EUROPA) – IL SITO “POLITICO.EU” LANCIA UN APPELLO ALL’OPPOSIZIONE: “LA SCONFITTA DELLA PREMIER HA OFFERTO UN RARO SEGNALE DEL FATTO CHE PUÒ ESSERE BATTUTA, MA LA QUESTIONE ORA È SE L’OPPOSIZIONE ITALIANA, FRAMMENTATA, RIUSCIRÀ A SFRUTTARE QUESTO SLANCIO UNENDOSI CONTRO DI LEI” – “LA COALIZIONE CHE SI È FORMATA PER BATTERE MELONI AL REFERENDUM È ANCORA LONTANA DAL CONCORDARE UN PROGRAMMA NAZIONALE COMUNE O UN CANDIDATO CONDIVISO. IL RAGGRUPPAMENTO DIVERGE NETTAMENTE SU TEMI COME LA SPESA MILITARE E IL SOSTEGNO ALL’UCRAINA, OLTRE CHE SULLA POLITICA ECONOMICA…”

Traduzione dell’articolo di Hannah Roberts per www.politico.eu

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO GUALTIERI - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

La sconfitta della premier di destra Giorgia Meloni in un referendum ad alta posta in gioco ha offerto un raro segnale del fatto che può essere battuta, ma la questione ora è se l’opposizione italiana, frammentata, riuscirà a sfruttare questo slancio unendosi contro di lei.

 

Da quando è salita al potere nel 2022, Meloni è apparsa politicamente intoccabile, con ben poco da temere da avversari divisi.

 

Ma il fallimento del suo referendum sulla riforma della giustizia, lunedì, ha rivelato un forte e diffuso malcontento che i suoi rivali ora vogliono intercettare.

 

L’affluenza è stata elevata e gli elettori più giovani si sono mostrati particolarmente determinati a votare contro di lei.

 

La bocciatura rappresenta un’occasione favorevole per i suoi principali sfidanti: il Partito Democratico di centrosinistra guidato da Elly Schlein e il Movimento 5 Stelle dell’ex premier Giuseppe Conte.

LA MANINA ERA UNA MANONA - LA VIGNETTA DI GIANNELLI DOPO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM

 

Mercoledì Schlein ha dichiarato di essere consapevole della posta in gioco, definendo il referendum “una straordinaria vittoria del popolo… che dimostra che inizieremo a sconfiggere la destra nazionalista”.

 

Ma replicare una simile vittoria alle elezioni politiche — probabilmente il prossimo anno, anche se si ipotizza che Meloni possa anticiparle — richiederà la costruzione di un fronte comune dell’opposizione, prospettiva difficile viste le tensioni su temi come gli aiuti militari all’Ucraina.

 

I sondaggi mostrano che il consenso per i principali partiti italiani è rimasto sorprendentemente stabile dalla metà del 2024: Fratelli d’Italia di Meloni è attualmente al 29%, il Partito Democratico al 22% e il Movimento 5 Stelle al 12%. Per avere una possibilità di battere Meloni e i suoi alleati di destra, l’opposizione dovrà lavorare insieme.

 

Per questo cresce la pressione per indire primarie dell’opposizione, al fine di selezionare un leader unificante capace di costruire una piattaforma comune — ipotesi sostenuta sia da Conte sia da Schlein.

 

“I cittadini chiedono le primarie e non possiamo evitarle”, ha detto Conte dopo il risultato del referendum. È “troppo presto” per dire se si ricandiderà, ha aggiunto con cautela — anche se è ampiamente considerato intenzionato a tornare a Palazzo Chigi. Ha incoraggiato Schlein a partecipare alla corsa; lei ha dichiarato che sarebbe “disponibile”.

 

Alleanze improvvisate

 

elly schlein e giorgia meloni - meme natalizio

Fare campagna contro la riforma della giustizia di Meloni è stato un facile punto di aggregazione per l’opposizione, che ha potuto attaccare compatta la premier per aver messo in discussione l’indipendenza delle istituzioni.

 

A Roma, in Piazza Barberini, lunedì sera leader e attivisti di diversi partiti centristi e di sinistra si sono riuniti per celebrare un risultato che pochi ritenevano possibile solo poche settimane prima. I sostenitori hanno sventolato bandiere di partito e intonato slogan, mentre esponenti politici di vari schieramenti condividevano il palco in una rara dimostrazione di unità.

 

Ma la fratellanza mostrata in piazza nasconde divisioni più profonde: la coalizione che si è formata per battere Meloni al referendum è ancora lontana dal concordare un programma nazionale comune o un candidato condiviso alla premiership. Il raggruppamento, spesso altalenante, diverge nettamente su temi come la spesa militare e il sostegno all’Ucraina, oltre che sulla politica economica, con un divario significativo tra la sinistra populista più radicale e il più centrista Partito Democratico.

 

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Schlein ha sostenuto mercoledì che l’opposizione deve concentrarsi su proposte concrete. “Non possiamo limitarci a essere contro il governo, dobbiamo rappresentare qualcosa”, ha detto, elencando poi proposte su salario minimo, riduzione dell’orario di lavoro e congedo parentale condiviso.

 

Schlein ha inoltre indicato i recenti successi a livello regionale e comunale, anche in Campania e Puglia, come prova che la cooperazione può tradursi in vittorie elettorali. “Sappiamo che possiamo farlo perché lo abbiamo fatto ripetutamente negli ultimi due anni: costruire una coalizione progressista e, in alcune regioni, battere la destra”.

 

Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, ha concordato sul fatto che queste alleanze abbiano avuto successo dalle ultime elezioni politiche — aggiungendo che esiste un ampio accordo tra i partiti di opposizione su temi come salario minimo, sanità, transizione verde e opposizione all’obiettivo NATO di destinare il 5% del PIL alla difesa.

 

schlein fratoianni bonelli conte

“Il referendum accelera [la costruzione dell’alleanza]”, ha dichiarato a Politico. “Crea un’opportunità ma anche una responsabilità: non deludere chi chiede un’alternativa a Meloni e alla destra”.

 

Ha tuttavia ammesso che restano profonde divisioni all’interno dell’opposizione sulla guerra in Ucraina e sulla fornitura di aiuti militari a Kyiv.

 

Cercasi leader

 

giuseppe conte elly schlein

Il prossimo ostacolo sarà la leadership.

 

Dopo essersi unite dietro al “no” nel referendum, le forze di opposizione devono ora affrontare il compito più spinoso: concordare un candidato unico per sfidare Meloni.

 

Non esiste una figura di consenso evidente. Schlein guida il principale partito di opposizione e si è proposta come naturale portabandiera di una vasta alleanza progressista, ma il fatto di essere cresciuta in Svizzera e la percezione di provenire da un ambiente elitario ne hanno ridotto l’appeal popolare.

 

GIORGIA MELONI E IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - VIGNETTA BY NATANGELO PER IL FATTO QUOTIDIANO

Conte, ex presidente del Consiglio e leader di un blocco più piccolo ma ancora decisivo, mantiene una forte riconoscibilità personale, soprattutto nel Sud. Può anche rivendicare il suo operato al governo, durante il quale ha introdotto misure di sostegno sociale e ottenuto 200 miliardi di euro di aiuti europei durante la pandemia.

 

Nessuno dei due, tuttavia, ha dimostrato di poter unificare completamente l’opposizione.

 

In passato sono stati indicati possibili candidati di compromesso, tra cui Silvia Salis, ex martellista olimpica, e Gaetano Manfredi, eletti rispettivamente sindaco di Genova e Napoli con il sostegno di un ampio spettro di forze di sinistra. Entrambi però hanno raffreddato l’ipotesi di partecipare alle primarie.

 

Illusione di forza

 

ELLY SCHLEIN REPLICA A GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - FOTO LAPRESSE

Gli analisti avvertono inoltre che il risultato del referendum potrebbe aver sopravvalutato la forza dell’opposizione.

 

“La sfida per il centrosinistra è capire come capitalizzare questa vittoria politica”, ha affermato Lorenzo Pregliasco di YouTrend. “All’interno del 53% che ha votato ‘no’ c’erano molti gruppi diversi e motivazioni differenti”.

 

“I voti per il ‘no’ non corrispondono necessariamente a voti per il centrosinistra”, ha proseguito Pregliasco, osservando che anche nelle elezioni locali svoltesi in contemporanea alcuni elettori hanno sostenuto il referendum ma non i partiti di opposizione.

 

manifesto con Giorgia Meloni e Carlo Nordio bruciato alla manifestazione per il no al referendum a roma

Ha avvertito che una quota significativa del voto contrario proveniva da elettori disimpegnati o con bassa propensione al voto. “Esiste ancora un divario tra chi ha votato ‘no’ per sfiducia nel governo e un sostegno concreto e tangibile al centrosinistra”, ha detto. “Sarebbe un errore per la sinistra pensare di aver acquisito questi elettori”.

 

Il fattore tempo potrebbe rivelarsi decisivo.

 

Analisti e sondaggisti ritengono che esista un argomento convincente a favore di elezioni anticipate convocate da Meloni prima che le condizioni economiche peggiorino. (L’argomento opposto è che dovrebbe resistere almeno fino alla soglia cruciale di settembre, quando avrebbe superato la durata di qualsiasi altro governo italiano.)

 

giuseppe conte elly schlein 4

Un voto anticipato potrebbe inoltre permetterle di cogliere di sorpresa un’opposizione ancora frammentata, prima che abbia definito un programma o un candidato.

 

I leader dell’opposizione insistono che non funzionerà. “Quando ci saranno le elezioni, noi saremo pronti”, ha dichiarato Schlein.

 

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