PANE PER I COMPLOTTARI – IL SITO ISRAELIANO “YNET” RIVELA CHE, UN MESE PRIMA DELL’ATTACCO DEL 7 OTTOBRE 2023 DI HAMAS AD ISRAELE, ALMENO QUATTRO FUNZIONARI DELLO STATO EBRAICO AVREBBERO CHIESTO A MOHAMMED AL-EMADI, L’ELEMOSINIERE DEL QATAR PER LA PALESTINA, DI AUMENTARE L’ACQUISTO DI CARBURANTE PER GAZA PASSANDO DA UN VALORE DI 3 MILIONI AL MESE A 7: IL QATAR SI OPPOSE ALLA RICHIESTA E GLI ISRAELIANI DOVETTERO INSISTERE – LA RIVELAZIONE ALIMENTA LA TESI COMPLOTTISTICA DI UN GOVERNO NETANYAHU CHE HA CONSAPEVOLMENTE IGNORATO I SEGNALI DI ALLARME PER GIUSTIFICARE L’INVASIONE DI GAZA, MENTRE PER ALTRI…
Estratto dell’articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”
Un mese prima dell’attacco del 7 ottobre 2023 di Hamas ad Israele, l’elemosiniere del Qatar per la Palestina, Mohammed al-Emadi, ha incontrato almeno quattro funzionari israeliani. La riunione era stata richiesta dalla parte israeliana e convocata in un hotel di Gerusalemme. Si conoscono, grazie a uno scoop del media israeliano online Ynet , due dei partecipanti ebraici.
Il capo del settore di Gaza per i servizi segreti interni, Shin Bet, nome in codice Oscar e il maggior generale Ghassan Alian, coordinatore delle attività israeliane nei Territori occupati. Scopo dell’incontro chiedere al Qatar di aumentare l’acquisto di carburante per Gaza passando da un valore di 3 milioni al mese a 7. L’incremento era richiesto da Hamas per i maggiori consumi estivi dovuti all’aria condizionata. Hamas […] avrebbe ricevuto l’equivalente in carburante direttamente dall’Egitto.
Vista con gli occhi di oggi, quella riunione rappresenta un cortocircuito rispetto a tanta parte della narrazione dello Stato ebraico su Hamas, un’organizzazione terroristica con cui non era possibile trattare, da tenere isolata a Gaza, ma che si era scelto comunque di alimentare e accontentare.
Secondo Israele il carburante extra avrebbe garantito la calma nella Striscia. Già allora lo Shin Bet sapeva che il Movimento di resistenza islamico non solo avrebbe usato il combustibile per la sua centrale elettrica, ma ci avrebbe guadagnato rivendendone una parte sul mercato privato. A rendere la rivelazione di Ynet ancora più paradossale è che era Tel Aviv a insistere per l’aumento, mentre più volte il governo Netanyahu ha accusato proprio il Qatar di finanziare l’organizzazione terroristica.
Fino a poche settimane dall’esplosione di violenza del 7 ottobre, Israele restava quindi convinto che la politica di chiudere Hamas nella Striscia e di permettergli un certo grado di agiatezza economica sarebbe bastato a garantire la pace. Un errore di valutazione e di intelligence drammatico.
Durante l’incontro a Gerusalemme, la parte israeliana aveva confermato che Hamas non rappresentava un’immediata minaccia. […] Mai valutazione si sarebbe rivelata più sbagliata. Anche il Qatar dai suoi contatti diretti con il leader Sinwar era arrivato alla stessa conclusione, ma ugualmente si oppose all’aumento. Gli israeliani dovettero insistere.
[…] Il totale dei trasferimenti da parte del Qatar è stato calcolato in 1,8 miliardi, cifra che fa impallidire le donazioni pro-Pal dall’Italia o altrove. Lo scoop di Ynet conferma che Israele aveva la volontà di far giungere fondi ad Hamas.
terroristi di hamas superano il confine con israele a erez, il 7 ottobre 2023
La rivelazione si inserisce nell’annosa polemica sulle responsabilità per il massacro del 7 ottobre. In oltre due anni nessuna inchiesta ha spiegato il clamoroso abbaglio che è stato militare, ma anche di intelligence e soprattutto politico. Alcuni hanno sposato la tesi complottistica di un governo Netanyahu che ha scientemente ignorato i segnali di allarme per giustificare l’invasione di Gaza.
Fantapolitica a parte, tutti i responsabili militari e di intelligence responsabili della sicurezza attorno alla Striscia si sono dimessi nei mesi successivi alla strage. […]


