marina pier silvio berlusconi tajani del debbio giordano

NON C'E SPAZIO PER I SOVRANISTI NELLA NUOVA FORZA ITALIA DI MARINA! LO SCONTRO IN FORZA ITALIA TRA LE POSIZIONI FILO-MELONI DI TAJANI E IL NUOVO CORSO LIBERAL DELLA CAVALIERA ARRIVA DENTRO MEDIASET - MARIO GIORDANO, CHE SUL PALCO DELLA KERMESSE LEGHISTA A MILANO, URLA “REMIGRAZIONE!” E DEL DEBBIO, SCHIERATO SU POSIZIONI CRITICHE RISPETTO ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI, FANNO SALTARE SULLA SEDIE PIER SILVIO E MARINA - AL VERTICE DI COLOGNO MONZESE A TAJANI E' STATA PROSPETTATA UNA VIA D'USCITA NELLA PROSSIMA LEGISLATURA (LA PRESIDENZA DEL SENATO) - SONO INIZIATE LE MANOVRE PER AVERE, IN CASO DI PAREGGIO, UN GOVERNO PD-FORZA ITALIA, CON L'AGGIUNTA DEI CENTRISTI E DI UNA LEGA GUIDATA DA LUCA ZAIA O MASSIMILIANO FEDRIGA…

Francesco Bei per la Repubblica - Estratti

 

marina berlusconi

Forse era inevitabile per un partito che ha le sue radici in un'azienda, un movimento che scelse la prima linea dei suoi parlamentari tra gli agenti di Publitalia. 

Sta di fatto che la faglia tra le due anime di Forza Italia, quella più liberal della famiglia Berlusconi e quella più legata al governo Meloni rappresentata da Antonio Tajani e i suoi (ex) capigruppo, si sta spostando con dinamiche simili dentro Mediaset.

 

Gli ultimi giorni hanno visto lo schierarsi di due nomi di peso della televisione, due volti che hanno rappresentato in questi anni la punta di lancia del sovranismo televisivo, come Paolo Del Debbio e Mario Giordano. Il conduttore di "Fuori dal coro" è salito sul palco della kermesse leghista in piazza Duomo a Milano, gridando «remigrazione! remigrazione!». Un'uscita non commentata dai Berlusconi e da Forza Italia, ma certo il partito milanese era notoriamente schierato su un'altra linea, lontana dagli estremisti della piazza.

MARIO GIORDANO

 

Tanto che due consiglieri di Forza Italia a palazzo Marino, tra cui il capogruppo Luca Bernardo, hanno garantito il numero legale affinché passasse un ordine del giorno del Pd contro il Remigration Summit.

 

Uno scontro in piena regola, che può essere spiegato solo in parte con le tensioni sulla scelta del prossimo candidato sindaco del centrodestra. E tuttavia la piazzata di Giordano a favore delle deportazioni degli immigrati non è stata la cosa più commentata a Cologno Monzese, dove invece sono tutti saltati sulle sedie alla lettura di un articolo-bomba, firmato da Paolo Del Debbio su la Verità, all'indomani del vertice tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani.

 

PAOLO DEL DEBBIO CONTRO MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI SULLA VERITA

Una dura requisitoria in cui il giornalista prendeva metaforicamente a ceffoni i suoi datori di lavoro. «Inopportuno convocare il segretario di un partito, seppure fondato dal padre, ma che deve godere di un'ampia autonomia politica e, soprattutto, è profondamente sbagliato convocare questo signore quando ricopre un incarico istituzionale così fondamentale come quello di ministro degli Esteri».

 

Una critica frontale, identica a quella risuonata in Parlamento, ma sulla bocca dell'opposizione. 

 

Dunque, che sta succedendo? 

Che il congresso di Forza Italia in realtà è già iniziato, e procede in parallelo a quello interno a Mediaset. 

Con le regole della Casa, naturalmente, dove un certo grado di pluralismo è ammesso, purché non vada in rotta di collisione con la strategia pianificata dalla Famiglia. Una direzione di marcia che prevede una presa di distanza sempre più marcata dai sovranisti, in vista di una nuova legislatura che si immagina molto diversa dall'attuale. Non verranno fatti più sconti a nessuno, nemmeno a Giorgia Meloni. E pazienza se, dopo la sconfitta di Orbán e gli attacchi di Trump, la premier e i suoi Fratelli d'Italia si stanno riavvicinando al Ppe. Forza Italia è decisa a fare da guardiana alle porte Scee, senza garantire facili lasciapassare. 

PAOLO DEL DEBBIO A VERISSIMO

 

(…)

 

Al vertice di Cologno Monzese pare che a Tajani sia stata prospettata una via d'uscita dorata nella prossima legislatura – la presidenza del Senato – accompagnata da una manciata di candidature sicure. Ma niente di più. Forza Italia andrà invece rifondata con la segreteria affidata al governatore piemontese Alberto Cirio. Una svolta moderata che investirà prima o poi anche i programmi tv, da qui forse il nervosismo dei volti più esposti con la destra. 

 

sergio mattarella marina berlusconi- onorificenze cavalieri del lavoro - foto lapresse

Un'eco di questi scontri è arrivata anche gli avversari. Giuseppe Conte, ad esempio, due giorni fa ha raccontato ai suoi quello che gli è stato riferito da un forzista vicino al ministro degli Esteri: «Pare che Pier Silvio Berlusconi, nei suoi incontri in Germania per ottenere dal governo tedesco una buona accoglienza all'acquisizione di ProSiebenSat, si sia speso il nome di Bianca Berlinguer. 

 

Sapete, Enrico Berlinguer lo conoscono tutti, e vantarsi di aver preso la figlia del segretario del Pci come volto Mediaset ti dà subito una patente bipartisan».

 

Naturalmente Conte vede questi movimenti come il fumo negli occhi, perché sa che puntano a uno scenario di pareggio nella prossima legislatura in cui potrebbe riemergere la tentazione di un governo Pd-Forza Italia, con l'aggiunta dei centristi e di una Lega guidata da Luca Zaia o Massimiliano Fedriga. Solo fantasie? Il fatto che alla riunione di Cologno sia rispuntato anche l'inossidabile Gianni Letta per molti è stato il segnale del rinascere dello spirito del Nazareno. Quello del Patto Renzi-Berlusconi. 

ANTONIO TAJANI IN LIBANO - 2pier silvio berlusconi-3marina berlusconi video journalai. MARINA BERLUSCONI DIVENTA CAVALIERA DEL LAVORO

 

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