cafonal aniene

CHE CE FREGA DEL MONDIALE, NOI C’AVEMO "MALAGOL"! IL CIRCOLO CANOTTIERI ANIENE DIVENTA IL TEATRO DEL PASSAGGIO DI CONSEGNE, ALLA GUIDA DELLA FIGC, TRA L’EX PRESIDENTE  GRAVINA E GIOVANNI MALAGÒ: I DUE HANNO PARLATO A LUNGO E DIBATTUTO DEI NODI IRRISOLTI DEL CALCIO ITALIANO NEL CORSO DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO "PER VINCERE DOMANI" DI IVAN ZAZZARONI – IN PLATEA C'ERA ANCHE ROBERTO MANCINI, IN POLE PER TORNARE A FARE IL CT (IL "MANCIO" SI E’ CONCESSO ANCHE UNA FOTO CON LA VERSATILE MARIA MONSE’ E LA FIGLIA) – CLAUDIO RANIERI SE LA PRENDE CON L’ECCESSIVA TATTICA NEI SETTORI GIOVANILI (PER “SIR CLAUDIO” CI POTREBBE ESSERE UN RUOLO NEL CLUB ITALIA) – DA FABIO PARATICI A FRANCO CARRARO, DA GIORGIA ROSSI DI "DAZN" FINO AL PREZZEMOLONE ANDREA RUGGIERI: ECCO CHI C’ERA - VIDEO

https://www.corrieredellosport.it/video/calcio/2026/06/17-149259915/zazzaroni_tutti_retroscena_del_mio_libro_per_vincere_domani

 

Dagonews

 

rossi malago zazzaroni ranieri paratici

Che ce frega del Mondiale, noi c’avemo Malagol! Il Circolo Canottieri Aniene diventa il tempio in cui prende forma il futuro del calcio italiano.

 

Alla presentazione del libro del direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni “Per vincere domani”, si celebra il passaggio di consegne tra l’ex presidente Figc Gabriele Gravina e Giovanni Malagò, padrone di casa e grande favorito nella corsa alla guida della Federcalcio (si vota il 22 giugno).

 

I due hanno parlato a lungo e dibattuto dei nodi irrisolti del calcio italiano: grandi teorie, solite analisi, molte chiacchiere e soluzioni in là da venire. 

 

gravina malago

L’ex presidente del Coni, cresciuto al magistero di Gianni Letta, scomoda principi come “dialogo” e “armonia” istituzionale: "Federazione e Lega di A sono state in grandissimo conflitto negli ultimi anni, e questo spesso era dovuto a situazioni di singoli soggetti. Questi due mondi non solo si devono parlare, ma devono essere la faccia della stessa medaglia". Un programma politico all'insegna della concertazione. Nessuna rivoluzione, piccoli aggiustamenti.

 

Malagò inizia a dare forma a quella che può essere la sua squadra a via Allegri. 

Il primo della lista è Roberto Mancini.

 

L’allenatore jesino, seduto in platea con la sua vaporosa e policromatica zazzera, è in pole per tornare a ricoprire il ruolo di ct dopo la mai dimenticata fuga da Coverciano del 2023 quando, incantato dai petroldollari dell'Arabia saudita, scelse di mollare l'Italia per Riad.

mancini perla maria paravia

 

Il "Mancio", pregustando un ritorno di attenzione mediatica, si concede ai fan e arriva a scattarsi qualche foto anche con la versatile Maria Monsè, accompagnata dalla figlia. 

 

Tra Malagò e l'allenatore c’è grande sintonia e non solo per comune frequentazione del Circolo Aniene.

 

Malagò sottolinea che oltre un quarto dei giocatori presenti al Mondiale non è nato nei paesi per i quali giocano (Il Marocco ha il 73 per cento della rosa nata all'estero). Un chiaro messaggio sull'importanza di adottare lo ius soli sportivo. 

 

Il Mancio è sensibile all'argomento: è quello che ha convocato in Nazionale gli oriundi Toloi e Retegui.

 

La questione da affrontare, con soluzioni anche creative, è quella della restrizione della platea di calciatori selezionabili per la Nazionale maggiore.

 

Come mai le selezioni azzurre vincono a livello giovanile ma poi i ragazzi non riescono a fare l’ultimo passo e giocare titolari in serie A? Prova a dare delle risposte Claudio Ranieri, il cui nome non è da trascurare per un ruolo all’interno del Club Italia (magari al settore tecnico).

 

claudio ranieri 3

L’ex allenatore e dirigente della Roma non vuole parlare del turbolento addio al club giallorosso e svolge un intervento critico nei confronti dei settori giovanili, in cui si fa “troppa tattica”, spalleggiato dal dirigente della Fiorentina Fabio Paratici che affonda il colpo: “A livello giovanile ci prendiamo dei vantaggi con la tattica più che con la qualità dei giocatori, i calciatori li formiamo abbastanza male”.

 

Interviene di nuovo Malagò: “Un importante tecnico una volta mi ha detto: 'I ragazzi sono stati fantastici, ma abbiamo vinto non perché eravamo i più forti. Ma perché eravamo i più capaci'…”.  

 

Il non-detto che aleggia sull'approdo di Giovannino in Figc è la richiesta del ministro Abodi, nemico di Malagò, di verificare la presunta ineleggibilità per l’applicazione delle norme sul pantouflage (che indica il passaggio di dipendenti pubblici o alti funzionari dello Stato verso incarichi nel settore privato).

 

Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, si dice pronto “a qualsiasi scenario":  "Attendiamo l'Anac, mi auguro non ci sia nessun impedimento". 

 

gabriele gravina

Anche nel caso in cui venga ritenuto ineleggibile, Malagò potrebbe, poi, impugnare il provvedimento al Tar e al Consiglio di Stato.

 

Ma nell’entourage dell’ex presidente Coni ostentano tranquillità, tanto più che nella fattispecie concreta non si parla di un “conferimento di incarico”. La presidenza Figc, infatti, è un incarico “elettivo” che si ottiene a seguito di una procedura elettorale alla quale partecipano 273 delegati…

 

Figc: Gravina 'se eletto Malagò tolga intesa tra le componenti' 

(ANSA) - ROMA, 16 GIU - "Malagò è una persona navigata e di equilibri, se viene eletto deve battersi per una riforma da subito: deve togliere quella che viene rappresentata come l'intesa tra le componenti ma che in realtà è un diritto di veto". Lo dice il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina, durante la presentazione del libro di Ivan Zazzaroni 'Per vincere domani'.

 

"Oggi non puoi fare una riforma se il 3% non è d'accordo. E' anti democratico. Su questo dobbiamo lavorare, io non ci sono riuscito. Ci abbiamo provato, abbiamo fatto 17 proposte di riforma dei campionati. Quindi Gravina si dimette e va a casa senza problemi", ha concluso 

 

Calcio: Ranieri 'Italia competitiva a livello giovanile, fatica nel salto di qualità' 

(ANSA) - ROMA, 16 GIU - "Oggi un selezionatore deve fare la conta su chi può selezionare, perché fin quando siamo sul settore giovanile siamo competitivi, ma dobbiamo migliorare nel salto di qualità per la nazionale maggiore". Lo ha detto Claudio Ranieri durante la presentazione del libro di Ivan Zazzaroni 'Per vincere domani'. "La categoria dei giovani è da sviluppare dagli educatori e non devono parlare di tattica - ha aggiunto -. Dobbiamo far fare il salto di qualità a più giocatori altrimenti non risolviamo il problema della nazionale italiana".

 

Sullo stesso argomento è poi intervenuto il direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici: "Non è vero che la nostra nazionale non ha calciatori. Ma noi a livello di settore giovanile saremo sempre più avanti perché ci portiamo avanti con la tattica dove siamo bravissimi. Il problema è la qualità dei calciatori, ne forniamo troppo pochi con quella che serve per il salto di qualità". 

 

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