michelangelo pistoletto venere degli stracci napoli

PISTOLETTO, CHE PISTOLOTTO! - DOPO IL ROGO A NAPOLI DELLA SUA OPERA "LA VENERE DEGLI STRACCI", L'ARTISTA MICHELANGELO PISTOLETTO ESONDA CONTRO "IL LATO PEGGIORE DELL'UMANITA'", CONTRO "LA SOCIETÀ STRACCIONA CHE HA PRESO IL SOPRAVVENTO”. SOLO CHE AD APPICCARE IL FUOCO SAREBBE STATO UN CLOCHARD 32ENNE: "LA VENERE DEGLI STRACCI" MESSA A FERRO E FUOCO DA UNO STRACCIONE. CONTRAPPASSO FEROCE CHE PERO' NON SMUOVE NESSUNO A EMPATIZZARE CON IL SENZATETTO: L'OPERA SI POTRA' RICREARE, IL POVERACCIO CONTINUERA' A VIVERE IN STRADA (E MAGARI VOLEVA ATTIRARE L'ATTENZIONE SULLA SUA CONDIZIONE)

1 - LA VENERE BRUCIATA I PRECEDENTI

Estratto dell'articolo di Antonio E. Piedimonte per “la Stampa”

 

napoli, la venere degli specchi dopo l incendio

Mazzi di fiori e bigliettini dai toni luttuosi per la dea distrutta. Sulle barriere che circondano ciò che resta della celeberrima "Venere degli stracci", con pudore e qualche imbarazzo, si affaccia la Napoli addolorata per l'opera d'arte data alle fiamme all'alba di ieri nella centralissima piazza Municipio. Dispiacere e rabbia per lo sfregio a quella che era sembrata una sorta di madonna pagana «lasciata sola e indifesa», ma anche la consapevolezza di una arcaica fragilità che riporta sempre indietro le lancette del tempo.

 

«Che dalle tue ceneri possa risorgere una città migliore», si legge su un pezzo di carta lasciato sullo scheletro annerito della struttura. Responsabile dell'incendio potrebbe essere un clochard 32enne che la polizia ha fermato dopo aver visionato le registrazioni video, anche se restano da valutare le voci su una "gara" lanciata sui social da baby gang del centro storico, notizia riferita dalla Fondazione Pistoletto al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. 

napoli, la venere degli specchi dopo l incendio

 

(...)

 

 

Alla collera dell'intellettuale fa eco l'indignazione del professor Raffaele Picaro, direttore del dipartimento di Giurisprudenza dell'università Luigi Vanvitelli: «In un momento di grande attenzione mediatica sul "brand" turistico e culturale Napoli, siamo di fronte a un episodio gravissimo che ci costringe a "risvegliarci" sulla necessità e l'urgenza di un ampio processo di educazione civica».

 

napoli, il sindaco gaetano manfredi davanti alla venere degli specchi dopo l incendio

Allarga le braccia Paola Silvi, storica ecologista napoletana e presidente del circolo di Legambiente "Parco letterario Vesuvio": «Siamo noi gli stracci, purtroppo. In questa città oltre a difendere i cittadini c'è l'urgenza di difendere le opere d'arte, basta guardarsi attorno».

 

Sconcertato anche Vincenzo Trione, storico dell'arte e consigliere del Comune per le attività museali e l'arte contemporanea: «La sensazione dinanzi a quella distruzione è che la Venere non sia stata vandalizzata, ma cancellata. Un gesto di una violenza talebana». Di fronte all'ennesimo colpo "talebano", il sindaco Manfredi sceglie di mostrare i muscoli: «Non credo nelle società sorvegliate, credo nella sorveglianza sociale. Lanceremo una colletta per rifare l'opera e rimetterla lì dov'era».

 

michelangelo pistoletto venere degli stracci

Parole che a molti hanno ricordato episodi del passato, come quando piazza del Plebiscito divenne location per grandi eventi artistici e le installazioni subirono diversi assalti. In un'occasione, nel 2003, la suggestiva installazione realizzata da Richard Serra, complice la cronica carenza di bagni pubblici, fu usata come vespasiano. A leggere il sito della Fondazione Pistoletto si direbbe che lo scenario (che s'immaginava simbolico) fosse apparso abbastanza nitido: «…la Venere degli Stracci si fa metafora plastica dell'identità contraddittoria di Napoli: bellezza e rovine, sublime e imperfezioni, purezza e macerie». Macerie, appunto.

 

2 - IL LATO PEGGIORE DELL'UMANITÀ

Lettera di Michelangelo Pistoletto a “la Stampa”

 

la venere degli stracci di pistoletto in fiamme a napoli

È stato un risveglio amaro, spiazzante. Alcuni dei miei collaboratori stamattina erano in lacrime. Io non piango, la mia prima reazione è stata di un forte controllo dell'emozione, perché la ragione deve vincere sempre. Certo, quando ho saputo che la mia Venere era stata data alle fiamme ho provato un dispiacere enorme e il primo pensiero è stato che con la violenza non si ottiene nulla. È un gesto che spaventa, soprattutto perché riflette la situazione drammatica del nostro tempo.

 

Non ho pianto come le persone che l'hanno costruita materialmente, che stamattina erano sotto choc, ma è ovvio, è stato un gesto con ripercussioni enormemente dolorose. Una cosa però è certa. Nulla della Venere è andato distrutto. Le fiamme non bastano per distruggere il concetto di un'opera d'arte che sopravvive a qualsiasi attentato. La Venere degli stracci, l'icona stessa della rigenerazione, è più viva che mai.

la venere degli stracci di pistoletto dopo l incendio a napoli

 

Va comunque detto che questo gesto spaventa perché riflette la situazione drammatica del nostro tempo.

 

Il rogo di un'opera d'arte come questa racconta di una società stracciona che purtroppo ha preso il sopravvento: è come un'autocombustione del lato peggiore dell'umanità.

 

E pensiamoci bene questa mentalità brutale oltretutto si accanisce contro un'opera che crea una sintesi fra estrema bellezza e rifiuto, dando una terza vita allo scarto.

 

Una volta gli stracci si bruciavano e anziché riciclarli si creava Co2. Questi vandali hanno ricondannato gli stracci al loro primo destino lontano anche da una logica ambientalista, di restituire vita alle cose. La Venere è un massimo simbolo di rigenerazione.

la venere degli stracci 4

 

A Napoli l'opera, voluta dal sindaco Gaetano Manfredi e curata da Vincenzo Trione, doveva essere il punto di riferimento visivo dell'impegno della città nei confronti dell'arte e della cultura.

 

Qualcuno ha parlato di gara social, sul web si sarebbe lanciata una folle sfida fra chi fosse arrivato prima a darle fuoco. Non ne so nulla e mi sembra davvero strano che un'opera "Venere degli stracci" potesse attirare i vandali. Se ne avessimo avuto sentore magari avremmo optato per una versione in bronzo oppure l'avremmo almeno protetta con delle transenne.

 

Si tratta di un'opera viva e tale doveva rimanere, a contatto con la gente, un invito aperto a vivere la piazza come ruolo di relazione e di dialogo quotidiano. Il mio rapporto con Napoli, antico e strettissimo continua ad essere inalterato e se la città mi chiederà di rifare un'altra Venere per un'altra piazza lo farò volentieri. Per realizzare questa abbiamo impiegato un anno, fra progetto e montaggio. Ma una seconda installazione dovrebbe essere più rapida.

la venere degli stracci di pistoletto in fiamme a napoli

 

C'è chi sostiene anche, in una chiave filosofica molto sottile e forse divisiva che il vandalismo va condannato ma è pur sempre azione, ed è preferibile all'indifferenza. Io credo che sarebbe stata preferibile una protesta civile: l'arte è sempre pronta a discutere e mettersi in discussione. Come insegna il mio lavoro sul Terzo Paradiso da un conflitto, due mondi all'estremo opposto possono generare una terza uscita, cosicché dalla creazione si passi alla ricreazione. Io non dichiaro guerra preventiva a chi ha fatto questo gesto catastrofico, ma propongo la pace preventiva.

la venere degli stracci di pistoletto a napolimichelangelo pistolettomichelangelo pistoletto foto di baccola venere degli stracci di pistoletto in fiamme a napolila venere degli stracci 2

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)